Una t-shirt che ricarica

Una t-shirt che ricarica

Un nuovo procedimento di trattamento nano-elettronico trasforma il tessuto di una maglietta in un sistema di stoccaggio energetico. Che ben presto potrebbe servire a ricaricare cellulari e altri dispositivi
Un nuovo procedimento di trattamento nano-elettronico trasforma il tessuto di una maglietta in un sistema di stoccaggio energetico. Che ben presto potrebbe servire a ricaricare cellulari e altri dispositivi

Ricercatori statunitensi hanno creato la t-shirt “energizzata”, una maglietta che opportunamente trattata (anzi “nano-trattata”) acquista la capacità di stoccare energia elettrica da poter fornire a cellulari e altri dispositivi elettronici portatili che necessitassero di una ricarica “al volo”.

Il team della University of South Carolina che ha ideato la tecnologia parla di “storage energetico flessibile”: gli scienziati statunitensi hanno acquistato una banale maglietta di cotone, in seguito applicandovi trattamenti ad alta tecnologia.

La t-shirt è stata dunque imbevuta di una soluzione di fluoruro, asciugata e poi “cotta” ad alte temperature in un forno privo di ossigeno. In tal modo il tessuto della maglietta si è trasformato in carbonio pur mantenendo la sua usuale flessibilità.

L’ultima fase di lavorazione ha richiesto l’applicazione di un rivestimento di ossido di manganese spesso appena un nanometro a piccole parti di tessuto “carbonizzato” usate come elettrodi, con il risultato finale di trasformare la t-shirt in un vero e proprio capacitore indossabile.

Come i capacitori sono dispositivi in grado di accumulare carica elettrica da rilasciare per far funzionare i dispositivi elettronici, così la t-shirt nano-energizzata agisce da “supercapacitore stabile ad alte performance” con cui sarebbe in teoria possibile ricaricare dispositivi portatili come smartphone e affini.

Anche se di t-shirt supercapacitore non si era ancora sentito parlare, l’obiettivo di realizzare sistemi di ricarica elettrica innovativi e indossabili non è esattamente una novità: basti ricordare, tra gli altri, la tuta con nanoconduttori , il carica-cellulare per biciclette e le sneaker con chip piezoelettrico .

Alfonso Maruccia

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Pubblicato il
16 lug 2012
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