Mauro Vecchio

ETNO, due velocità per la Rete?

Le telco avrebbero chiesto all'ITU di imporre un obolo per lo sfruttamento delle reti da parte delle piattaforme come Google. Poi arriva la smentita: si tratta di accordi commerciali per privilegiare certi contenuti

Roma - La smentita dopo l'ennesimo leak: un documento presentato dalla European Telecommunications Network Operators Association (ETNO), l'associazione con base a Bruxelles che tutela gli interessi dei più potenti operatori del Vecchio Continente. La proposta ha fatto subito il giro del web, riaccendendo il ruvido dibattito - vera e propria guerra? - sui cosiddetti over the top.

Ovvero sulle net company del calibro di Apple, Google e Facebook. Ai vertici della International Telecommunication Union (ITU) - agenzia interna alle Nazioni Unite - i grandi operatori avrebbero proposto l'introduzione di una tassa per intermediari, un obolo da imporre alle varie piattaforme online per la distribuzione globale di contenuti e servizi.

Da France Telecom al colosso Vodafone, le telco vorrebbero dunque costringere le aziende del web - in questo caso giganti a stelle e strisce - a pagare per lo sfruttamento delle infrastrutture al di fuori degli Stati Uniti. Simili richieste non profumano certo di novità. I cosiddetti incumbent - come appunto quelli raggruppati da ETNO - contro i colossi del web, nell'ambito del processo di revisione del trattato ITU sulle International Telecommunications Regulations. In sostanza, chi genera traffico come ad esempio Google e Facebook dovrebbe pagare una tassa stabilita da chi il traffico lo gestisce. Una minaccia in realtà negata dagli stessi rappresentanti di ETNO.
Nessuna tassa per i fornitori di servizi e contenuti, bensì la revisione degli accordi commerciali tra gli operatori TLC e gli stessi over the top. Ed è proprio su questa precisazione che il dibattito si è riacceso in un istante. Stando alle dichiarazioni di ETNO, la revisione delle International Telecommunications Regulations potrebbe passare per quella che molti chiamano Internet a due velocità.

L'incubo peggiore per tutti i sostenitori della cosiddetta neutralità della Rete. ETNO vorrebbe stringere con le piattaforme "accordi commerciali per lo sviluppo e distribuzione di servizi di qualità differenziata". In altre parole gli operatori - ma anche l'industria dei contenuti - intravedono succulente opportunità di business a partire dall'attività di garantire un trattamento privilegiato a certi servizi o contenuti in Rete.

Mauro Vecchio
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