Itanium 2 debutta in versione budget

Intel lancia due nuovi Itanium 2 ad un prezzo più competitivo, specie nei confronti di AMD Opteron, con una predilezione per i server rack-mounted e i cluster. Si parla di un superprocessore da 16 CPU

Santa Clara (USA) - La necessità di dare una spintarella alle non brillanti vendite di Itanium, insieme alla volontà di contrastare l'ingresso sul mercato di AMD Opteron, sono fra le ragioni che hanno spinto Intel a rilasciare due versioni economiche di Itanium 2 ottimizzate per i server low-end a uno o due processori.

Il Low Voltage (LW) Itanium 2, anche noto con il nome in codice di Deerfield, offre un consumo di energia (62 watt) quasi dimezzato rispetto agli attuali processori Itanium 2, un fattore determinante per l'uso di questi chip in quei server, tipicamente blade, dove il fattore spazio, costo e consumo sono prioritari. Intel, che indirizza questo chip alle soluzioni network edge e di software engineering, afferma che esso rappresenta una valida alternativa alle piattaforme entry-level basate su architettura RISC.

Sebbene i chip LW Itanium 2 adottino lo stesso core Madison dell'ultima generazione di Itanium 2, questi girano ad una frequenza sensibilmente più bassa e adottano una quantità di cache assai inferiore: questo gli consente di contenere i consumi e, di conseguenza, la dissipazione di calore, un fattore molto importante nelle configurazioni rack-mounted. Il primo modello di Deerfield ha una frequenza di clock pari a 1 GHz e una cache L3 di 1,5 MB: per confronto, gli Itanium 2 tradizionali adottano frequenze variabili fra 1,3 e 1,5 GHz e una cache compresa fra 3 e 6 MB.
L'altra nuova versione a basso costo di Itanium 2 introdotta ieri da Intel è rappresentata da un modello a 1,4 GHz che si differenza dall'equivalente modello già sul mercato per l'adozione di una cache L3 di soli 1,5 MB. Il chipmaker di Santa Clara sostiene che questo chip è particolarmente dedicato ai cluster di server, sistemi ad alte prestazioni dove la dimensione della cache dei singoli processori assume un'importanza assai meno rilevante rispetto a quanta ne ha per i server stand-alone e le workstation hi-end.

Intel sostiene che questo chip è adatto anche per i sistemi bi-processore ad alte prestazioni per il computing tecnico e scientifico e per i sistemi aziendali front-end entry-level.

"Oltre a consentire lo sviluppo di sistemi disponibili a costi inferiori a 7.000 dollari - si legge in un comunicato di Intel - questo processore offre anche prestazioni floating point superiori in ogni nodo informatico, ottimizzando il rapporto costo/gigaflop (miliardi di calcoli al secondo), una misurazione del rapporto prezzo/prestazioni per i carichi di lavoro ad elaborazione intensiva".

Come si è detto, uno dei fattori chiave dei due nuovi modelli di Itanium 2 è il prezzo: per ordini di 1.000 unità, il chip LW costa 744 dollari mentre il chip a 1,4 GHz costa 1.172 dollari. L'Itanium 2 attualmente più veloce, il modello a 1,5 GHz con 6 MB di cache, costa oltre 4.200 dollari.

Intel spera che le nuove versioni "lite" di Itanium 2 possano favorirne l'adozione sul mercato mainstream dei server a 64 bit, lo stesso segmento dove sembra destinato a riscuotere un certo successo Opteron.

Presso l'Intel Developer Forum Fall 2003 programmato per la prossima settimana, il big di Santa Clara svelerà alcuni nuovi dettagli su Tanglewood, nome in codice di una nuova versione hi-end di Itanium attesa per il 2007 che integrerà fino a 16 CPU sullo stesso pezzo di silicio (die). Questo genere di architettura, chiamata "multicore", è oggi la strada più seguita dai produttori di chip per sfruttare a fondo la densità permessa oggi dalle più avanzate tecniche di produzione e la tecnologia multithreading che caratterizza i sistemi operativi moderni.

Il primo chip multicore di Intel non sarà tuttavia Tanglewood bensì una versione dual-core di Montecito, nome in codice di una nuova famiglia di Itanium attesa per il 2005.

Proprio di recente IBM ha annunciato un progetto per lo sviluppo di un superprocessore capace, anche grazie ad un'architettura multicore, di raggiungere potenze di elaborazione paragonabili a quelle di un supercomputer.
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