Claudio Tamburrino

Antitrust, i sorvegliati speciali

AGCM parla delle misure adottate quest'anno per vigilare sul mercato italiano, sull'e-commerce e sugli operatori del settore. E per il futuro guarda con apprensione verso Mountain View, che però rassicura: il mercato pubblicitario è fluido

Roma - La relazione annuale dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha messo in luce i 251 procedimenti istruttori in tema di pratiche commerciali scorrette e di pubblicità ingannevole e comparativa illecita portati a termine quest'anno, le sanzioni irrogate (per un totale di oltre 19 milioni di euro) e le situazioni che rischiano di creare problemi.

Se non è mancato il riferimento all'affaire garanzie Apple, l'antitrust italiana ha detto di voler guardare con particolare attenzione al settore dell'e-commerce: da un lato vi sono quei siti che non forniscono informazioni chiare ai consumatori sulla disponibilità dei prodotti (come Private Outlet) o sulla natura e i costi dei servizi forniti (caso Italia-Programmi.net); dall'altro la posizione dominante di alcune aziende internazionali.

Il presidente Giovanni Pitruzzella ha infatti riferito che, in particolare, Google è presumibilmente destinata a "diventare monopolista della raccolta pubblicitaria" in quanto si è posta "l'obiettivo di divenire protagonista assoluta nel mercato della raccolta pubblicitaria" e, in generale, motori di ricerca e social network "ormai costituiscono un passaggio obbligato per la distribuzione dei contenuti web".
Si rende così necessaria, continua Pitruzzella, "una più generale riflessione sulla struttura del mercato della raccolta pubblicitaria, volta ad assicurare la più ampia diffusione del pluralismo": in particolare tale discorso dovrebbe essere fatto, ritiene il presidente Agcm, inserendo tra le attività prese in considerazione dal Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC), introdotto dalla Legge Gasparri per vigilare sulla creazione di eventuali posizioni dominanti nel settore delle comunicazioni, "quelle svolte da operatori fornitori di contenuti, gestori di portali, motori di ricerca, social network, che competono con gli editori tradizionali nell'attività di vendita degli spazi pubblicitari agli inserzionisti".

La rassicurazione di Google non è tardata: "Quello della pubblicità è un settore altamente competitivo e in costante evoluzione, in cui gli investitori pubblicitari spostano in continuazione i propri budget tra diversi tipologie di media, online e offline". Mountain View ribadisce inoltre la propria apertura al dialogo: "siamo felici di poter discutere del business pubblicitario di Google con l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, così come con altri".

Ad accogliere con favore l'intenzione di Agcm è il presidente di Telecom Italia Franco Bernabé, che ha apprezzato che "finalmente c'è il riconoscimento che ci sono soggetti che operano su Internet che hanno assunto dimensioni tali da porre seri rischi alla concorrenza" e che ha riferito, sempre e solo a proposito del mercato dell'e-commerce, che è "apprezzabile che l'Antitrust prenda atto che c'è una concentrazione di mercato rilevanti che in prospettiva potrebbe dare dei problemi".

Claudio Tamburrino
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