Roma -
Nuovi dettagli sul caso Demonoid, il famoso
tracker BitTorrent finito nel mirino delle autorità ucraine, sospettato di aver agevolato la proliferazione online di contenuti in violazione del copyright. Peter Vlasenko, direttore commerciale della società di hosting ColoCall, avrebbe ripetutamente avvisato i gestori del sito delle indagini in corso.
In altre parole, i responsabili di Demonoid avrebbero ricevuto
svariate comunicazioni sulla possibile interruzione del servizio in seguito all'annullamento dei termini contrattuali. Quello che è puntualmente
avvenuto nei giorni scorsi, con il sequestro dei server e la chiusura degli indirizzi IP.
A muoversi sono stati gli agenti della divisione crimini economici dell'Interpol, come sottolineato dal ministro ucraino agli Interni Sergei Burlakov. A sorpresa, le indagini su Demonoid non sarebbero state avviate dagli Stati Uniti - Demonoid era incluso nella specifica lista dei nemici del diritto d'autore - bensì dalle autorità messicane.
Lo stesso ministro Burlakov ha confermato l'avvio delle indagini in terra messicana, in seguito
all'arresto di un amministratore del sito a Monterrey. Demonoid era stato già bloccato in Messico nell'autunno del 2011, con la chiusura improvvisa di tutti gli accessi al
tracker del torrentismo.
Mauro Vecchio