Gore nella tana del lupo di Seattle

Nella tana il vicepresidente se l'è cavata piuttosto bene. Forse anche perché mancava il lupo, in missione a Las Vegas

Redmond (USA) - Al Gore, vicepresidente di quell'amministrazione americana che ha portato Microsoft in tribunale, è entrato ieri nel quartier generale dell'azienda per incontrarsi con un mezzo migliaio di persone, tra manager e operatori. L'esponente dei Democrats si è ficcato nella tana del lupo per cercare sostegni per la campagna elettorale presidenziale.

L'accoglienza in Microsoft, secondo Associated Press, è stata piuttosto calorosa e, sebbene si sia parlato di controllo delle armi e altro ancora, gli animi hanno finito per scaldarsi quando si è arrivati alla questione del processo antitrust.

Gore ha prima sottolineato che la Casa Bianca non ha nulla a che vedere con le operazioni condotte dal Dipartimento della Giustizia. Ma ha evidenziato pure che "le leggi antitrust sono fatte per impedire una posizione di mercato che soffochi la libera impresa".
Nel corso dell'incontro, Gore ha anche ricordato che uno dei valori centrali della cultura americana è di garantire che né il governo né alcun privato minaccino la libera competizione sul mercato. Discorsi duri da buttare giù per i manager Microsoft, gran parte dei quali interessati ai destini dell'azienda anche per le proprie ricche partecipazioni azionarie. "Il mercato, ha detto Gore, deve offrire a tutti una possibilità per competere. Quando il dominio in un settore è utilizzato per prevenire la competizione in un altro, allora c'è un problema".
Il vicepresidente non ha incontrato però Bill Gates, in questi giorni al Comdex di Las Vegas, la megafiera del computing.
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