Roma - Una vistosa
mutazione legislativa, che segnerà i rapporti nella distribuzione di videogiochi a milioni di
gamer britannici.
Il Regno Unito ha adottato il sistema di rating Pan-European Game Information (PEGI), che andrà così a sostituire la diramazione per la valutazione videoludica controllata dal
British Board of Film Classification (BBFC).
Nella visione
illustrata dal ministro alla Cultura Ed Vaizey, l'adozione legislativa del sistema PEGI aiuterà le famiglie britanniche a prendere "decisioni più consapevoli ed informate". I nuovi criteri di valutazione andranno
seguiti alla lettera dai vari retailer locali, non più come forma di consigli per stabilire il target d'utenza dei vari titoli.
Stando alle
predisposizioni legislative, con il sistema PEGI la vendita dei videogame violenti viene vietata ai minori di 12, 16 o 18 anni.
I distributori colti in flagrante rischiano fino a 6 mesi di reclusione e una multa pari a 5mila sterline. Chi verrà invece beccato con titoli privi di sistema di classificazione rischia 1 anno di carcere e una multa di entità variabile.
I meccanismi di rating del sistema PEGI andranno poi ad
includere una serie di icone per indicare i vari contenuti di un determinato videogame.
Dal linguaggio volgare al gioco d'azzardo, dalla violenza al sesso. L'ultima icona, che rappresenta il classico mondo connesso di Internet, mostra la dicitura
online.
"Questa semplificazione nel sistema di valutazione porterà benefici a produttori e consumatori, e assicurerà che i milioni di titoli venduti siano giocati dalle categorie anagrafiche più adatte", ha spiegato il ministro britannico Vaizey.
Soddisfatti i vertici della
Association for UK Interactive Entertainment (UKIE), che hanno sottolineato come il sistema PEGI porti a semplificare il lavoro degli sviluppatori, ora in grado di modificare certi contenuti in base al rating. L'associazione britannica ha messo a disposizione un
sito web per i genitori d'Albione.
Mauro Vecchio