Claudio Tamburrino

New York, rabbini contro il porno online

Riunione ultra-ortodossa nel tempio del baseball. Per discutere dei rischi che si annidano nella Rete. Ma c'è puzza di trovata pubblicitaria

Roma - Cosa ci fanno 60mila ebrei ultra-ortodossi in uno stadio di baseball? Sembrerebbe l'inizio di una barzelletta, in realtà si tratta di una riunione organizzata per discutere (e mettere in guardia, pare) di Internet e dei rischi della pornografia e del gioco d'azzardo che si annidano online.

Nella giornata di domenica lo stadio Citi Field dei Mets di New York è stato riempito da decine di migliaia di ebrei di confessione ortodossa (tutti uomini, vestiti con camicia bianca e giacca nera tradizionale), interessati a parlare dei possibili problemi conseguenti all'accesso alla pornografia online, agli altri contenuti espliciti non censurati veicolati dal Web, definito sempre più luogo di tentazioni e minacce "che può distruggere intere famiglie".

Contrapposti agli ortodossi anti-pornografia online, poi, fuori dallo stadio si sono riuniti manifestanti (anche essi ebrei, pare) interessati a sottolineare come in realtà il problema non sia Internet, ma l'utilizzo che si fa della conoscenza e delle informazioni che trasmette.
D'altra parte il tutto potrebbe non essere altro che un'ambiziosissima campagna pubblicitaria: l'incontro è stato organizzato dal gruppo di rabbini Ichud Hakehillos Letohar Hamachane, che sembrerebbe legato ad un'azienda software che vende filtri Internet destinati proprio a bloccare i contenuti inappropiati per gli ebrei ortodossi, o servizi come l'app GPS "kosher" per individuare sinagoghe e ristoranti kosher nelle vicinanze. Applicazione che domenica è stata pubblicizzata allo stadio con diversi volantini.

Claudio Tamburrino
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