Giuseppe Cubasia

La soluzione grande azienda

di G. Cubasia - Dalla seconda metà degli anni Novanta, l'era dei Bravi Informatici lascia spazio alle soluzioni preconfezionate. E' l'ascesa degli Analisti Power Point. I costi s'impennano. La strada da battere, ora, è l'evoluzione della specie

Roma - Verso la fine degli anni '90 s'iniziò a capire che l'era dei Bravi Informatici stava finendo e che gli Analisti Power Point avrebbero presto preso il sopravvento. Fino a quel momento chi voleva sostenere il proprio business con una soluzione informatica prendeva contatto direttamente con i Bravi Informatici che letteralmente gli "cucivano" la soluzione addosso. Dalla seconda metà degli anni '90 le cose cambiarono ed iniziarono a uscire prodotti in serie che coprivano la maggior parte delle esigenze di business.

I Bravi Informatici furono quindi messi da parte e ridotti al ruolo di system integrator, o di "gestori dell'operations", od altri ruoli di back-end. I veri attori della scena agli occhi del Business erano diventati loro: gli Analisti Power Point. Affascinanti e dotati d'incredibile savoir faire versavano miele nelle orecchie dei CIO e del Business che, come tutti sanno, ignorano completamente l'informatica, ma sono sensibilissimi a parole come: nessun rischio, maggior potere, Bonus etc. La soluzione proposta dagli Analisti Power Point, conosciuta nell'ambiente informatico come la "soluzione grande azienda", a CIO e Business era sembrata da subito vincente e si compone, ieri come oggi, di 4 step.
Step1: Voi pagate la costosa soluzione che proponiamo, sia perché è la soluzione Leader di mercato, sia perché nessuno vi dirà mai che avete fatto uno sbaglio prendendo il top della gamma.
Step2: Voi pagate la costosa l'integrazione e personalizzazione nel Vostro sistema.
Step3: Voi pagate l'aumento annuale di canone di manutenzione e licenze.
Step4: Noi incassiamo, e sotto appaltiamo la risoluzione del Vostro problema a un'altra ditta che paghiamo la metà della metà di quello che pagate noi.
A parte la faccenda dei costi elevati, la cosa ha degli indubbi vantaggi per tutti.
- Gli Analisti Power Point avevano inoculato un virus che a poco a poco avrebbe eroso numerose risorse e ne gongolavano.
- Il Business aveva una soluzione di mercato che finalmente non lo faceva sentire il bambino reietto cui mamma dà pane e marmellata, mentre tutti gli altri hanno delle costose merendine.
- Il CIO si metteva al riparo da critiche. Secondo gli analisti aveva comprato la migliore soluzione del mercato ed assunto i migliori Analisti Power Point, inoltre aveva incrementato il proprio potere aziendale perché ora gestiva un Budget MOLTO MOLTO più cospicuo ed aveva un grandioso asso nella manica (vedi corollario).
- Inoltre, Analisti Power Point, Business e CIO sapevano che gli obiettivi aziendali si contano annualmente e MAI, dico MAI, strategicamente con una vista a 4-5 anni e quindi tutti sarebbero stati sempre premiati per il loro lavoro che nell'immediato si era dimostrato vincente.

E quindi, siccome la soluzione funziona (a patto di non pronunciare mai parole come ROI, TCO, BSC, BPM, KPI o qualsiasi altro concetto che indichi un parametro di misurazione di performance, efficacia, efficienza o aderenza ai processi e obiettivi aziendali) tutti vanno a casa premiati.
La conseguenza di questa soluzione, che a poco a poco divenne la soluzione standard per "realizzare" progetti, fu che anno dopo anno l'IT si trasformò da un team di specialisti della scienza dell'Informazione a un team di non ben specificati "Esperti che proponevano soluzioni tecnologiche competitive (per il Business?!)"; insomma una supercazzola per nascondere il fatto che il funzionamento dell'architettura dell'informazione era completamente in mano ai consulenti esterni, mentre l'IT interno si era trasformato in "gestore della domanda", senza che ovviamente questo sia mai stato fatto accompagnare da specifico training su come si gestisce (meglio previene) la domanda.

Il nuovo IT, nato all'inizio del millennio, sarebbe meglio integrato nel Business piuttosto che in una struttura di Staff, ma in questo modo perderebbe autonomia e potere, a vantaggio però dell'economia globale aziendale. Lavorare tutti per un unico obiettivo era la lezione di Steve Jobs: una lezione che fa fatica ad attecchire all'estero, figuriamoci qui in Italia.
Tornando a noi, è utile introdurre nella discussione il seguente corollario.
Corollario: ad un sistema costoso occorre affiancare un ulteriore sistema costoso se volete che si integri con facilità.
E cosi, a ogni nuova esigenza di Business, s'iniziò a ripetere, per prassi, come insegna la PNL, i quattro passi sopra descritti, con conseguente aumento di costi ed aumento di BONUS e POTERE ai partecipanti. Ci vollero anni perché le conseguenze di questo comportamento mostrassero i loro frutti: costi dell'IT che aumentavano anno dopo anno e perdita d'innovazione, fino a che tutto ciò attirò l'attenzione del CFO che iniziò a chiedersi "come mai ogni progetto richiesto all'IT sfocia sempre in un mare di quattrini (costosa soluzione) e un interminabile lunga attesa (mancando il know how interno, è chiaro che occorre cercare esternamente le risorse, con conseguente allungamento dei tempi)?". O, per meglio dire: Cui prodest?

A fronte di questa "raccomandazione" da parte del CFO, qualche CIO per rimediare (suona male dire "metterci una pezza"?) ha cominciato a cambiare strada affiancando al costoso sistema (che impiegherà 10 anni se va bene per essere ammortizzato), meno costosi sistemi. Ma, a quel punto, si è reso conto che doveva pagare ancora di più per integrarli e farli parlare tra di loro. Il nostro CIO ha quindi pensato bene di rivolgersi ai suoi "amici" Analisti Power Point, ma ha subito capito che costava di più la loro consulenza che il prodotto che stava comprando, e allora si è ricordato che in casa aveva ancora i Bravi Informatici e cosi ha dato loro spazio per risolvere i suoi problemi di Budget.
Grosso errore!

I Bravi Informatici, come i Borg, hanno iniziato a perfezionare i sistemi, riallinearli, renderli efficienti, e ad un costo molto inferiore di quello speso fino ad ora.
A poco a poco la loro competenza ha conquistato la fiducia del Business al punto tale che qualche Top Management illuminato si è reso conto che le funzioni R&D, dotate di visione strategica, DEVONO essere parte integrante del Business perché offrono un concreto vantaggio competitivo a tutta l'azienda.

La crisi economica che stiamo attraversando fa la differenza tra i CIO (questa è una lezione che negli Stati Uniti conoscono alla perfezione, ma non vorrei ripetermi).
I CIO legati alla "soluzione grande azienda" stanno crollando uno ad uno non riuscendo a giustificare i costi ed a proporre soluzioni alternative, SENZA cedere potere ai Bravi Informatici.
Altri, invece, hanno capito che il ruolo del CIO è quello d'indirizzo e guida, ma che il loro successo deriva dall'avere, trattenere e motivare le persone che possono sempre offrire (pianificare, progettare e realizzare!) soluzioni strategicamente sostenibili perché queste persone sono il vero valore dell'azienda.
I tempi della "soluzione grande azienda" stanno tramontando e l'IT si sta ricomponendo e mi auguro che i Bravi Informatici possano tornare fare la differenza, non solo per la loro specializzazione come Architetti dell'Informazione, ma soprattutto per la loro capacità di prevenire e progettare soluzioni e scenari flessibili e soprattutto sempre SOSTENIBILI. Affinché ciò accada, ovviamente, le aziende dovrebbero pensare in termini di sviluppo sostenibili e di soluzioni applicabili, con una vista sempre più lunga ed attenta al futuro. Certo è che la "soluzione grande azienda" non morirà cosi tanto presto, almeno in tutte quelle realtà ove si può continuare a spendere come non vi fosse un domani.

Giuseppe Cubasia
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TAG: lavoro IT
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79 Commenti alla Notizia La soluzione grande azienda
Ordina
  • Stendiamo un velo pietoso sulla capacità media del personale IT delle società italiane di:

    1) gestire progetti nei tempi e budget stimati
    2) perdersi in discussioni infinite su dettagli tecnici irrilevanti
    3) capire le esigenze del business: non sempre la soluzione IT migliore, all'avanguardia, con l'ultimo approccio teconologico è la migliore e offre stabilità sul lungo periodo

    Oltre il fatto che come state ampiamente dimostrando in questa discussione, come ogni italiano medio, il dipendente IT medio crede di poter fare :
    1) il CEO: perchè IT deve essere il suo pensiero primario, mentre l'andamento delel vendite, dei costi, le evoluzioni future no
    2) il CFO: perchè sono capaci tutti a fare 2 conti su excel
    3) il commerciale: perchè l'importante è che il commerciale sappia configurare il WiFi e la VPN e la smetta di farmi domande sceme, se poi vende o meno chi se ne frega

    Come qualcuno saggiamente ha detto sopra: il cambiamento spaventa.
    si evolve da soluzioni custom a software specifico, si passa dai server in casa all'outsourcing ed al cloud.

    Al posto di evolvere le proprie competenze, ci si lamenta di come cambia il mondo e di invoca un ritorno al passato...

    Forse che le direzioni IT dovrebbero loro stesse imparare ad affrontare i cambiamenti?

    P.S. Il post è volutamento polemico per far riflettere. Evitate per favore di rispondere da troll o da saputelli/saccentiSorride
    non+autenticato
  • È vero che spesso sotto il powerpoint ci sono brutte. Sorprese. Ma le soluzioni fatte in casa sono da evitare come la peste. O ti sposi il programmatore che l'ha fatta oppure Devi sempre sperare di trovare qualcuno che ci capisca qualcosa.
    non+autenticato
  • Invece fidarti di una azienda esterna che subappalta ad altra azienda composta da un solo programmatore che poi trova di meglio e lascia il progetto è meglio?

    Infatti in questi casi i consulenti propongono di cambiare l'applicativo perchè ormai non manutenibile anche se deve continuare a fare le stesse cose di prima.

    Un conto è gestire con dei verticali o pacchettizzati alcune funzioni aziendali ma quando queste sono strategiche conviene organizzarsi al proprio interno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo
    > Invece fidarti di una azienda esterna che
    > subappalta ad altra azienda composta da un solo
    > programmatore che poi trova di meglio e lascia il
    > progetto è
    > meglio?
    >
    dipende da quanto ha le "spalle grosse" la prima azienda e da che garanzie può fornire in caso di patatrac.
    Se le BR si son diffuse è anche per quel motivo.

    > Infatti in questi casi i consulenti propongono di
    > cambiare l'applicativo perchè ormai non
    > manutenibile anche se deve continuare a fare le
    > stesse cose di
    > prima.
    >
    Delle due una: o hai in casa uno di tua fiducia capace di controllare i consulenti, e nel caso cambiare ditta di consulenza oppure ti devi fidare.

    > Un conto è gestire con dei verticali o
    > pacchettizzati alcune funzioni aziendali ma
    > quando queste sono strategiche conviene
    > organizzarsi al proprio
    > interno.

    sarebbe l'ideale, o almeno avere un "direttore dei lavori" competente capace di controllare l'impresa.
  • Da noi per dare (ironicamente) dignità al prodotto degli analisti powerpoint si è coniato il termine "slideware".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nemo
    > Da noi per dare (ironicamente) dignità al
    > prodotto degli analisti powerpoint si è coniato
    > il termine
    > "slideware".

    Oh si è stato coniato da voi, infatti non lo usa nessun altro ... l'ennesimo bravo informatico che vive rinchiuso in cantina: hai vinto un pezzo di codice in RPG da tenere in bagno.
    non+autenticato
  • I bravi informatici di metà anni novanta ormai sono tutti capetti che non scrivono più una riga di codice e sono finiti pure essi a fare schemini su power point. Se qualche high lander è sopravvissuto sarà ormai un mediocre informatico, perché questo è un mestiere dove la bravura è direttamente proporzionale alla freschezza dei neuroni. Di giovani e bravi informatici sarannno piene quelle società a cui il lavoro veniva esternalizzato. Mentre le socieatà che oggi vorrebbero produrre le soluzioni in casa sono ormai spoliate delle risorse dei bravi informatici.
  • - Scritto da: PocoSocialMoltoNetwork
    > I bravi informatici di metà anni novanta ormai
    > sono tutti capetti che non scrivono più una riga
    > di codice e sono finiti pure essi a fare schemini
    > su power point.

    Magari fosse, sarebbe già un passo avanti.

    I "bravi informatici" degli anni 90 sono relegati in un angolo a presidiare le "risorse informatiche strategiche", ossia tutta la roba che le aziende hanno voluto o dovuto mantenere perché non sono state in grado o non hanno voluto gestire il cambiamento, rifiutandosi di seguire i suggerimenti dei "bravi informatici" stessi, dato che - si sa - l'informatica è solo un costo, mica è produttiva come il CEO, il CFO e questa gente qui, che almeno mezzo milione di Euro all'anno certamente se li suda.

    "Ma non potevano cambiare lavoro?"

    Tanti ci hanno provato, qualcuno ce l'ha fatta, ma in un mercato dominato dalle "soluzioni IBM" con personale che si scanna per il privilegio di lavorare a cottimo, venti o trent'anni di esperienza non fregano nulla a nessuno: due o tre scimmie costano meno di un professionista "anziano", e alla fine qualcosa fanno pure loro.


    > Se qualche high lander è
    > sopravvissuto sarà ormai un mediocre informatico,
    > perché questo è un mestiere dove la bravura è
    > direttamente proporzionale alla freschezza dei
    > neuroni.

    Questo è relativamente vero: un professionista "anziano" con venti o trent'anni di esperienza un giovanotto lo massacra sistematicamente.

    Semplicemente perché il giovanotto ha tanto cose da imparare, su problemi che l'anziano ha già visto e risolto, spesso parecchie volte.

    Per cui: se partono insieme da zero su qualcosa di rivoluzionario, FORSE il giovanotto batte l'anziano, ma generalmente non è detto.


    > Di giovani e bravi informatici sarannno
    > piene quelle società a cui il lavoro veniva
    > esternalizzato.

    Again, magari fosse... sono piene di giovani scimmie. Potrebbero anche essere "bravi informatici", ma non è detto che sia loro richiesto di esserlo, da chi propina "soluzioni IBM".


    > Mentre le socieatà che oggi
    > vorrebbero produrre le soluzioni in casa sono
    > ormai spoliate delle risorse dei bravi
    > informatici.

    Vero, ma per motivi diversi - vedi sopra.
  • Lavoro immerso fino al collo nel rutilante mondo del fashion, purtroppo lato IT.

    Il fashion è una cosa strana, ogni sei mesi tutto rinasce ex novo, si è sempre in emergenza continua, non c'è mai tempo per fermarsi e pensare, figuriamoci misurare, valutare.

    E quindi è il regno incontrastato degli Analisti Power Point, il bell'articolo non rende nemmeno lontanamente l'idea dell'incompetenza che domina l'IT di prestigiosi marchi italiani e non.

    Potrei raccontare cose a cui ben pochi crederebbero.

    L'unica cosa (molto triste) è che se Cubasia intravede un vento di cambiamento che soffia oltre oceano, nel regno del fashion italiano questo vento arriverà da est, quando i cinesi avranno finitodi rilevare i brand del Made in Italy e faranno piazza pulita di tutta la paccottiglia.
    non+autenticato
  • Personalmente non vedo da dove spiri il "vento di cambiamento" visto da Cubasia.

    L'analisi, per la mia personale esperienza, è assolutamente corretta, le conclusioni no.

    I "bravi informatici" sono in via d'estinzione, sostituiti da precari a un tanto al chilo, che permettono agli analisti powerpoint, ma soprattutto a quelli da cui tutti loro dipendono, di continuare ad emettere fatture stellari.

    E la "soluzione IBM" si è evoluta nel cloud - SaaS, IaaS, PaaS o quale sia il "consiglio della settimana", così non solo PA e Enterprise possono completare il percorso di depauperamento di know-how, ma possono cominciare a farlo pure le PMI.

    E finalmente hanno anche la possibilità di rischiare di perdere il controllo sul proprio patrimonio di dati.
  • - Scritto da: ZLoneW
    > Personalmente non vedo da dove spiri il "vento di
    > cambiamento" visto da
    > Cubasia.
    >
    > L'analisi, per la mia personale esperienza, è
    > assolutamente corretta, le conclusioni
    > no.
    >
    > I "bravi informatici" sono in via d'estinzione,
    > sostituiti da precari a un tanto al chilo, che
    > permettono agli analisti powerpoint, ma
    > soprattutto a quelli da cui tutti loro dipendono,
    > di continuare ad emettere fatture
    > stellari.
    >
    > E la "soluzione IBM" si è evoluta nel cloud -
    > SaaS, IaaS, PaaS o quale sia il "consiglio della
    > settimana", così non solo PA e Enterprise possono
    > completare il percorso di depauperamento di
    > know-how, ma possono cominciare a farlo pure le
    > PMI.
    >
    > E finalmente hanno anche la possibilità di
    > rischiare di perdere il controllo sul proprio
    > patrimonio di
    > dati.

    ottima analisi
    (altro che cubasia)
    quotone!
    non+autenticato
  • Già.

    - Scritto da: ZLoneW
    > Personalmente non vedo da dove spiri il "vento di
    > cambiamento" visto da
    > Cubasia.
    >
    > L'analisi, per la mia personale esperienza, è
    > assolutamente corretta, le conclusioni
    > no.
    >
    > I "bravi informatici" sono in via d'estinzione,
    > sostituiti da precari a un tanto al chilo, che
    > permettono agli analisti powerpoint, ma
    > soprattutto a quelli da cui tutti loro dipendono,
    > di continuare ad emettere fatture
    > stellari.
    >
    > E la "soluzione IBM" si è evoluta nel cloud -
    > SaaS, IaaS, PaaS o quale sia il "consiglio della
    > settimana", così non solo PA e Enterprise possono
    > completare il percorso di depauperamento di
    > know-how, ma possono cominciare a farlo pure le
    > PMI.
    >
    > E finalmente hanno anche la possibilità di
    > rischiare di perdere il controllo sul proprio
    > patrimonio di
    > dati.
    non+autenticato
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