Alfonso Maruccia

TV OLED, l'alleanza giapponese

Sony e Panasonic insieme. Per lo sviluppo di una tecnologia da impiegare su pannelli TV di nuova generazione. Fronte comune contro la concorrenza coreana

Roma - Le TV OLED prossime venture Sony e Panasonic le faranno assieme: i due giganti nipponici hanno annunciato l'avvio di una partnership per lo sviluppo di una tecnologia di pannelli comune, da impiegare poi per la produzione di televisori di nuova generazione da vendere con i rispettivi marchi commerciali.

L'accordo tra Sony e Panasonic prevede che le due aziende si impegnino nello sviluppo congiunto di una tecnologia OLED "stampabile" utile alla produzione di massa di TV-set ultra-definiti e super-luminosi, con il debutto commerciale dei primi modelli programmato di qui al prossimo anno.

Le due aziende giapponesi si sono alleate per unire gli sforzi e massimizzare i profitti, nella speranza che i rispettivi business TV tornino a risplendere dopo il periodo negativo vissuto in questi anni - soprattutto per quel che concerne la disastrata divisione televisiva di Sony.
La nuova partnership non stupisce nemmeno in considerazione del modo in cui si sono mosse le concorrenti (sud)coreane, con LG e Samsung quasi pronte a mettere in commercio i primi, costosissimi super-pannelli OLED. L'obiettivo di Sony e Panasonic è quello di tornare a dare battaglia sul mercato: con la tecnologia, ma anche con i costi un po' più alla portata delle tasche dei consumatori mainstream.

Alfonso Maruccia
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4 Commenti alla Notizia TV OLED, l'alleanza giapponese
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  • Saranno i soliti schermi OLED che dopo un paio d'anni di utilizzo li butti via, alla facciazza delle TV di una volta che duravano 40 anni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nano
    > Saranno i soliti schermi OLED che dopo un paio
    > d'anni di utilizzo li butti via, alla facciazza
    > delle TV di una volta che duravano 40
    > anni.
    Suvvia, sono abbastanza vecchio da non bermi queste sparate! Occhiolino

    I tubi catodici non duravano immutati 40 anni, spesso nemmeno 10.
    Problemi di allineamento del fascio emesso, "bruciatura" dei fosfori in caso di immagini persistenti, sfumature indesiderate dei colori se la mascheratura dell'RGB non era perfettamente allineata, all'epoca dei 40 anni fa valvole che impegavano minuti per andare in temperatura, deformazioni a "botte" dell'immagine, margini dell'immagine non di rado di scadente qualità Oltre al fatto che un televisore CRT abbastanza grande in diagonale di schermo costava un'ernia appena si cercava di spostarlo.
    Quello che ha fatto sopravvivere i televisori di fascia medio-bassa per tanti anni è stata l'immutabilità dello standard di trasmissione, turbato solo dall'aumento dei canali sintonizzabili per ricevere le TV private e dal rivoluzionario Televideo (teletext).
    Oggi si propongono schermi sempre più sottili ma di enorme diagonale, a LED, risoluzioni HD ready, poi Full HD, tra cinque anni al massimo vedremo diffondersi il quadruplo HD, sempre più integrazione con Internet e la trasformazione nel centro di controllo della casa...
    Comunque un televisore dalla diagonale paragonabile ai CRT più diffusi di una volta si può comprare a cifre ragionevoli anche se lo si ammortizza in solo 5/6 anni prima di valutare se cambiarlo. Purtroppo in tempi di crisi non tutti lo potranno fare, ma anche 50 anni fa non tutte le famiglie si permettevano un televisore.
    non+autenticato
  • Io ho ancora un philips che ha ormai avrà più di 28 anni, da un paio i colori sono un po' sballati sul bordo, prima era perfettoSorride
    Secondo me la durata maggiore era dovuta a una qualità costruttiva più che al metodo usato.
    Oggi qualsiasi marca che prendi l'assemblaggio è made in china, che è una garanzia (al contrario) sull'affidabilità.
    non+autenticato
  • Mica faranno la promozione: se l'Italia vince gli europei, ti regaliamo la TV!