Alfonso Maruccia

Diablo III, i ban e il crack

Il videogame di Blizzard continua a rappresentare motivo di contesa in rete: c'Ŕ chi accusa la software house di ban diretto contro gli utenti di Linux, mentre una famosa crew warez distribuisce il primo crack funzionante

Roma - Il terrore di Diablo III corre sul filo della connessione telematica, soprattutto se si è utenti Linux e si ha l'ardire di provare a far girare il gioco su una distro del Pinguino tramite layer di compatibilità Wine. Gli utenti linari accusano: Blizzard ci banna perché non usiamo né Windows né Mac OS X.

Le denunce dei ban descrivono una situazione in cui l'infrastruttura online Battle.net (il "portale" su cui Blizzard pretende che gli acquirenti di Diablo III passino ogni istante di gioco, anche in modalità single-player) scambierebbe il succitato Wine per un "wrapper" non autorizzato, identificandolo come strumento di cheat ed estromettendo lo sfortunato utente di Linux.

Ma Blizzard ha la risposta a stretto giro di posta negando di aver usato il "martello del ban": la software house dice di aver tenuto debitamente in conto i potenziali casi di falsi positivi come l'uso di Wine per far girare DIII sotto Linux, e che le circostanze che hanno portato al ban degli account sono "chiare e accurate". "Giocare sotto Linux, anche se non ufficialmente supportato, non porta al ban" sostiene Blizzard, "l'uso dei cheat sì".
Questione Wine a parte, la casa di Diablo e WoW ha al momento grane ben più rognose: non solo il numero di giocatori disposti a passare il proprio tempo nelle lande maledette di Sanctuarium (e quindi a ingrassare la fabbrica di schiavi della casa d'aste online) è in crollo verticale, ma si affaccia online una versione preliminare di un emulatore di server per far girare il gioco in locale senza la necessità di una connessione permanente a Battle.net.

Autori del primo crack (apparentemente) funzionante per Diablo III sono la solita banda di cracker del gruppo warez Skidrow, che a onor del vero ha costruito sul lavoro svolto dagli sviluppatori del progetto Mooege già in circolazione dai tempi della beta privata del gioco. Il crack/emulatore di server è attualmente in versione beta, ma pochi sono i dubbi sul fatto che versioni successive riusciranno a restituire (più o meno) l'esperienza di gioco completa oggi disponibile a chi ha acquistato una copia legittima (e blindata da restrizioni DRM) di Diablo III.

Alfonso Maruccia
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