Mauro Vecchio

RIM, la stangata del brevetto

L'azienda canadese dovrÓ risarcire Mformation per lo sfruttamento indebito di una tecnologia per la gestione in remoto dei BlackBerry in dotazione aziendale. 8 dollari a dispositivo, per un totale di quasi 150 milioni

Roma - I vertici di Research in Motion (RIM) dovranno pagare una maxi-multa da 147,2 milioni di dollari per violazione di brevetto. Risarcire una piccola società del New Jersey - Mformation, specializzata in soluzioni per la gestione dei dispositivi mobile - per aver sfruttato indebitamente una tecnologia risalente all'anno 2001.

Mformation aveva ottenuto un brevetto - numero 6,970,917 - per tutelare il proprio "sistema di gestione e controllo remoto dei dispositivi senza filo". In sostanza, una tecnologia molto simile a quella implementata anni dopo da RIM nel suo BlackBerry Enterprise Server con il software che permette alle varie aziende di gestire in remoto i dispositivi offerti ai dipendenti.

Il calcolo applicato dal giudice californiano non rappresenta una buona notizia per il colosso canadese. Un totale di 8 dollari per ciascun BlackBerry venduto a livello aziendale negli Stati Uniti, ovvero 18,4 milioni di unità che hanno attualmente accesso ad Enterprise Server in violazione di brevetto. Totale, quasi 150 milioni di dollari.
Una mazzata per RIM, già alle prese con tagli del personale e drastici cali azionari. Raggiunto dalla redazione di Bloomberg, l'avvocato di Mformation Amar Thakur ha ipotizzato una sanzione ancora più pesante per la società nordamericana. Si potrebbe infatti sfiorare quota 500 milioni di dollari se considerate le vendite al di fuori degli Stati Uniti e la distribuzione nei tanti uffici governativi degli States.

I legali di RIM sono sulle barricate, intenzionati ad appigliarsi alle stesse regole dello United States Patent and Trademark Office (USPTO) sulle idee "ovvie", non tutelabili a livello brevettuale. Stando alle dichiarazioni di Mformation, i vertici di RIM avrebbero ricevuto in passato una proposta di licensing per lo sfruttamento del software di controllo dei dispositivi.

Rifiutato l'accordo di distribuzione autorizzata, RIM avrebbe implementato la tecnologia in questione a livello enterprise. Nel 2008, Mformation si scagliava contro la società canadese con una denuncia per violazione brevettuale. Così come il CEO Thorsten Heins sembra sicuro del roseo futuro dei BlackBerry, la stessa RIM parla di "brevetti non validi" che porteranno all'annullamento della maxi-sanzione.

Mauro Vecchio
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2 Commenti alla Notizia RIM, la stangata del brevetto
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  • Dopo le perdite di questa azienda per il calo delle vendite, adesso anche un mega risarcimento.
    Insomma vedo la fine di bleccberiA bocca aperta
    non+autenticato
  • ... sta tutto all'inizio.
    Ci vogliono regole e parametri stabiliti e validi per tutti.
    Se l'idea è aria fritta non deve manco essere rilasciato il brevetto (fatto salvo che se uno brevetta la stessa cosa dopo, magari uno più grosso, allora diventa valido il primo).
    Niente brevetto niente polemica niente giudici strani niente ricorsi
    Un brevetto concreto deve avere una validità esclusiva di un paio d'anni da quando decide l'autore, dopo l'autore dovrebbe avere un diritto di rimborso pari... facciamo al 50% del valore attribuito dagli utilizzatori (quindi tolti i costi di tutto il resto) per 30 anni, ma nessun diritto d'esclusiva ne di sindacarne l'utilizzo

    Così si difendono i diritti reali dell'autore ma non si crea un monopolio a vita, cosa che blocca l'innovazione.
    non+autenticato