Claudio Tamburrino

USA, anche Motorola ferma alla frontiera

ITC blocca alcuni dispositivi Android in conseguenza di denunce Microsoft. Motorola, incassata l'approvazione della Cina per l'acquisizione da parte di Google, potrà fare appello

Roma - L'International Trade Commission ha deciso di mettere al bando alcuni dispositivi Android prodotti da Motorola che secondo l'accusa di Microsoft violerebbero il brevetto numero 6,370,566 relativo alla gestione delle agende sui dispositivi mobile.

L'ITC ha dunque dato ragione a Redmond che contesta la violazione della sua proprietà intellettuale, e torto a Google che faceva appello all'"interesse pubblico" e alla non proporzionalità dell'ordine di esclusione.
Prima di diventare effettiva la sentenza deve essere approvata dal presidente della commissione: questa situazione dà a Motorola altri 60 giorni di operatività sul mercato, tuttavia deve mettere da parte "33 centesimi di dollari per ogni dispositivo Android" immesso in commercio, come parziale garanzia basata su un calcolo di royalty dovute.

Contro la decisione dell'ITC Motorola potrà, e presumibilmente lo farà, ricorrere in appello. Per il momento si è limitata a riferire che "anche se siamo delusi dalla decisione della Commissione secondo cui alcuni prodotti Motorola Mobility violano un brevetto, attendiamo di leggere il parere completo relativo alla decisione ed esploreremo tutte le opzioni a nostra disposizione, tra cui l'appello".
In attesa di una nuova decisione, per superare il blocco, Motorola potrebbe decidere di modificare i suoi prodotti rimuovendo la funzione contestata da Microsoft, così come HTC sta cercando di fare, in parte con successo, per superare le accuse mosse da parte di Apple e che hanno portato l'ITC ad una simile sentenza di bando.

Alternativamente Motorola può unirsi alla lunga schiera di produttori Android che hanno ceduto alla pressione di Microsoft sottoscrivendo una licenza per i suoi brevetti: tuttavia questa ipotesi diventerà poco plausibile nel momento in cui si concretizzerà l'acquisizione di Motorola da parte di Google, operazione milionaria che attende ancora l'approvazione da parte delle diverse autorità nazionali antitrust: proprio in questi, giorni, d'altronde, dopo il via libera di USA e UE è arrivato quello della Cina. A Pechino Google avrebbe promesso di mantenere Android libero e disponibile per tutti per "almeno cinque anni".

Claudio Tamburrino
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3 Commenti alla Notizia USA, anche Motorola ferma alla frontiera
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  • Non capisco il succo dell'intervento di Ruppolo, ma non importa.

    Invece mi importa molto sapere quando riusciremo a mettere al bando questi mezzucci da rubagalline per sanguisugare il prossimo, bloccare lo sviluppo e l'interesse della comunità, ed in definitava ostacolare la concorrenza scomoda, specie quando non si è competitivi sul mercato! Mi pare voi applichiate in merito la definizione di "Patent Troll".

    Quando riusciremo a scrollarci di dosso le malefatte ed i balzelli imposti da questa ineffabile ed onnipresente società che crede di essere la padrona del Mondo con la connivenza di "legislazioni" ad hoc...?

    E tanto per cambiare il brevetto in questione riguarda un aspetto marginale, facilimente bypassabile con piccole modifiche SW, posto in piedi per mettere i bastoni fra le ruote alla concorrenza e succhiare qualche spicciolo senza fatica.
    Continuo a chiedermi con quale leggerezza (o sotto quali pressioni) gli uffici preposti concedono di brevattare anche l'"Acqua Calda"...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gattazzo
    > Non capisco il succo dell'intervento di
    > Ruppolo, ma non importa.

    Te lo spiego io, vuole dire che l'unico modo che ha apple di fermare l'ultima relase di android e' fare in modo che non possano vendere per diatribe legali, sai se giocassero lealmente per apple sarebbe una doccia di gelato.
    krane
    22544