Claudio Tamburrino

Microsoft: Motorola, facciamo la pace?

Mentre Washington pensa a come bloccare i patent troll, Redmond propone un accordo trasversale e globale a Motorola. Non rinunciando però alle stoccate. E la controllata di Google non incassa volentieri, rispedendo la proposta al mittente

Microsoft: Motorola, facciamo la pace?Roma - Microsoft torna a parlare delle cause che la vedono contrapposta per motivi brevettuali a Motorola, e lo fa cercando una nuova forma di accordo con Google, ma non rinunciando affatto ad attaccare la controparte: una strategia che però suona più come una provocazione che come uno sfogo contro il caos generato dai brevetti.

Il nuovo tentativo di raggiungere una sorta di accordo di licenza da parte di Microsoft prende stavolta la forma un intervento sul suo blog] attraverso cui vorrebbe porre "solide basi per una pace brevettuale".

Redmond, infatti, prima di tendere la mano tiene a
sottolineare le vittorie incassate recentemente nei confronti di Motorola sia negli Stati Uniti che in Germania, nonché come oltre il 70 per cento dei produttori hardware di Android abbiano già accettato la sua proposta di licenza.
Al contempo, poi, non perde occasione per criticare le accuse finora mosse da Google-Motorola relative alla violazione di un brevetto legato ad uno standard tecnologico e quindi, teoricamente, da concedere sotto condizioni FRAND (Fair, Reasonable And Non-Discriminatory, cioè giuste, ragionevoli e non discriminatorie): arriva ad accusare Mountain View di "aver montato una campagna pubblica e di lobby per sviare l'attenzione dal suo rifiuto di onorare tale promessa nei confronti degli organi di controllo sugli standard tecnologici".

Distrutta la strategia finora adottata da Motorola-Google, Microsoft avanza la sua proposta, imprescindibile su due punti fondamentali: per essere duraturo un eventuale accordo deve essere omni-comprensivo, riferirsi cioè a tutti i brevetti detenuti dalle due, e deve essere basato su standard e valori di mercato ben precisi, che per Redmond, evidentemente, dovrebbero pendere a suo favore.

La risposta di Motorola non si è fatta attendere e ha quasi ignorato la proposta di Microsoft, dal tono presa quasi come una provocazione: secondo il produttore statunitense si tratta semplicemente di un tentativo di sminuire il suo ampio e importante portafoglio brevettuale.

L'ipotesi che la situazione degli scontri brevettuali si risolva con iniziative private sembra dunque abbastanza remota: per questo occorre monitorare da vicino le iniziative pubbliche.

Da ultimo una proposta di legge a stelle e strisce soprannominata SHIELD Act (Saving High-Tech Innovators from Egregious Legal Disputes) punta a disinnescare la convenienza delle azioni dei cosiddetti patent troll facendo ricadere sul denunciante le spese legali conseguenti a cause legate a brevetti software e hardware che si concludono con un nulla di fatto.

Claudio Tamburrino
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8 Commenti alla Notizia Microsoft: Motorola, facciamo la pace?
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  • È Microsoft il patent troll. Si è sempre rifiutata di pubblicare i presunti brevetti violati (peggio della Apple...almeno lei li dice) da android con clausole di non divulgazione.
    La sola che si è ribellata e l'ha contro denunciata è stata B&N. La Microsoft per non andare davanti ad un giudice (per zittire B&N in sostanza) ha fondato una nuova azienda (Newco) dando l’84,2% di quote proprio a B&N. La causa vinta contro Motorola era sui brevetti fat. La Microsoft vorrebbe ora servirsi di questa causa per far credere all'opinione pubblica che il pizzo che richiede agli altri produttori sia giusto. Finchè non dice di quali brevetti si tratta, non è credibile. È solo fud. Per 20 anni ha sparato fud su linux, ora prova la stessa tattica contro android. Tutto qui.
    non+autenticato
  • Beh no qui si parla di brevetti come FAT. Mi chiedo perchè su Android non usino un file system aperto come EXT, non sarà letto come chiavetta da Windows, ma basterebbe un semplice driver.
  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > Beh no qui si parla di brevetti come FAT. Mi
    > chiedo perchè su Android non usino un file system
    > aperto come EXT, non sarà letto come chiavetta da
    > Windows, ma basterebbe un semplice
    > driver.

    Se accettiamo che possa essere brevettata la FAT potremmo allora brevettare il concetto stesso di file system e magari anche il bit.
    non+autenticato
  • Ma che dici? Una memoria si può usare con un FS diverso, FAT32 è stato sviluppato dalla Microsoft ai suoi albori, quindi di sua proprietà. Chi vuole usarlo deve pagare, e pagano tutti. Basta usare un altro FS e il problema si risolve.
  • oddio, c'è una diatriba in corso proprio su fat32 http://www.wired.com/wiredenterprise/2012/03/ms-pa.../

    ms negli ultimi anni ha dimostrato una piccola sui brevetti a tratti più demenziale di quella apple

    nel complesso sono due troll dei brevetti in buona sostanza

    comunque, lasciando da parte i brevetti, verrebbe veramente da chiedersi qual'è il motivo razionale per non usare altri filesystem e continuare a farsi del male con fat, fat32 e addirittura exfat
    non+autenticato
  • > comunque, lasciando da parte i brevetti, verrebbe
    > veramente da chiedersi qual'è il motivo razionale
    > per non usare altri filesystem e continuare a
    > farsi del male con fat, fat32 e addirittura
    > exfat
    È in sostanza, la cosa che mi chiedo anche io! Se Windows non li supporta, basta farci un driver ed amen.
  • parliamo degli stessi tipi che per 30 anni non hanno aggiunto una virgola all'architettura dei pc

    la vedo duraA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > Beh no qui si parla di brevetti come FAT. Mi
    > chiedo perchè su Android non usino un file system
    > aperto come EXT, non sarà letto come chiavetta da
    > Windows, ma basterebbe un semplice
    > driver.

    Dal punto di vista tecnico sono d'accordissimo, anzi aggiungerei che FAT, usando una singola pagina fissa (0) per memorizzare la struttura del FS, non è certamente il sistema più indicato per le memorie flash, per non parlare dei problemi di sicurezza dovuti alla gestione bacata dei permessi che hanno costretto Google a fare salti mortali per la gestione della sicurezza. Esistono certamente metodi migliori e adottabili come jffs e altro.

    Dal punto di vista del marketing però è tutta un'altra storia.

    Se invece di Android si stesse parlando di un prodotto iOS destinato a un monomercato rigidamente controllato e a scatola chiusa, la decisione sarebbe rapidissima, esattamente come lo è stata per il file system degli iPOD.

    Android punta invece alla compatibilità e interoperabilità e non può rinunciare a quello che si definisce uno "standard de facto", che significa che puoi prendere la SD dalla macchina fotografica della marca tal dei tali, inserirla nel tuo tablet e copiarti le foto sul cloud, oppure scaricargli degli mp3 e sentirli in macchina.

    Se la memoria non è rimovibile come nei NEXUS, si potrebbe scegliere una alternativa ma cambierebbe la gestione dei permessi tra dispositivi che hanno memoria rimovibile e dispositivi che non l'hanno e in ogni caso nel kernel il modulo FAT dovrebbe essere presente (con FAT32 extfat eccetera) , proprio per la possibilità di installare la versione corrente di Android anche su dispositivi che ne dispongano.

    Quando si delinea un prodotto, ogni decisione deve essere accuratamente ponderata e spesso sofferta, e certe decisioni possono anche apparire incoerenti ma nulla è mai semplice come sembra.
    non+autenticato