Editoria, un passo avanti, due indietro

Abruzzo, Masi, Chiti, Giulietti, un quartetto di voci che non riesce a trovare una armonia, difficile da raggiungere con una legge come quella sull'editoria. Intanto crescono le voci che chiedono l'immediata revisione della normativa

Editoria, un passo avanti, due indietroRoma - "Chi fa informazione di attualità deve registrarsi". Questa la sintesi di una delle ultime interpretazioni della legge 62/2001, fatta dal presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo. Un concetto espresso sia su Vita.it che in un incontro radiofonico su Radio Popolare di Milano nei giorni scorsi.

Gli fa contro-eco l'onorevole Giuseppe Giulietti, relatore della legge, che sostiene: "Chi ha un proprio sito personale o anche chi comunque lo aggiorna periodicamente, ma non è interessato ai benefici (le sovvenzioni previste dalla legge, ndr), non deve registrarsi da nessuna parte". E Giulietti specifica: "La mia non è una interpretazione".

Eco a Giulietti la fa invece Mauro Masi, commissario straordinario della SIAE e uno degli autori della legge. In una intervista su Clarence.com, Masi spiega: "La legge non prevede alcun vincolo di registrazione per i siti, in nessun modo. Non c'è nessun vincolo aggiuntivo rispetto a quelli che erano presenti prima della legge".
Masi sottolinea: "E ' chiaro che il regolamento di attuazione, nel momento in cui si devono dare dei contributi e fornire un sostegno pubblico, imporrà dei vincoli, compresa la registrazione per quelle testate che richiederanno i soldi. Tutto ciò sarà valido solo per chi vorrà accedere al finanziamento". Quindi chi vorrà stare a guardare mentre i big dell'editoria cartacea migrano i propri business online a spese del contribuente potrà farlo in santa pace. Gli altri potranno associarsi alla grande abbuffata, basterà pagare i balzelli che occorrono all'Ordine dei giornalisti e mettere su una testata finalmente "ufficiale".

Non sembra però d'accordo con Masi il sottosegretario con mandato per l'editoria Vannino Chiti, che su Repubblica.it spiegava due giorni fa che: "Se uno fa una pubblicazione cartacea, questa richiede regole di trasparenza e di controllo. Non mi pare che se viene fatto via Internet non debba avere gli stessi requisiti". Insistendo: "Se invece periodicamente e in modo continuato ha un rapporto informativo io sostengo che è giusto registrarsi". Chiti è però smentito proprio da Giulietti, che affermava ieri: "la questione dell'aggiornamento non c'entra proprio nulla".

Ma persino Giulietti ha invitato la Presidenza del Consiglio a fare quello che potrebbe invece garantire del tutto solo una legge interpretativa del Parlamento, cioè "una circolare esplicativa" che possa essere diffusa "in rete e sugli altri mass media". Che ci siano problemi, dunque, non ne dubita neanche il relatore della legge.

La questione si fa intricata ancora di più se si considera l'interpretazione che a tutto questo ha dato Abruzzo, che via radio faceva sapere che la legge "parla di giornali online". E aggiungeva: "Per quanto riguarda Internet si registrano tutte quelle testate che hanno le caratteristiche della carta stampata, non certamente il portale". Specificando che "tutti quei giornali che fanno informazione legata all'attualità si registrano". E il giorno dopo su Vita.it: "Non vanno registrati i portali, ma le loro sezioni dedicate all'attualità. Per quanto riguarda poi i siti del volontariato, ribadisco che non spendono una lira".
TAG: censura
665 Commenti alla Notizia Editoria, un passo avanti, due indietro
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  • Apprendendo questa triste notizia verrebbe da inveire contro i soliti noti dell'editoria, ma forse è meglio rimboccarsi le maniche e dimostrare a questi "censori" che la diffusione dell'informazione non si può fermare semplicemente facendo una legge che chiaramente va contro i diritti di un qualunque cittadino decida di esprimersi attraverso la rete.
    Forse è giunto il momento di dimostrare a questi personaggi che non si può "regolamentare" come dicono l'espressione delle persone.
    La rete oramai è l'unico strumento che è rimasto a le persone di tutto il mondo per esprimersi liberamente avendo la possibilità di raggiungere ogni angolo sperduto del mondo e questo fa paura ad un sistema che cerca sempre di più di controllarci in ogni aspetto della nostra vita, e dunque è giusto tenerselo questo strumento.
    Verranno a prenderci tutti a casa per farci chiudere i nostri innoqui siti web !?!?!?

    non+autenticato
  • Se non son riusciti i Talebani, a distruggere l'occidente, ci riprovano subdolamente,i soliti ideologizzati ed "ignoti" di casa nostra.
    No ai burka sulle nostre teste...
    Buttiamoli a mare !
    Vincenzo
    non+autenticato
  • senza fare la solita retorica,ma di questo sono realmente convinto...se questo e come tutto il resto succede,è perchè tutto non va come dovrebbe essere,tutti o quasi siamo presi a camminare in un circolo perverso che oscura la vita e il suo vero cammino,lontano dall assurdo,dalle religioni i soldi ,assurde regole di vita e assurdi poteri che ci fanno perdere prezzioso tempo.lorenzo



                
    non+autenticato
  • SUL WEB DEVE RIMANERE DI TUTTO STA A NOI A EVITARNE I LATI NEGATIVI PROPRIO COME SUCCEDE NELLA VITA QUOTIDIANA
    PER I MINORI STA ALLE FAMIGLIE DIFENDERLI PROPRIO COME AVVIENE NELLA VITA
    IN SINTESI E' IL BUON SENSO CHE CI DEVE GUIDARE NELLE SCELTE DI TUTTI I GIORNI
    non+autenticato
  • penso che la censura sia uno dei mezzi più adottati per uccidere l ' arte , non c' è niente di vergognoso a mostrare il seno di una donna , perchè è un simbolo di maternità ;
    anche censurare il sesso è stupido e inutile , dopotutto oramai perfino i bimbi dell ' asilo ne sono esperti!
    è ovvio che la censura dovrebbe in parte restare , ma solo a tutela di cose seriamente volgari , come sesso orale , anale o con animali .
    in un fumetto in cui un disegnatore vuol fare apparire nudo il personaggio interviene sempre la censura . . . allora mi chiedo io , se un disegno è un opera d ' arte e nei quadri il nudo è concesso , perchè censurare i fumetti ?
    sia i manga che i quadri o le statue sono opere !
    inoltre il nudo era prediletto dagli artisti sin dai tempi romani !
    è tutto . . . polverone .
    non+autenticato
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