Alfonso Maruccia

Elettronica contraffatta, primi gli USA

Una nuova ricerca di mercato evidenzia lo stato di cose nell'ambito delle componenti elettroniche. Che risulterebbero contraffatte in una buona parte, con gli Stati Uniti a guidare la classifica dei paesi più colpiti

Roma - La società di analisi IHS iSuppli ha diffuso il suo ultimo rapporto sulle parti elettroniche contraffatte, denunciando lo stato di un fenomeno in crescita. Le denunce di contraffazioni elettroniche (microchip e non solo) viaggiano al ritmo di una ogni 15 secondi, dice IHS.

Un po' a sorpresa, al primo posto nella lista dei paesi da cui proviene il maggior numero di denunce non si classifica la Cina: quella che è spesso ritenuta la patria dei falsi e dei prodotti in replica è solo seconda con il 32 per cento delle denunce, mentre primi risultano gli USA con il 33 per cento.

L'anno passato è stato "un anno record" per il numero di "incidenti di contraffazione" denunciati, dice Rory King di IHS, un picco che porta a 12 milioni le parti fasulle totali registrate dal 2007 a oggi.
Denunce a parte, capitolo più spinoso e problematico risulta essere quelli dei paesi d'origine dei falsi elettronici: i produttori di croste digitali sono furbi ed è complesso tracciare una mappa realistica delle criticità, nondimeno IHS dice che il 64 per cento delle nazioni contraffattrici comprende solo quattro paesi: Malaysia, Corea del Sud, Giappone e Filippine.

Alfonso Maruccia
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