Anonymous, la rabbia dopo il marchio

Anonymous, la rabbia dopo il marchio

La furia del collettivo hacker sulla società francese E-Flicker, che ha chiesto il controllo del simbolo dell'uomo senza testa oltre che dello slogan minaccioso dello stesso gruppo. Promesso un DDoS in un video su YouTube
La furia del collettivo hacker sulla società francese E-Flicker, che ha chiesto il controllo del simbolo dell'uomo senza testa oltre che dello slogan minaccioso dello stesso gruppo. Promesso un DDoS in un video su YouTube

Nell’era digitale, scherzare con il collettivo Anonymous è rischioso come giocare col fuoco. Un semplice inchino al cosiddetto establishment e ci si ritrova sotto una tempesta DDoS. È la minaccia contenuta in un recente video apparso tra i vasti meandri di YouTube, nell’ambito dell’ennesima Operation del gruppo che ha già messo KO il Bureau statunitense e il Vaticano.


Early Flicker – o semplicemente E-Flicker – è una società parigina specializzata nella distribuzione online di magliette stravaganti. Alcuni dei suoi modelli hanno sfruttato il noto simbolo del completo nero senza testa, accompagnato da uno degli slogan preferiti dal collettivo hacker : “Siamo gli Anonymous, noi non dimentichiamo, non perdoniamo. Stiamo arrivando”.

Cosa ha scatenato l’ira del gruppo? Nel febbraio scorso, i vertici di E-Flicker hanno presentato al Institut National De La Propriété Industrielle (INPI) francese i documenti necessari per ottenere il controllo del marchio degli anonimi. Dall’uomo senza testa allo slogan minaccioso. Simboli che la società transalpina ha già sfruttato per gli oggetti più disparati, dalle t-shirt agli utensili da cucina .

Come al solito, la reazione del collettivo – che ha appreso la notizia della richiesta di E-Flicker su Twitter – è stata veemente. Il gruppo ha iniziato a pianificare un attacco DDoS contro la piattaforma gestita dal distributore parigino, attualmente online senza problema alcuno . “Le idee non sono in vendita – si può ascoltare nel video di Anonymous – il nostro nome non si vende”.

Mauro Vecchio

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Pubblicato il
1 ago 2012
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