Claudio Tamburrino

UE, ebook senza frontiere

Incontro tra editori, operatori del settore e il commissario Neelie Kroes per individuare i colli di bottiglia che impediscono lo sviluppo del mercato europeo del formato digitale

Roma - I rappresentanti dell'industria editoriale legata agli ebook si sono incontrati a Bruxelles per parlare dei problemi europei del settore.

Gli intoppi strutturali ci sono e hanno finora impedito lo sviluppo di un vero e proprio mercato digitale unico, situazione che ha influenzato anche il settore degli ebook: questi rappresentano ancora appena l'1 per cento del mercato europeo dei libri, contro il 31 per cento degli Stati Uniti.

Nei singoli stati europei il settore mostra segni di ripresa: nel Regno Unito, per esempio, i volumi digitali hanno iniziato a prendere piedi arrivando a rappresentare il 15 per cento del totale. A livello di mercato intraeuropeo, invece, ci sono tutta una serie di difficoltà che rendono difficile l'acquisto di un ebook in un paese europeo diverso da quello in cui si sta operando.
Il vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes, che ha partecipato alla riunione che ha visto confrontarsi rappresentanti dell'editoria, tra cui l'Associazione Italiana Editori, e della catena di distribuzione dei contenuti digitali, ha così parlato della necessità di affrontare urgentemente la questione: come consuetudine per le questioni europee il tutto è partito con la stesura di una dichiarazione di intenti e di principi da seguire per le misure da prendere successivamente.

La direzione principale in cui ci si intende muovere è quella della rimozione delle barriere all'acquisto di ebook tra diversi paesi UE, sia dal punto di vista dei sistemi di pagamento, sia per quanto riguarda diritti d'autore, piattaforme e dispositivi compatibili.

Claudio Tamburrino
TAG: mercato, UE, ebook
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19 Commenti alla Notizia UE, ebook senza frontiere
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  • che personalmente mi impedisce di contribuire allo "sviluppo del mercato" (leggasi: perché non sono disposto a comprare) europeo del formato digitale è che l'attuale legislazione europea non mi trasferisce la proprietà del file neanche dopo che ho pagato ed io, da solo, non ho alcun modo di far valere la proprietà dopo l'acquisto.

    Per capirsi: se compro un libro cartaceo, il solo fatto che io abbia in mano, "possieda" quel libro vale come "titolo di proprietà", cioè è mio a meno che un giudice sentenzi che non è cosi (es. l'ho rubato o l'ho acquistato sapendo che era stato rubato). Quando giro per strada con un libro in mano non mi preoccupo se mi ferma un finaziere: ho la certezza del diritto dalla mia parte. E questo vale anche per i miei figli ed i figli dei miei figli fino alla settima generazione (e oltre).

    Se compro un pdf e lo metto su una comune tablet o lettore, l'unico modo per far valere il titolo di possesso è la registrazione dell'acquisto sul server di chi mi ha venduto quel pdf. Se quella società fallisce o decide di dismettere quel servizio o una nazione estera decide che è un servizio illegale e lo tira giù, io non ho più niente in mano. Ed anche se il server rimane su, quel pdf rimane sempre in licenza me. Quando lascerò questa valle di lacrime, secondo la legislazione attuale, non passerà ai miei figli. Ed ancor meno ai figli dei miei figli (a differenza dei proventi del'Autore, che passano ai figli ed ai figli dei figli fino alla settima decina d'anni).

    Se poi sono in giro con una chiavetta USB piena di pdf acquistati, e mi ferma un finanziere, ho il mio bel dire che sono tutti ebook acquistati: se mi va bene lui ha un cellulare connesso ad internet ed è disposto a farmi entrare ad uno ad uno in tutti i siti per far vedere che li ho acquistati. Non voglia che nel frattempo qualcuno di quelli sia fallito. Se non ha voglia mi sequestra la chiavetta e tocca a me presentarmi a dimostrare che sono tutti miei. E speriamo poi di non avere per ogni pdf la conversione in epub per un diverso lettore: come minimo scatta la duplicazione abusiva.

    Questo è un "collo di bottiglia" che mi frena non poco.
    Ciò che "possiedo" devo dimostrare che sia "mio". Con un libro è autoevidente.

    In un mondo di soli ebook, il Project Gutemberg non sarebbe mai esistito, perché quasi nessuno avrebbe mai avuto la lecita proprietà di testi con Copyright scaduto. Forse invece che comprarli a nome mio, dovrei comprare solo ebook di autori ottantenni a nome di mio figlio di tre anni. C'è qualche possibilità che l'autore schiatti a breve e mio figlio superi i 73 anni di vita.
    non+autenticato
  • La fai un tantino troppo tragica anche se il principio della preoccupazione a monte è valido ecc. ecc. Non cambia nulla nel paragone "libro in mano" vs. "pdf su chiavetta":

    Il solo fatto di avere il libro in mano non ti conferisce la proprietà del medesimo, al massimo il possesso e il finanziere può benissimo chiederti lo scontrino. Non venirmi a dire che hai conservato tutti gli scontrini o le fatture di tutti i libri cartacei che hai o che te le porti con te.

    L'unica differenza è che il libro fisico, in quanto fisico, è un supporto e tu di quello hai la proprietà, non certo del contenuto. Tanto è vero che non puoi fotocopiarti il libro come ti pare e piace né pubblicarne il contenuto ecc. ecc.

    L'eredità dei beni digitali è un argomento interessante che andrebbe affrontato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: CiccioQuant aCiccia
    > La fai un tantino troppo tragica anche se il
    > principio della preoccupazione a monte è valido
    > ecc. ecc. Non cambia nulla nel paragone "libro in
    > mano" vs. "pdf su
    > chiavetta":
    >
    > Il solo fatto di avere il libro in mano non ti
    > conferisce la proprietà del medesimo, al massimo
    > il possesso e il finanziere può benissimo
    > chiederti lo scontrino.

    No, il finanziere mi puo' chiedere lo scontrino solo se mi ferma mentre esco da un negozio di libri.
    Dopodiche' basta.
    Non sono io che devo provare che il libro e' mio: deve essere qualcuno che ne ha denuciato la scomparsa a dimostrare che non lo e'.

    > Non venirmi a dire che
    > hai conservato tutti gli scontrini o le fatture
    > di tutti i libri cartacei che hai o che te le
    > porti con te.

    Lo scontrino lo puoi buttare quando ti sei allontanato di 5 metri dal negozio.

    > L'unica differenza è che il libro fisico, in
    > quanto fisico, è un supporto e tu di quello hai
    > la proprietà, non certo del contenuto. Tanto è
    > vero che non puoi fotocopiarti il libro come ti
    > pare e piace né pubblicarne il contenuto ecc.
    > ecc.

    Come no?
    Io posso farlo benissimo.

    > L'eredità dei beni digitali è un argomento
    > interessante che andrebbe
    > affrontato.

    Una volta definita la proprieta' dei beni digitali, tutto il resto e' una conseguenza.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: CiccioQuant aCiccia
    > > La fai un tantino troppo tragica anche se il
    > > principio della preoccupazione a monte è
    > valido
    > > ecc. ecc. Non cambia nulla nel paragone
    > "libro
    > in
    > > mano" vs. "pdf su
    > > chiavetta":
    > >
    > > Il solo fatto di avere il libro in mano non
    > ti
    > > conferisce la proprietà del medesimo, al
    > massimo
    > > il possesso e il finanziere può benissimo
    > > chiederti lo scontrino.
    >
    > No, il finanziere mi puo' chiedere lo scontrino
    > solo se mi ferma mentre esco da un negozio di
    > libri.
    > Dopodiche' basta.
    > Non sono io che devo provare che il libro e' mio:
    > deve essere qualcuno che ne ha denuciato la
    > scomparsa a dimostrare che non lo
    > e'.
    >
    > > Non venirmi a dire che
    > > hai conservato tutti gli scontrini o le
    > fatture
    > > di tutti i libri cartacei che hai o che te le
    > > porti con te.
    >
    > Lo scontrino lo puoi buttare quando ti sei
    > allontanato di 5 metri dal
    > negozio.
    >

    Visto che era particolarmente preoccupato di eventuali controlli/perquisizioni gli ho spiegato che non cambia niente. In quanto ai metri non mi risultano affatti limiti di distanza.

    > > L'unica differenza è che il libro fisico, in
    > > quanto fisico, è un supporto e tu di quello
    > hai
    > > la proprietà, non certo del contenuto. Tanto
    > è
    > > vero che non puoi fotocopiarti il libro come
    > ti
    > > pare e piace né pubblicarne il contenuto ecc.
    > > ecc.
    >
    > Come no?
    > Io posso farlo benissimo.

    Sicuro? Hai presente quelle note tipo "È vietata la riproduzione in qualsiasi forma...."
    Mai sentito parlare anni fa di controlli alle copisterie per vedere se gli studenti si fotocopiavano interi libri?

    >
    > > L'eredità dei beni digitali è un argomento
    > > interessante che andrebbe
    > > affrontato.
    >
    > Una volta definita la proprieta' dei beni
    > digitali, tutto il resto e' una
    > conseguenza.

    Come sarebbe definita? Ad esempio per i domini, che è un qualcosa che non è nato stamattina quindi qualcosa in merito (dubito in Italia) ci dovrebbe già essere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: CiccioQuant aCiccia

    > Sicuro? Hai presente quelle note tipo "È vietata
    > la riproduzione in qualsiasi
    > forma...."
    > Mai sentito parlare anni fa di controlli alle
    > copisterie per vedere se gli studenti si
    > fotocopiavano interi
    > libri?

    Deciditi. Non si puo' o e' vietato?
    Sono due concetti abbastanza diversi.
    E il vietato e' generalmente circoscritto in uno spazio e in un tempo quindi lascia sempre il tempo che trova.

    > > Una volta definita la proprieta' dei beni
    > > digitali, tutto il resto e' una
    > > conseguenza.
    >
    > Come sarebbe definita? Ad esempio per i domini,
    > che è un qualcosa che non è nato stamattina
    > quindi qualcosa in merito (dubito in Italia) ci
    > dovrebbe già essere.

    I dominii non sono copiabili.
    O meglio, puoi ridefinirtelo sul tuo /etc/hosts o sul tuo dns, e in quel caso puoi farlo senza dover dire niente a nessuno.
  • Ciò che ostacola il mercato dei contenuti digitali è la totale inutilità di tale mercato. Non serve che esista qualcuno che venda i files, dal momento che i files si possono duplicare e distribuire a costo zero senza bisogno di venditori. Non serve comprare qualcosa che è disponibile in quantità infinita.

    E senza venditori e compratori non esiste mercato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > E senza venditori e compratori non esiste mercato.

    … e senza mercato non esistono contenuti.
    Io la butto lì, se qualcuno di chi decide le strategie di mercato legge: compro eBook solo con watermark o senza DRM.
    Per libri tecnici mi sta bene un prezzo anche di poco ridotto rispetto al cartaceo, in fondo danno il meglio in versione digitale, per la narrativa, invece, devono costare almeno un terzo del cartaceo.
    Teo_
    2654
  • > … e senza mercato non esistono contenuti.

    Falso, i contenuti ci sono già.
    Al massimo non esisterebbe la produzione di nuovi contenuti commerciali... ma rimarrebbero tutti i contenuti già prodotti, e proseguirebbe la produzione di contenuti non commerciali. Sarebbe un vantaggio per tutti.

    > Io la butto lì, se qualcuno di chi decide le
    > strategie di mercato legge: compro eBook solo con
    > watermark o senza
    > DRM.

    Accomodati.

    > Per libri tecnici mi sta bene un prezzo anche di
    > poco ridotto rispetto al cartaceo

    Ammesso che esista ancora il cartaceo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > … e senza mercato non esistono contenuti.
    >
    > Falso, i contenuti ci sono già.
    > Al massimo non esisterebbe la produzione di nuovi
    > contenuti commerciali... ma rimarrebbero tutti i
    > contenuti già prodotti, e proseguirebbe la
    > produzione di contenuti non commerciali. Sarebbe
    > un vantaggio per
    > tutti.

    Ma il progetto Gutemberg, Google books ecc. raccolgono già molti libri gratuiti. OK per ridurre il periodo di copyright, ma io punto ad avere nuovi contenuti di qualità e possibilmente a prezzi umani.
    >
    > > Io la butto lì, se qualcuno di chi decide le
    > > strategie di mercato legge: compro eBook
    > solo
    > con
    > > watermark o senza
    > > DRM.
    >
    > Accomodati.

    Ne sto preparando uno e sto concordando con l’autore un prezzo davvero basso senza DRM.
    Teo_
    2654
  • > Ma il progetto Gutemberg, Google books ecc.
    > raccolgono già molti libri gratuiti.

    Lo scopo è farli diventare tutti così. Per sempre.

    > OK per
    > ridurre il periodo di copyright, ma io punto ad
    > avere nuovi contenuti di qualità e possibilmente
    > a prezzi
    > umani.

    Finanziane pure la realizzazione. Per i prezzi, mettiti d'accordo con l'autore. Ma non puoi aspettarti di far pagare anche me (facendomi pagare per i libri che quell'autore ha già scritto) in modo da pagare meno tu.


    > Ne sto preparando uno e sto concordando con
    > l’autore un prezzo davvero basso senza
    > DRM.

    Questa non l'ho capita: stai preparando che cosa? Se lo stai preparando, l'autore dovresti essere tu... mi sa che non ci siamo capiti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > OK per
    > > ridurre il periodo di copyright, ma io punto
    > ad
    > > avere nuovi contenuti di qualità e
    > possibilmente
    > > a prezzi
    > > umani.
    >
    > Finanziane pure la realizzazione. Per i prezzi,
    > mettiti d'accordo con l'autore. Ma non puoi
    > aspettarti di far pagare anche me (facendomi
    > pagare per i libri che quell'autore ha già
    > scritto) in modo da pagare meno
    > tu.

    Io ci sto a finanziarne una parte se il costo è distribuito fra clienti, non sono disposto a investire 50 mila euro per leggermi un solo libro.

    > > Ne sto preparando uno e sto concordando con
    > > l’autore un prezzo davvero basso senza
    > > DRM.
    >
    > Questa non l'ho capita: stai preparando che cosa?
    > Se lo stai preparando, l'autore dovresti essere
    > tu... mi sa che non ci siamo
    > capiti.

    L’autore fornisce il testo, io lo impagino e realizzo o miglioro i contenuti multimediali.
    Teo_
    2654
  • - Scritto da: Teo_
    > Io ci sto a finanziarne una parte se il costo è
    > distribuito fra clienti, non sono disposto a
    > investire 50 mila euro per leggermi un solo
    > libro.
    Concordo con te. Ma allora ti dovresti accordare con gli altri PRIMA di far partire il finanziamento, non pretendere che gli altri siano obbligati a parteciparvi dopo, magari senza nemmeno poter prima aver visionato per intero quanto si dovrebbe comprare, come ad esempio un film la cinema. Se sei disposto a finanziare 1 Euro e non ne trovi altri 50.000, rinuncia a finanziarlo o chiedi all'autore di ridurre il prezzo.
    Hai presente Open Movie Project?
    http://mango.blender.org/about/

    Stiamo parlando dell'acquisto da parte di privati per usi personali: ovviamente puoi sempre pensare di farti bastare gli introiti degli usi professionali a scopo di lucro.
    non+autenticato
  • > Io ci sto a finanziarne una parte se il costo è
    > distribuito fra clienti, non sono disposto a
    > investire 50 mila euro per leggermi un solo
    > libro.

    Accomodati... ma devi trovare altri disposti a dividere con te la spesa.

    E ti faccio presente una cosa: io non sono disposto a finanziare un libro GIÀ scritto, per il quale l'autore è già stato pagato. Quindi, non puoi contare di dividere le spese con chi legge i libri già esistenti, ma solo con chi desidera che esca un libro nuovo di quell'autore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Io ci sto a finanziarne una parte se il
    > costo è distribuito fra clienti, non sono
    > disposto a investire 50 mila euro per
    > leggermi un solo libro.

    > Accomodati... ma devi trovare altri disposti
    > a dividere con te la spesa.

    > E ti faccio presente una cosa: io non
    > sono disposto a finanziare un libro
    > GIÀ scritto, per il quale l'autore è
    > già stato pagato. Quindi, non puoi contare
    > di dividere le spese con chi legge i libri
    > già esistenti, ma solo con chi desidera
    > che esca un libro nuovo di quell'autore.

    Ok, se l'autore e' gia' stato pagato, ma proviamo un altro sistema: fammi leggere il libro che hai scritto, se mi piace allora ti daro' qualcosa in modo che tu possa scriverne un altro.
    krane
    22544
  • > Ok, se l'autore e' gia' stato pagato, ma proviamo
    > un altro sistema: fammi leggere il libro che hai
    > scritto, se mi piace allora ti daro' qualcosa in
    > modo che tu possa scriverne un
    > altro.

    Non so se l'hai notato, ma sempre più spesso molti autori scrivono delle saghe, piuttosto che dei romanzi: così, quando hai letto il primo libro, desideri leggere il seguito (che non è ancora uscito) per sapere come finisce la storia.

    Sarà una coincidenza, o alcuni autori si stanno preparando a cambiare modello?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Ok, se l'autore e' gia' stato pagato, ma
    > > proviamo un altro sistema: fammi leggere
    > > il libro che hai scritto, se mi piace
    > > allora ti daro' qualcosa in modo che tu
    > > possa scriverne un altro.

    > Non so se l'hai notato, ma sempre più spesso
    > molti autori scrivono delle saghe, piuttosto
    > che dei romanzi: così, quando hai letto il
    > primo libro, desideri leggere il seguito
    > (che non è ancora uscito) per sapere come
    > finisce la storia.

    Onestamente se devo pensare ai miei libri preferiti di gioventu' non ne ricordo che non siano cicli o saghe da elric di melnibonè a Holmes.

    > Sarà una coincidenza, o alcuni autori si
    > stanno preparando a cambiare modello ?

    Non e' una coincidenza: un autore non puo' piu' scrivere un libro e campare di diritti solo perche' e' simpatico alla casa editrice.
    krane
    22544
  • io compro libri digitali ovunque non capisco dov'é il problema, peró purtroppo devo comprarli nei siti web librerie, l'unica cosa che non sopporto é siccome non vivo in Italia non posso comprare libri dallo store ibooks del mio ipad. Lo store dovrebbe essere universale. Stessa cosa vale per le applicazioni.
    Io sono italiana e voglio le cose italiane.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gio
    > io compro libri digitali ovunque non capisco
    > dov'é il problema, peró purtroppo devo comprarli
    > nei siti web librerie, l'unica cosa che non
    > sopporto é siccome non vivo in Italia non posso
    > comprare libri dallo store ibooks del mio ipad.
    > Lo store dovrebbe essere universale. Stessa cosa
    > vale per le
    > applicazioni.
    > Io sono italiana e voglio le cose italiane.

    Peccato che di quello che vuoi tu a loro non gliene puo' fregar di meno, e continuera' a non fregargliene proprio se continui a finanziarli comprando.