Luca Annunziata

Samsung e Apple, l'attesa finale

Colloqui al vertice tra le due contendenti senza esito. Nella nottata italiana le arringhe conclusive. Poi la giuria si ritirerÓ per decidere

Roma - Un tentativo in extremis, dettato dalla volontà del volitivo giudice Koh di provare a risolvere la faccenda senza dover arrivare a una sentenza in aula. Nulla di fatto: Tim Cook e Kwon Oh Hyun si sono parlati per 11 ore nella giornata di ieri, tentando di trovare un accordo che soddisfacesse sia Apple che Samsung, ma alla fine il compromesso non è stato trovato. La Corte Distrettuale californiana ha dovuto prendere atto della fumata nera, e con le arringhe finali in programma per oggi il processo si avvia alla sua conclusione.

Nella notte a cavallo tra martedì e mercoledì, considerando il fuso orario, gli avvocati delle due aziende tenteranno l'assalto finale alle convizioni dei giurati: Apple proverà a convincerli che Samsung ha copiato "spudoratamente" il design e alcune funzioni dei suoi prodotti, violando brevetti su brevetti per un totale di almeno 2,5 miliardi di dollari di danni, Samsung sosterrà lo stesso per quanto attiene alcuni titoli relativi alla tecnologia 3G ma con un danno "contenuto" in qualcosa meno di 400 milioni di dollari (cifre "gonfiate" secondo Cupertino). Ai giurati toccherà il complicato compito di destreggiarsi tra decine di rivendicazioni e stabilire a chi dare ragione in quale caso: la quantificazione del danno sarà altrettanto complessa, dovendo decidere a quale interpretazione offerta da quale perito affidarsi.

Nelle battute finali, per altro, Samsung ha ottenuto alcune conquiste significative: il giudice ha infatti accettato un ricorso relativo alla distruzione di prove, che di fatto esclude dal giudizio ogni riferimento alla condotta di Samsung al riguardo. Apple aveva messo in luce che l'azienda coreana non aveva tenuto la condotta diligente che in questi casi "obbliga" a preservare i documenti che potrebbero risultare significativi nel dibattito in aula: peccato che, come ha stabilito il giudice Koh, anche Apple abbia commesso degli errori in tal senso (ha avvisato troppo tardi i suoi dipendenti di mettere in salvo le email legate al caso) e pertanto ha perduto il diritto di far valere nelle "istruzioni" alla giuria questo fattore, di fatto finito escluso dal processo.
Qualunque sarà l'esito del procedimento, comunque, inizia a serpeggiare una certa perplessità tra gli addetti ai lavori: sia che Apple vinca, o se a prevalere fosse Samsung, per i consumatori sarà complicato trarre le conseguenze dalla decisione della giuria californiana. Il risultato di tutto questo procedimento potrebbe essere la sparizione da alcuni mercati di alcuni dispositivi, e la faccenda potrebbe anche essere ininfluente ai fini commerciali e strategici delle aziende. E se l'intera vicenda dei brevetti su multi-touch e angoli arrotondati finisse per ridursi a una sterile questione da azzeccagarbugli?

Luca Annunziata

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