Mauro Vecchio

Twitter, il giornalista olimpico torna online

Riabilitato l'account del corrispondente Guy Adams, sospeso dalla piattaforma cinguettante per alcuni micropost sul broadcaster NBC. Nessuna censura, ma una questione di condizioni d'uso sulla pubblicazione di informazioni private

Roma - È tornato in possesso del suo account cinguettante, dopo il polverone sollevato per i velenosi micropost sulla copertura olimpica del broadcaster statunitense NBC. I responsabili di Twitter si sono scusati con il giornalista sportivo Guy Adams, cacciato dalla piattaforma in 140 caratteri per la pubblicazione di un indirizzo email di troppo.

Sul blog ufficiale del tecnofringuello, il general counsel Alex Macgillivray ha cercato di chiarire meglio il funzionamento delle condizioni d'uso del sito social. Non sarebbe affatto semplice distinguere nettamente tra indirizzi di posta pubblici e privati, a volte coincidenti. Una diretta lamentela dei vertici di NBC ha portato alla sospensione dell'account.

@guyadams è stato ora riabilitato, con tanto di scuse al giornalista del quotidiano britannico The Independent. "Sono mancato molto mentre ero via?", ha subito scherzato Adams. Twitter ha dunque fugato ogni dubbio: nessuna censura per i cinguettii sgradevoli del corrispondente, che ha ripreso il controllo del suo account dopo aver riletto le condizioni del servizio di microblogging. (M.V.)
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1 Commenti alla Notizia Twitter, il giornalista olimpico torna online
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  • La censura andrebbe vietata per legge. Nei forum, nei social network, nei commenti, nei quotidiani, nelle trasmissioni radiofoniche e televisive. E' una violazione della liberta' di parola delle persone. Se ho commesso un reato c'e' il tribunale per questo.

    Invece sono tutti li', attaccati al pulsantone rosso con quell'ansia di sentirsi dio, root, webmaster, administrator o superuser. Un popolo di giustizieri autonominatisi tali che non vedono l'ora di imporre la loro legge nel loro piccolo mondo, non dissimili da "l'uomo del treno" o dal Merovingio di Matrix.

    "Dio a casa mia" e la tua opinione e' come un file sui quali ho i diritti di scrittura, un bell'rm -f e voila'. Ognuno stila la sua personale lista etica: si va da facebook che non vuole donne che allattino, ad Apple che non pubblica libri che abbiano titoli forti o contenuti ironici antipolitici, a quelli che non ti consentono di citare la concorrenza. E questa etica cambia di continuo: meno di un anno fa facebook ha proibito (ennesima modifica della policy) a qualunque app facebook di fare riferimento/integrarsi con un'app di un altro social network. La censura delle idee diventa una censura dello sviluppo, di cio' che si puo' fare e cosa no, e non importa se proprio il mashup delle tecnologie e' alla base del successo di facebook o e' il nuovo paradigma del web.

    Ma non andiamo off-topic e concentriamoci sulla censura: ultimamente in tanti si stanno mobilitando per promuovere policy se non leggi che siano piu' user friendly e che siano vulnerabili a impulsi normativi repressivi "Cina like". Pero' questa coscienza deve partire dal basso e come al solito, se tutti dormiamo e continuiamo, ad esempio, a votare gli stessi partiti e politici che sono all'origine dei nostri guai, allora dobbiamo "piangere noi stessi" perche' siamo la causa del nostro mal.
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    Modificato dall' autore il 01 agosto 2012 14.33
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