Alfonso Maruccia

Mary Meeker e i trend di Internet

L'analista presenta il suo nuovo rapporto sulle tendenze della Rete. Il mobile cresce ma vale ancora poco. E la quotazione di Facebook non č stata proprio un disastro come dice qualcuno

Roma - Mary Meeker è tornata con il suo rapporto sui trend di Internet, e ora come nel recente passato è tutto un parlare di mobile, "monetizzazione" degli utenti e delle potenzialità di crescita degli smartphone e i loro "walled garden" di app, tecnocontrollo e promesse di ricchezza senza fine.

KPCB Internet Trends - 2012

Partner della società di capitali di ventura Kleiner Perkins Caufield & Byers, soprannominata la "regina di Internet", Meeker mette assieme dati e stime, confronta il mondo della tecnologia di ieri e quello di oggi. E discute anche della IPO di Facebook, operazione a suo dire gestita in maniera non esattamente perfetta (pur con le attenuanti del caso).

Il mobile prima di tutto: il rapporto della Meeker sostiene che i netizen che usano lo smartphone per accedere a Internet sono ancora ampiamente minoritari (10 per cento del totale), mentre in India hanno superato quelli che si servono del PC con una crescita annuale a dir poco stratosferica (+841 per cento di abbonamenti mobile lo scorso anno). Gli smartphone come strumento di connettività sono ancora marginali, ma non possono che crescere: Meeker stima la presenza di meno di un miliardo di "telefonini" evoluti al mondo contro i sei miliardi di utenti "mobile" complessivi, quindi il futuro non può che essere roseo da questo punto di vista.
Laddove l'ottimismo lascia il posto alle stime al ribasso, se non a un vero e proprio pessimismo, è nel lato economico di questa crescita significativa del mercato mobile: Meeker parla di "monetizzazione degli utenti" e di "ricavi per singolo utente" molto inferiori rispetto a quanto succede nel mondo dei PC tradizionali, cinque volte più bassi per società come Zynga.

Poco cambierà nel futuro immediato, sostiene la regina di Internet: prima di trasformare il mobile in una autentica miniera d'oro per l'advertising occorrerà molto, molto tempo. A complicare il tutto ci si mettono le condizioni economiche contingenti, pessime per l'Unione Europea (in recessione) e con la fiducia dei consumatori in netto calo negli USA.

Riguardo la IPO di Facebook, infine, Meeker critica lo sbarco in borsa del società network in blu come un'operazione mal gestita (con il conseguente danno di immagine per il listino e il titolo), anche se in buonafede: si è trattato di un vero e proprio "tsunami finanziario" che ha mandato il tilt il NASDAQ, dice l'analista, anche se chi ci ha lavorato è gente in gamba che ha cercato di fare del suo meglio.

Alfonso Maruccia
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