Mauro Vecchio

Francia, il Tubo non deve filtrare

YouTube non è responsabile di quanto caricato dagli utenti e non dovrà implementare un meccanismo di controllo preventivo dei contenuti. Nel 2008 la piattaforma di BigG era finita nel mirino del network generalista francese TF1

Roma - Non una vittoria da poco, in un paese storicamente ostico per le sorti legali del gigante Google. A Parigi, i giudici del Tribunal de Grande Instance hanno liberato il portalone YouTube dalle grinfie di TF1, il più vecchio network televisivo generalista (privatizzato nel 1987) in terra transalpina.

Il Tubo non è dunque responsabile di quanto caricato dagli utenti, soprattutto non obbligato ad implementare uno specifico meccanismo di filtraggio per prevenire la comparsa di materiale in violazione del copyright. Non finché la stessa piattaforma di video sharing provvede ad informare i suoi uploader sulla concreta possibilità di rimozione di clip audiovisive non autorizzate.

In sostanza, YouTube e Google farebbero già abbastanza per prevenire le violazioni attraverso la condivisione selvaggia di filmati online. Secondo la corte francese, tecnologie di tutela come Content ID offrono ai legittimi detentori dei diritti uno strumento ad hoc per la protezione dei propri contenuti. I legali di TF1 avevano tirato in ballo numerosi serial televisivi come ad esempio Heroes e Grey's Anatomy.
Spettacoli statunitensi i cui diritti di trasmissione erano stati acquisiti dal broadcaster francese, scagliatosi contro il Tubo nel lontano 2008. TF1 ha infatti preteso da Google il pagamento di una maxi-multa da 141 milioni di euro per violazione del copyright su larga scala. Il Tribunal de Grande Instance ha invece obbligato il network a ripagare le spese legali sostenute da BigG, circa 80mila euro.

Grande soddisfazione da parte dei vertici di YouTube, che hanno sottolineato come la decisione dei giudici francesi rappresenti una vittoria per i netizen che vogliono scambiare liberamente idee ed informazioni. La possibilità di imporre meccanismi di filtraggio preventivo - come ad esempio stabilito in Germania per conto della collecting society GEMA - andrebbe a minare lo sviluppo dello user generated content e dell'innovazione tecnologica tout court.

Mentre i legali di TF1 non hanno ancora deciso quale potrebbe essere la prossima mossa legale, la decisione della corte francese potrebbe avere ripercussioni su simili casi aperti in Germania e soprattutto Stati Uniti. Nello scorso aprile, il conglomerato mediatico Viacom ha infatti ottenuto la riapertura del caso da 1 miliardo di dollari dopo l'assoluzione in primo grado del portalone di BigG.

Mauro Vecchio
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17 Commenti alla Notizia Francia, il Tubo non deve filtrare
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  • Ottima notizia.

    ABOLIRE IL COPYRIGHT

    Pirata
    non+autenticato
  • Ma cos'á questo youtube in piú del servizio che offriamo noi? Noi vi diamo le ultime novitá +in porni vintage in streaming a 4 € , youtubbe che vi dá?
    non+autenticato
  • Innanzitutto nessun membro dello staff di YouTube ha mai inneggiato all'"integralismo d'autore", al filtrare, controllare, reprimere e censurare la rete, strumento per l'umanita' di importanza equiparabile alla scoperta del fuoco. Nessuno di loro ha mai proferito epiteti gratuiti come "Ladri di film" o "Meritate tutti la galera". Se proprio devo acquistare un cesto di frutta, non vado certo dall'ortolano che sputa continuamente veleno contro chi osa raccogliere qualche mela cresciuta in un alberello nel proprio giardino, tanto per fare un paragone. Questione di simpatia, definiamola cosi'. Ricordate quando la Carlucci propose una legge contro l'anonimato in rete, destinata unicamente alla protezione del diritto d'autore, nascondendosi dietro alla scusa di voler reprimere crimini orrendi come pedofilia e violenze sessuali? I videtecari, tutti in fila, le davano man forte. A loro mica importava di proteggere i minori dagli aguzzini. Zero, proprio. Per loro non c'era niente di piu' naturale che difendere il copyright facendosi scudo con crimini terribili. Meritano un applauso, che dite?

    Poi, il problema degli intermediari. YouTube potra' offire direttamente l'intero catalogo delle case di produzione, senza inutili, terze persone "imbucatesi" lungo la via. Perche' l'utente dovrebbe sobbarcarsi anche il sovrapprezzo dovuto alla vostra provvigione quando concretamente e materialmente non siete di nessuna utilita' e non offrite alcun servizio? Perche' dovrei comunque passare virtualmente per una videoteca per visionare un film in streaming? Non ha alcun senso.. Le case forniscono i contenuti, YT la piattaforma di erogazione. Non vedo proprio la necessita' di ulteriori figure commerciali.

    Poi, il catalogo. Da quel che vedo, nessun film uscito nel 2012 e' fruibile in streaming, a pagamento e legalmente. Altro che "ultime novità".. che penetrazione puo' sperare di avere un servizio che NON offre quello che i potenziali clienti desiderano? Il mercato c'e', basta solo sviluppare un'offerta adeguata. No, non considero come "offerta adeguata" il poter visionare i film di Pierino dell'80, per quanto Alvaro Vitali sia un grande.

    Infine, il problema delle barriere artificiali. Cosa impedirebbe alle case di mettere in commercio i film poco dopo la loro uscita al cinema? Materialmente nulla, ma le tattiche commerciali che prevedono finestre cosi' lunghe, per quanto offrano l'illusione di spremere un titolo fino all'ultimo centesimo, in realta' fanno perdere decine di migliaia di euro. L'utente non vuole aspettare l'autunno 2012 per visionare The Avengers sulla propria tv. L'utente intuisce che la dilatazione dei tempi e' puramente una bieca (e controproducente/fallimentare) tattica commerciale. YouTube potrebbe tranquillamente flettere i propri muscoli per offrire contenuti accessibili in tempi piu' rapidi.

    Tl;Dr: l'offerta di streaming legale attualmente sul mercato e' ridicola, e solo una realta' come YT potrebbe gestire un simile servizio in maniera adeguata.
    non+autenticato
  • e come al solito la legge non e' uguale per tutti specie se sei americano...pure i francesi che delusione....solo megavideo era responsabile.....che mondo di merda
    non+autenticato
  • - Scritto da: alvaro
    > e come al solito la legge non e' uguale per tutti
    > specie se sei americano...pure i francesi che
    > delusione....solo megavideo era
    > responsabile.....che mondo di
    > merda

    01/10
    Sgabbio
    26177
  • La responsabilita' di Megavideo non e' ancora stata minimamente appurata, dato che il processo e' appena agli inizi. L'unica cosa certa fino ad ora sono gli errori procedurali commessi dalle autorita' statunitensi, rilevati nero su bianco dalla magistratura neozelandese, i quali probabilmente causeranno l'invalidamento dello stesso processo.

    Immagino il cieco terrore che i noleggini provino dinnanzi ai colossi della distribuzione digitale: capisco il senso di vuoto e di sconforto causato dal constatare che il proprio lavoro sia ormai al capolinea. Fanno tenerezza, ma.. c'est la vie. Il progresso avanza, come e' bene che sia: forse che dovremmo impedire ai ricercatori medici di scoprire nuove cure per tutelare e proteggere gli ottocenteschi venditori di pozioni, intrugli e talismani?
    non+autenticato
  • forse che
    > dovremmo impedire ai ricercatori medici di
    > scoprire nuove cure per tutelare e proteggere gli
    > ottocenteschi venditori di pozioni, intrugli e
    > talismani?

    Non ce n'è bisogno. Purtroppo proliferano già a sufficienza
    non+autenticato
  • - Scritto da: alvaro
    > e come al solito la legge non e' uguale per tutti
    > specie se sei americano...pure i francesi che
    > delusione....solo megavideo era
    > responsabile.....che mondo di
    > merda
    Lo è anche YT, se continuerà a far finta di rimuovere senza farlo, non andrà lontano. Non esiste solo la Francia, se lo segano in casa sarà per tutti.
    p.s. sono d'accordo sul fatto che ci sia disparità di trattamento, solo che tu ritieni troppo severe le sanzioni al ciccione e io troppo poco quelle a YT, ma il senso è lo stesso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: alvaro
    > > e come al solito la legge non e' uguale per
    > tutti
    > > specie se sei americano...pure i francesi che
    > > delusione....solo megavideo era
    > > responsabile.....che mondo di
    > > merda
    > Lo è anche YT, se continuerà a far finta di
    > rimuovere senza farlo, non andrà lontano. Non
    > esiste solo la Francia, se lo segano in casa sarà
    > per
    > tutti.
    > p.s. sono d'accordo sul fatto che ci sia
    > disparità di trattamento, solo che tu ritieni
    > troppo severe le sanzioni al ciccione e io troppo
    > poco quelle a YT, ma il senso è lo
    > stesso.

    01/10

    Menti sapendo di mentire.
    Sgabbio
    26177
  • > Menti sapendo di mentire.

    Piu' che altro mente a se stesso.. lo so, sarebbe bello tornare negli anni '90, quando il noleggio dei VHS aveva, forse, ancora un senso. Trascinare stancamente un'attivita' ormai destinata a concludersi in un vicolo cieco e' da irresponsabili che si rifiutano di guardare in faccia la realta', ma questo lo sappiamo bene tutti.

    Non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire.. sono stati presi in giro dalla Carlucci, ignorati da Romani, Monti e Calabro': il messaggio "Illudersi appaga a breve termine, ma nel lungo porta certamente alla rovina" non mi pare cosi' difficile da comprendere.
    non+autenticato
  • Non è la prima volta che fa cosi, qui viene lasciato parlare per vari motivi che non dico, però in posti dove i DVD te li tirano dietro il noleggio ormai è opsoleto...semmavi mi van bene le botteghe che vendono ste robe e son specializzate, ma il noleggio,credo che sia ormai fuori tempo massimo.
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > qui viene lasciato parlare per vari motivi che non dico,

    Sembra interessante... Diccelo, please! Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > non andrà lontano.

    questa poi..sta parlando youtube/google, mica del suo negozietto di dvd/futuro vendita taleggio...

    Beata ingenuita'..
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • .. di come sia sufficiente un minimo di buon senso per comprendere come la soppressione dei piu' basilari diritti civili, attuata in nome della piu' bieca mercificazione culturale, sia fuori posto nell'epoca moderna. "YouTube e Google farebbero già abbastanza per prevenire le violazioni", affermazione troppo 'morbida': non solo fanno abbastanza, ma fanno *fin troppo*! Google e YouTube dovrebbero esigere un contributo monetario per evadere ogni segnalazione e richiesta di rimozione: se il detentore dei diritti vuole ostacolare la libera circolazione della cultura, addossando ai provider l'onere di censurare e filtrare i contenuti non graditi, e' giusto che metta mano al portafogli.

    A parte qualche magistrato di dubbia equita' e onesta' (eufemismo), sia il mondo politico che le toghe europee sono consapevoli di come gli infantili piagnistei di chi non ha saputo adeguarsi al progresso, asserragliandosi nelle trincee di un business model ormai obsoleto e fallito, non vadano né ascoltati né assecondati. Inutile frignare.

    La chiave di volta per accedere a una distribuzione capillare e a buon mercato sono proprio i provider: le major, anziche' considerarli nemici giurati, avrebbero dovuto instaurare con loro partnership commerciali fin dall'alba del nuovo millennio. Via il supporto fisico, che sa di muffa e di stantio, e che ben venga una distribuzione digitale accessibile e legale.
    non+autenticato