Cristiano Vaccarella

RAI, niente social network per i dipendenti

Una circolare vieta di commentare vicende aziendali. Su qualunque media. Scattano le proteste e le accuse di censura. Il CdA: è così da tempo

Roma - I dipendenti e i collaboratori RAI non possono rilasciare commenti e dichiarazioni attraverso i social network. È quanto contenuto in una circolare diramata dal direttore generale Lorenza Lei.
"Negli ultimi tempi si è verificato un numero sempre crescente di casi in cui sono state rilasciate, con diverse modalità, da parte di dipendenti e collaboratori dell'Azienda, dichiarazioni improprie agli organi di informazione. Alla luce dell'evoluzione tecnologica e produttiva dei mezzi e sistemi di comunicazione, quanto stabilito con riferimento alle dichiarazioni agli organi di informazione, deve intendersi riferito anche alle dichiarazioni rilasciate su siti internet, blog, social network e similari"
Immediata la protesta. Giuseppe Giulietti di Articolo 21 attacca senza mezzi termini: "Cosa vuol dire invitare i dipendenti a non commentare le vicende aziendali? Una misura punitiva col forte sapore della censura pura e semplice, dell'intimidazione e della provocazione".
Più duro il commento di Carlo Verna, segretario Usigrai: "Sul terreno del Web la RAI si ritrova ancora all'anno zero. Ce ne si occupa solo quando si tratta di affermare l'ovvio. È chiaro che un dipendente deve osservare l'obbligo di fedeltà all'azienda, ma non sono tollerabili attacchi alla libertà di espressione sancita dall'articolo 21 della Costituzione".

"Non si era mai visto un bavaglio alla Rete imposto tramite circolare - sostiene il senatore Francesco Pancho Pardi - Mi auguro che la signora Lei smentisca al più presto quest'assurdità. Nessuno può imbavagliare l'ultimo territorio libero che almeno finora è rimasto".

Da Viale Mazzini è giunta una precisazione in cui si sottolinea che "non c'è alcun bavaglio ai dipendenti RAI in materia di dichiarazioni ai social network: le norme relative alle dichiarazioni agli organi di informazione esistono da tempo e sono state contestualizzate alle nuove tecnologie di comunicazione mediatica ormai in atto. Si sono semplicemente ribadite norme di comportamento in vigore da anni".
Cristiano Vaccarella
42 Commenti alla Notizia RAI, niente social network per i dipendenti
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  • Mi chiedo come mai Massimo Mantellini si metta spesso a parlare della vetustà dei mezzi di informazione tradizionale e dei metodi ... ma quando si torna al 1800 riguardo ai diritti fondamentali della persona e dei cittadini che internet rende così evidente... non sento grande clamore.

    Eppure la pretesa penetrazione massiccia della prepotenza aziendale (privata e di parte!) nella vita privata dei cittadini con la scusa che sono anche dipendenti mi pare una ingerenza inaccettabile di un potere privato nella vita pubblica (= della cittadinanza) per via privata (= dei singoli cittadini, nella loro personale vita e nei loro specifici diritti di individui) ... un argomento fondamentale, roba da pre-repubblica!

    che sta succedendo, ce ne freghiamo di tornare celermente al medioevo?

    tra quanto lo zar in Russia?
    non+autenticato
  • Se sono in vigore da anni, allora è ancora PEGGIO. Ben venga se il trasferimento di modalità su web ha svelato questa porcata Rai : meglio partire in grande da organi come la tv nazionale per ripristinare lo stato di diritto e dei diritti DI BASE
    non+autenticato
  • Il problema è che i "nuovi mezzi" sono nuovi, ed il trasferimento di regole pensate per i "vecchi mezzi" sui nuovi crea problemi che prima nemmeno esistevano. Un po' come prevedere la cancellazione da remoto di un libro da parte di un editore: poteva anche metterlo nel contratto, ma per un libro cartaceo non aveva senso. Con un ebook, si.

    Le regole sulla comunicazione ai mezzi di informazione è nata fondamentalmente per evitare che un qualunque dipendente facesse una dichiarazione ad un giornale e questa diventasse la Posizione Ufficiale dell'Azienda. Poi di articoli in cui il giornalista scriveva:"i dipendenti di Azienda dicono così e cosà", sono sempre esistiti e pure il diritto del giornalista a non rivelare quali dei dipendenti gli avessero detto così e cosà.

    I social media e la delegittimazione (in parte per colpa propria...) dei mezzi di informazione hanno cambiato lo scenario. Oggi si tende a credere molto ad un blog e poco al TG4, al punto che se Azienda dichiara una cosa sul TG4 e un dipendente scrive il contrario su aziendainsider.blogspot.com a volte gli stessi altri mezzi di informazione danno più credito a blogspot che al TG4.

    Inoltre, causa quasi scomparsa della categoria, è venuta a mancare l'intermediazione dei giornalisti, che vanno sempre meno ai cancelli di Azienda e sempre più alle Conference Press di Azienda, dove oltretutto c'è anche un ricco buffet.

    Vietare tout-court ad un dipendente di esprimere una opinione sull'impatto pubblico dell'Azienda sulla comunità, senza necessariamente divulgare segreti aziendali, ma semplicemente esprimendo la propria opinione, senza aggiungere in calce alla firma "Ufficio XYZ, Azienda", è evidentemente un eccesso di ingerenza. "Fedeltà" all'azienda è cosa diversa da "Schiavitù" all'Azienda. Prima si è cittadini e poi dipendenti, non il contrario. Anche se ormai molte aziende tendono a propagandare il contrario.

    Il punto è che i "nuovi media" sono efficaci nella comunicazione e sono privi di intermediazione. E le aziende che fanno porcate ai danni della comunità sono in aumento.

    Nella SOX Statunitense è previsto un canale Anonimo per fare Whistleblowing nei confronti della propria azienda, proprio per evitare il ripetersi di casi ENRON e Worldcom, dove dipendenti che sapevano avevano il terrore a denunciare, perché quelli che lo avevano fatto furono semplicemente messi in condizione economica di non nuocere.
    Nella riedizione italiana, è previsto un canale in cui "deve essere garantita la riservatezza" del denunciante. Garantita da chi? Ma dall'Azienda stessa, ovvio...

    Rispondere ad un problema nuovo utilizzando uno strumento vecchio è uno dei grossi problemi di tante aziende e di tanti legislatori, non solo italiani.
    non+autenticato
  • I dipendenti RAI sono insoddisfatti poichè durante le ore di lavoro non possono "cazzeggiare" sul social metwork?
    Dategli delle scope, così almeno fanno pulizia ai locali! A bocca aperta
    Altro che libertà, qui si parla di liberalizzare i nullafacenti!
    Se vogliono cazzeggiare sui social, non hanno che da farlo a casa loro non durante le ore di lavoro.

    E poi noi dobbiamo pagare il canone?!!! Arrabbiato
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 12 giugno 2012 20.21
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  • - Scritto da: ninjaverde
    > I dipendenti RAI sono insoddisfatti poichè
    > durante le ore di lavoro non possono
    > "cazzeggiare" sul social
    > metwork?
    > Dategli delle scope, così almeno fanno pulizia ai
    > locali!
    >A bocca aperta
    > Altro che libertà, qui si parla di liberalizzare
    > i
    > nullafacenti!
    > Se vogliono cazzeggiare sui social, non hanno che
    > da farlo a casa loro non durante le ore di
    > lavoro.
    >
    > E poi noi dobbiamo pagare il canone?!!! Arrabbiato
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 12 giugno 2012 20.21
    > --------------------------------------------------
    Capito tutto..... ma proprio tutto....

    Dichiarazione della dirigenza RAI

    "Negli ultimi tempi si è verificato un numero sempre crescente di casi in cui sono state rilasciate, con diverse modalità, da parte di dipendenti e collaboratori dell'Azienda, dichiarazioni improprie agli organi di informazione. Alla luce dell'evoluzione tecnologica e produttiva dei mezzi e sistemi di comunicazione, quanto stabilito con riferimento alle dichiarazioni agli organi di informazione, deve intendersi riferito anche alle dichiarazioni rilasciate su siti internet, blog, social network e similari"

    NON si parla di accesso a Facebook o altro durante le ore di lavoro: si parla di generiche "dichiarazioni agli organi di informazione", categoria in cui vengono infilati (a forza, ma soprassediamo) Faccialibro e soci.
    In pratica si vieta ai dipendenti di parlare dell'azienda in rete, sempre e comunque, orario di lavoro o non orario di lavoro.

    A me la cosa pare un filino (ma proprio un filino, eh....) invasiva.....
    Nel mio tempo libero, da casa mia e con i miei mezzi personali parlo di quel che mi pare, con chi mi pare e nel tono che mi pare.
    E se il "quel che mi pare" comprende anche commenti negativi riguardo all'azienda in cui lavoro, così sia.
    La mania delle aziende di voler condizionare la vita privata dei propri sottoposti (in senso fantozziano...) comincia ad essere abbastanza fastidiosa.....
    non+autenticato
  • > NON si parla di accesso a Facebook o altro
    > durante le ore di lavoro: si parla di generiche
    > "dichiarazioni agli organi di informazione",
    > categoria in cui vengono infilati (a forza, ma
    > soprassediamo) Faccialibro e
    > soci.
    > In pratica si vieta ai dipendenti di parlare
    > dell'azienda in rete, sempre e comunque, orario
    > di lavoro o non orario di
    > lavoro.
    >
    > A me la cosa pare un filino (ma proprio un
    > filino, eh....)
    > invasiva.....

    mica tanto, fa parte del rapporto di lealtà fra azienda e lavoratore: il lavoratore dovrebbe evitare di mettere in imbarazzo l'azienda per cui lavora

    > Nel mio tempo libero, da casa mia e con i miei
    > mezzi personali parlo di quel che mi pare, con
    > chi mi pare e nel tono che mi
    > pare.
    > E se il "quel che mi pare" comprende anche
    > commenti negativi riguardo all'azienda in cui
    > lavoro, così sia.
    >

    però poi non stupirti se a quei commenti "fatti come ti pare" seguiranno azioni "fatte come le pare" dall'azienda. Occhio che a seconda di quello che si scrive ci possono essere gli estremi per un licenziamento per giustificato motivo o, peggio, per giusta causa.

    > La mania delle aziende di voler condizionare la
    > vita privata dei propri sottoposti (in senso
    > fantozziano...) comincia ad essere abbastanza
    > fastidiosa.....

    guarda che queste clausole nei contratti di lavoro ci son sempre state.

    dal CCNL industria Titolo VII - Art. 1
    http://www.fiom.cgil.it/ccnl/industria/2008/2008_c...

    (...)Egli deve conservare assoluta segretezza sugli interessi dell’azienda; inoltre non dovrà trarre profitto, con danno dell’imprenditore, da quanto forma oggetto delle sue mansioni nell’azienda, né svolgere attività contraria
    agli interessi della produzione aziendale
    , né abusare, dopo risolto il rapporto di lavoro ed in forma di concorrenza sleale, delle notizie attinte durante il servizio.
  • Ma fammi piacere: sono uscite intercettazioni di alti dirigenti RAI che lavoraravano per il PDL o per favorire Mediaset e sono tutti al loro posto ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: doppiaemme
    > Ma fammi piacere: sono uscite intercettazioni di
    > alti dirigenti RAI che lavoraravano per il PDL o
    > per favorire Mediaset e sono tutti al loro posto
    > ...

    e da quando in qua l'intercettazione è un luogo pubblico ?
  • - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: doppiaemme
    > > Ma fammi piacere: sono uscite intercettazioni di
    > > alti dirigenti RAI che lavoraravano per il PDL o
    > > per favorire Mediaset e sono tutti al loro posto ...
    >
    > e da quando in qua l'intercettazione è un luogo
    > pubblico ?

    Magari è in attinenza con il "rapporto di lealtà fra azienda e lavoratore".
    non+autenticato
  • - Scritto da: provo a indovinare
    > - Scritto da: shevathas
    > > - Scritto da: doppiaemme
    > > > Ma fammi piacere: sono uscite
    > intercettazioni
    > di
    > > > alti dirigenti RAI che lavoraravano per
    > il PDL
    > o
    > > > per favorire Mediaset e sono tutti al
    > loro posto
    > ...
    > >
    > > e da quando in qua l'intercettazione è un
    > luogo
    > > pubblico ?
    >
    > Magari è in attinenza con il "rapporto di lealtà
    > fra azienda e
    > lavoratore".

    per far scattare il licenziamento dovresti aspettare almeno una sentenza di condanna definitiva. Imbastire un licenziamento basandosi solo su stralci di intercettazioni pubblicate, per di più illegalmente, dai giornali prima di un pronunciamento della magistratura significa solo prepararsi a pagare un sacco di soldi in risarcimenti.
  • - Scritto da: shevathas
    > > NON si parla di accesso a Facebook o altro
    > > durante le ore di lavoro: si parla di
    > generiche
    > > "dichiarazioni agli organi di informazione",
    > > categoria in cui vengono infilati (a forza,
    > ma
    > > soprassediamo) Faccialibro e
    > > soci.
    > > In pratica si vieta ai dipendenti di parlare
    > > dell'azienda in rete, sempre e comunque,
    > orario
    > > di lavoro o non orario di
    > > lavoro.
    > >
    > > A me la cosa pare un filino (ma proprio un
    > > filino, eh....)
    > > invasiva.....
    >
    > mica tanto, fa parte del rapporto di lealtà fra
    > azienda e lavoratore: il lavoratore dovrebbe
    > evitare di mettere in imbarazzo l'azienda per cui
    > lavora
    >
    >
    Perché ?
    No, sul serio: io dipendente non posso sputtanare l'azienda che fa porcate perchè devo essere leale al mio signore ?
    Reciprocità, questa sconosciuta ?
    > > Nel mio tempo libero, da casa mia e con i
    > miei
    > > mezzi personali parlo di quel che mi pare,
    > con
    > > chi mi pare e nel tono che mi
    > > pare.
    > > E se il "quel che mi pare" comprende anche
    > > commenti negativi riguardo all'azienda in cui
    > > lavoro, così sia.
    > >
    >
    > però poi non stupirti se a quei commenti "fatti
    > come ti pare" seguiranno azioni "fatte come le
    > pare" dall'azienda. Occhio che a seconda di
    > quello che si scrive ci possono essere gli
    > estremi per un licenziamento per giustificato
    > motivo o, peggio, per giusta
    > causa.
    >

    Il tribunale del lavoro è lì per quello...

    > > La mania delle aziende di voler condizionare
    > la
    > > vita privata dei propri sottoposti (in senso
    > > fantozziano...) comincia ad essere abbastanza
    > > fastidiosa.....
    >
    > guarda che queste clausole nei contratti di
    > lavoro ci son sempre state.
    >
    >
    > dal CCNL industria Titolo VII - Art. 1
    > http://www.fiom.cgil.it/ccnl/industria/2008/2008_c
    >
    > (...)Egli deve conservare assoluta
    > segretezza sugli interessi dell’azienda; inoltre
    > non dovrà trarre profitto, con danno
    > dell’imprenditore, da quanto forma oggetto delle
    > sue mansioni nell’azienda, né svolgere
    > attività
    > contraria
    > agli interessi della produzione aziendale
    >
    , né abusare, dopo risolto il rapporto
    > di lavoro ed in forma di concorrenza sleale,
    > delle notizie attinte durante il servizio.
    >

    >
    Si parla di "profitto": se le opinioni liberamente espresse generassero profitto saremmo tutti plurimiliardari in qualsivoglia valuta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: capitotutto
    > - Scritto da: shevathas
    > > > NON si parla di accesso a Facebook o
    > altro
    > > > durante le ore di lavoro: si parla di
    > > generiche
    > > > "dichiarazioni agli organi di
    > informazione",
    > > > categoria in cui vengono infilati (a
    > forza,
    > > ma
    > > > soprassediamo) Faccialibro e
    > > > soci.
    > > > In pratica si vieta ai dipendenti di
    > parlare
    > > > dell'azienda in rete, sempre e comunque,
    > > orario
    > > > di lavoro o non orario di
    > > > lavoro.
    > > >
    > > > A me la cosa pare un filino (ma proprio
    > un
    > > > filino, eh....)
    > > > invasiva.....
    > >
    > > mica tanto, fa parte del rapporto di lealtà
    > fra
    > > azienda e lavoratore: il lavoratore dovrebbe
    > > evitare di mettere in imbarazzo l'azienda
    > per
    > cui
    > > lavora
    > >
    > >
    > Perché ?
    > No, sul serio: io dipendente non posso sputtanare
    > l'azienda che fa porcate perchè devo essere leale
    > al mio signore ?

    Se vuoi conservare il posto, non puoi metterci la faccia se intendi sputtanare la tua azienda. A meno di non avere una professionalità tale da essere molto appetibile per la concorrenza.

    > Reciprocità, questa sconosciuta ?
    > > > Nel mio tempo libero, da casa mia e con
    > i
    > > miei
    > > > mezzi personali parlo di quel che mi
    > pare,
    > > con
    > > > chi mi pare e nel tono che mi
    > > > pare.
    > > > E se il "quel che mi pare" comprende
    > anche
    > > > commenti negativi riguardo all'azienda
    > in
    > cui
    > > > lavoro, così sia.
    > > >
    > >
    > > però poi non stupirti se a quei commenti
    > "fatti
    > > come ti pare" seguiranno azioni "fatte come
    > le
    > > pare" dall'azienda. Occhio che a seconda di
    > > quello che si scrive ci possono essere gli
    > > estremi per un licenziamento per giustificato
    > > motivo o, peggio, per giusta causa.
    > >
    >
    > Il tribunale del lavoro è lì per quello...

    e probabilmente sancirà il licenziamento.


    > > > La mania delle aziende di voler
    > condizionare
    > > la
    > > > vita privata dei propri sottoposti (in
    > senso
    > > > fantozziano...) comincia ad essere
    > abbastanza
    > > > fastidiosa.....
    > >
    > > guarda che queste clausole nei contratti di
    > > lavoro ci son sempre state.
    > >
    > >
    > > dal CCNL industria Titolo VII - Art. 1
    > >
    > http://www.fiom.cgil.it/ccnl/industria/2008/2008_c
    > >
    > > (...)Egli deve conservare assoluta
    > > segretezza sugli interessi dell’azienda;
    > inoltre
    > > non dovrà trarre profitto, con danno
    > > dell’imprenditore, da quanto forma oggetto
    > delle
    > > sue mansioni nell’azienda,
    > svolgere
    > > attività
    > > contraria
    > > agli interessi della produzione aziendale
    > >
    , né abusare, dopo risolto il
    > rapporto
    > > di lavoro ed in forma di concorrenza sleale,
    > > delle notizie attinte durante il servizio.
    > >

    > >
    > Si parla
    ANCHE
    > di "profitto" [...]
    non+autenticato
  • > Perché ?
    > No, sul serio: io dipendente non posso sputtanare
    > l'azienda che fa porcate perchè devo essere leale
    > al mio signore
    > ?
    > Reciprocità, questa sconosciuta ?

    codice civile, testo vigente.

    Art. 2105 Obbligo di fedeltà
    Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, né divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.


    > > > Nel mio tempo libero, da casa mia e con
    > i
    > > miei
    > > > mezzi personali parlo di quel che mi
    > pare,
    > > con
    > > > chi mi pare e nel tono che mi
    > > > pare.
    > > > E se il "quel che mi pare" comprende
    > anche
    > > > commenti negativi riguardo all'azienda
    > in
    > cui
    > > > lavoro, così sia.
    > > >
    > >
    > > però poi non stupirti se a quei commenti
    > "fatti
    > > come ti pare" seguiranno azioni "fatte come
    > le
    > > pare" dall'azienda. Occhio che a seconda di
    > > quello che si scrive ci possono essere gli
    > > estremi per un licenziamento per giustificato
    > > motivo o, peggio, per giusta
    > > causa.
    > >
    >
    > Il tribunale del lavoro è lì per quello...
    >

    rischi di uscirne cornuto e mazziato.
  • > A me la cosa pare un filino (ma proprio un
    > filino, eh....)
    > invasiva.....
    > Nel mio tempo libero, da casa mia e con i miei
    > mezzi personali parlo di quel che mi pare, con
    > chi mi pare e nel tono che mi
    > pare.
    > E se il "quel che mi pare" comprende anche
    > commenti negativi riguardo all'azienda in cui
    > lavoro, così sia.
    >
    > La mania delle aziende di voler condizionare la
    > vita privata dei propri sottoposti (in senso
    > fantozziano...) comincia ad essere abbastanza
    > fastidiosa.....

    In merito a questo puoi leggere la mia risposta un pochettino più avanti.
    La questione se si esclude l'orario di lavoro, (in particolare se la paga è oraria e non a for fait)...
    Per il reato si può incorrere nel reato di diffamazione.
    Mi potrai dire: "Ma il dipendente ha detto cose vere..."
    Sì ma chi lo può stabilire?
    Quindi se vi sono mancanze da parte dell'azienda ci sono per questo sindacati e giustizia su cui poter fare leva, e non i social.
    Inoltre una cosa è la confidenza privata un'altra sono i social networtk pubblici in cui ognuno deve sapere che ciò che si scrive su queste piattaforme è soggetta a pubblicazione o comunque a consultazione da parte di terzi.
    E se poi uno vuole a tutti i costi scrivere vicende della sua azienda sui social (pur non essendo una cosa molto lecita) può sempre iscriversi anonimamente e senza farsi tracciare... Un pò ai limiti di legge.
  • Lorenza Lei filopapalina teme un corvo in Rai Sorride
    non+autenticato
  • al CDA e a tutti gli altri che la RETE NON è un Organo di Informazione.
    E' un MEZZO DI COMUNICAZIONE come l'aria che facciamo vibrare per trasmettere i suoni o lo spaziotempo attraverso il quale viaggiano le onde elettromagnetiche dei nostri telefonini.

    GT
  • eh quindi? non è che se dico a voce cose della mia azienda (e che la mia azienda non vuole che dica o che non sono vere) posso farlo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: andrea ci
    > eh quindi? non è che se dico a voce cose della
    > mia azienda (e che la mia azienda non vuole che
    > dica o che non sono vere) posso
    > farlo...

    Per questo e' necessario garantire l'anonimato.
    Chi meglio degli interni puo' sapere magagne e intrallazzi delle aziende e denunciarli all'esterno.
    Se l'azienda non vuole, lo si fa in modo anonimo!
  • Tu quindi scrivi su PI tramite proxy del proxy del proxy, etc... per garantirti un anonimato al 99,99%?
  • - Scritto da: ThEnOra
    > Tu quindi scrivi su PI tramite proxy del proxy
    > del proxy, etc... per garantirti un anonimato al
    > 99,99%?

    Io quando devo denunciare qualcosa o qualcuno, faccio in modo di non essere risalito: se il qualcosa o il qualcuno ha qualcosa da dire, lo dica in risposta, senza prendersela con me.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ThEnOra
    > > Tu quindi scrivi su PI tramite proxy del
    > proxy
    > > del proxy, etc... per garantirti un
    > anonimato
    > al
    > > 99,99%?
    >
    > Io quando devo denunciare qualcosa o qualcuno,
    > faccio in modo di non essere risalito: se il
    > qualcosa o il qualcuno ha qualcosa da dire, lo
    > dica in risposta, senza prendersela con
    > me.

    Le denunce anonime valgono quanto la carta straccia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore

    > Le denunce anonime valgono quanto la carta
    > straccia.
    Dipende. Quasi mai ci si può permettere denunce a viso aperto quando il denunciato ha troppo potere, anche se bisogna evitare le diffamazioni facili.
    Molti degli scandali peggiori sono stati scoperti grazie a fonti mantenute anonime per proteggerle dalle vendette di mafiosi, politici, capetti, dirigenti di aziende con molti interessi personali, violenti vari.
    Guarda caso quasi sempre i colpevoli di qualcosa sono i primi a strillare contro l'anonimato di chi li ha denunciati. Code di paglia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: OldDog
    > - Scritto da: Dottor Stranamore
    >
    > > Le denunce anonime valgono quanto la carta
    > > straccia.
    > Dipende. Quasi mai ci si può permettere denunce a
    > viso aperto quando il denunciato ha troppo
    > potere, anche se bisogna evitare le diffamazioni
    > facili.
    > Molti degli scandali peggiori sono stati scoperti
    > grazie a fonti mantenute anonime per proteggerle
    > dalle vendette di mafiosi, politici, capetti,
    > dirigenti di aziende con molti interessi
    > personali, violenti
    > vari.
    > Guarda caso quasi sempre i colpevoli di qualcosa
    > sono i primi a strillare contro l'anonimato di
    > chi li ha denunciati. Code di
    > paglia.

    Poi su segnalazioni anonime, le forze dell'ordine devono intervenire per forza di cose.
    Sgabbio
    26178
  • >
    > Poi su segnalazioni anonime, le forze dell'ordine
    > devono intervenire per forza di
    > cose.

    In primo luogo dovrebbero valutare la fondatezza dell'accusa e nel caso ci fossero riscontri procedere, altrimenti archiviazione e stop.
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > Le denunce anonime valgono quanto la carta straccia.

    Quelle fatte alle forze dell'ordine sì, anche se potrebbero eventualmente rappresentare uno spunto per un'indagine o a seguire nuove piste investigative in un'indagine giunta in un vicolo cieco.
    Può però capitare che un dipendente venga a conoscenza di qualche comportamento particolarmente vergognoso dell'azienda in cui opera, comportamento che se venisse corretto non comporterebbe la chiusura della azienda stessa, e faccia anonimamente una denuncia rivolta all'opinione pubblica portandola a conoscenza del fatto riproverevole. Lo sdegno conseguente e l'interessamento dei mass media possono essere un buon correttivo a certi comportamenti aziendali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > Le denunce anonime valgono quanto la carta
    > straccia.

    Sì guarda... nessuno ha preso sul serio le denunce del marine su Wikileaks Rotola dal ridere