Cristiano Vaccarella

UK: no ai cinguettii occulti

L'Authority britannica che regola la pubblicità ha diffidato Nike dall'invitare i suoi testimonial a citare il marchio su Twitter senza specificare apertamente che si tratta di marketing

Roma - Può un personaggio dello sport o dello spettacolo citare su Twitter i marchi che lo sponsorizzano senza specificare chiaramente che ciò è pubblicità? La risposta è no, stando all'ASA (Advertising Standards Authority), l'autorità britannica che vigila sul mercato pubblicitario.

A seguito di una denuncia presentata da una fonte rimasta anonima, ASA ha appurato che i tweet dei calciatori del Manchester United Wayne Rooney e dell'Arsenal Jack Wilshire, i quali citavano espressamente l'ultima campagna pubblicitaria Nike "Make It Count", erano stati concordati con la divisione marketing dell'azienda americana.

il tweet di Rooney incriminato
Entrambi i tweet erano stati postati con l'hashtag #makeitcount.gonike.me/makeitcount: un riferimento alla campagna pubblicitaria di cui i due calciatori sono testimonial.
"Il riferimento a Nike non era espressamente citato, quindi non c'era nulla in quei tweet che potesse ricondurre a un'operazione pubblicitaria da parte loro. Ciò è estremamente ingannevole nei confronti dell'utenza", fanno sapere da ASA.
Non è la prima volta che l'Authority indaga su simili cinguettii: Snickers era finito sotto inchiesta a inizio d'anno per alcuni tweet promozionali occulti da parte di un altro calciatore, Rio Ferdinand.

Interpellato al riguardo, il CEO di Twitter Dick Costolo ha replicato: "Gli utenti sono proprietari e responsabili in tutto e per tutto di ciò che postano, se vogliono quindi pubblicare determinate cose, sono liberi di farlo. Di certo non spetta a noi andargli a dire che questo si fa e questo no. Se credono opportuno pubblicare certi messaggi e raccolgono anche molti follower, non vedo perché debbano rinunciarvi".

Peccato che ASA sia di parere diverso quando si tratta di comunicazioni pubblicitarie non espressamente identificate come tali: l'Authority ha così stabilito che Nike ha violato le regole, poiché ha utilizzato indebitamente Twitter per la sua campagna pubblicitaria. L'azienda statunitense è stata così diffidata dal ripetere simili iniziative sul network di micro-blogging, pena severe sanzioni pecuniarie.

Cristiano Vaccarella