Claudio Tamburrino

Siri, soddisfatti o soddisfatti

Secondo Apple le accuse di pubblicità ingannevole rispetto all'assistente vocale di iOS sarebbero vaghe e quindi da respingere

Roma - Apple risponde alle accuse che chiamano in causa l'assistente vocale personale introdotto con l'ultima generazione di dispositivi iOS, Siri: cerca di respingerle tutte al mittente in quanto del tutto inconsistenti.

La denuncia nei confronti di Siri è stata depositata davanti alla corte distrettuale californiana dal newyorkese Frank M. Fazio e cerca di ottenere lo status di class action: l'accusa è quella di pubblicità ingannevole, legata all'eccessiva esaltazione delle prestazioni dell'assistente vocale rispetto al suo reale funzionamento.

Ora Apple ha risposto chiedendo al tribunale di archiviare il caso, in quanto non sarebbe stato presentato dall'accusa in maniera esaustiva ma "solo con descrizioni generiche delle pubblicità di Apple, sintesi sommarie dei contenuti del suo sito e descrizioni solo vaghe (e molto personalizzate) delle delusioni associate al servizio Siri", che è oltretutto una funzionalità ancora in beta.
Oltretutto, sottolinea Apple, nonostante l'insoddisfazione rispetto ai prodotti con la Mela, gli utenti che ora le fanno causa non hanno provato a far ricorso al servizio di un anno di garanzia o alla possibilità soddisfatti-o-rimborsati a cui si può ricorrere entro 30 giorni dall'acquisto.

Claudio Tamburrino
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