Mauro Vecchio

Facebook, quanto vale la pubblicità?

Gli studi non sono concordi, e allora qual è l'effettivo valore offerto dal sito in blu ai vari inserzionisti? Le attività degli utenti si traducono in succulenti click? Intanto si pensa al mobile

Roma - Facebook, vasto ecosistema digitale per le nuove vite social. Condivisione e pensieri in libertà, ma anche succulente opportunità di business per i signori dell'advertising. E qual è l'effettivo valore pubblicitario del gigantesco sito in blu? Gli utenti risultano realmente influenzati dalle sirene ammalianti degli spot inseriti sulla piattaforma di Mark Zuckerberg?

Non secondo un sondaggio condotto da Ipsos/Reuters, che ha sottolineato come quattro account su cinque non abbiano mai acquistato un prodotto sulla base di un commento o un'inserzione presente su Facebook. Come se non bastasse, la ricerca ha fatto notare che il 34 per cento degli utenti intervistati - un campione di mille persone negli Stati Uniti - passi meno tempo sul sito rispetto a sei mesi fa.

I risultati pubblicati da Ipsos/Reuters fanno però a cazzotti con quelli diramati successivamente da ComScore, nota società specializzata in analisi dei dati, in particolare su Internet. Stando alla ricerca di ComScore, i risultati ottenuti da Ipsos/Reuters sarebbero affetti da svariati difetti strutturali, in primis relativi all'effettiva affidabilità delle risposte nel campione d'intervistati.
Gli utenti di Facebook - meglio, le persone in generale - non riuscirebbero a raccontare con precisione i propri comportamenti in un lungo passato. Come a dire, è possibile ricordare il numero di cene al ristorante in una settimana, ma non in sei mesi. Inoltre, la gente sarebbe piuttosto restia ad ammettere di aver acquistato un determinato prodotto sulla base di una pubblicità (in questo caso su Facebook).

Dunque, secondo ComScore, l'ecosistema pubblicitario sul social network di Menlo Park avrebbe effetti positivi sulla predisposizione di un singolo utente verso uno specifico brand. La ricerca ha poi evidenziato un aumento del 5 per cento nel tempo medio trascorso sulla piattaforma social da parte degli iscritti. Anche qui, i risultati pubblicati da Ipsos/Reuters sarebbero poco affidabili.

Per maggiori dettagli, ComScore presenterà i suoi risultati nel corso dell'ultimo ciclo di conferenze newyorchesi ARF Audience Measurement 7.0. Mentre il valore azionario del sito è salito da 26,55 a 27,28 dollari, sospinto da questa presunta capacità di piacere agli inserzionisti. Da capire, ovviamente, dove potrebbe posizionarsi la verità. Al sito californiano potrebbe non bastare il proverbiale "nel mezzo".

Proprio per questo, gli inserzionisti in blu potranno acquistare singole sponsored stories - attualmente unica piattaforma pubblicitaria mobile del sito - per sfruttare l'interesse degli utenti verso un determinato brand. Una strategia che dovrebbe aumentare il flusso degli advertiser verso la piattaforma, che finora ha offerto solo pacchetti premium per l'inclusione nelle storie sponsorizzate.

Stando ad un recente articolo pubblicato sul Wall Street Journal, l'85 per cento dell'intero fatturato del sito in blu proviene dalla pubblicità. È però assodato che il settore mobile non garantisce alla piattaforma californiana i numeri giusti per convincere Wall Street dopo l'IPO. Si spera ora che la vendita singola delle storie sponsorizzate possa favorire gli investimenti da parte delle piccole e medie imprese.

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