E se la RIAA venisse fermata?

di Alberigo Massucci - Alcuni provider si interpongono e difendono l'anonimato dei propri utenti. Una Corte d'Appello vuole riesaminare il DMCA e il Congresso investiga sulle attività della RIAA. Tutto può accadere

Roma - Scoscesa e scomoda appare la via scelta dalle major della Recording Industry Association of America (RIAA) per perseguire legalmente gli utenti dei sistemi peer-to-peer che condividono e scaricano musica tra di loro. Dopo Verizon, anche SBC ha deciso di puntare al cuore dell'iniziativa RIAA, negando a quest'ultima i nomi di 300 dei propri utenti.

SBC non è un pesce piccolo. Si tratta del più importante provider americano di connettività broad band su tecnologie xDSL con circa 3 milioni di utenti. Non solo, è anche la seconda compagnia telefonica del Midwest e del sudovest degli Stati Uniti. La sua posizione è nettissima: "Ci opporremo ad ogni singola richiesta di nomi che ci proviene da loro (la RIAA, ndr.) fino a quando qualcuno non ci dimostrerà che la nostra posizione è contraria alla legge".

I legali della RIAA hanno già iniziato a sparare a zero contro SBC, sostenendo che l'azienda nei suoi spot per l'ADSL invita i propri utenti a "scaricare musica a piacimento" e che, in realtà, tutto quello che sta facendo è tentare di proteggere i tanti che sfrutterebbero la connettività broad band per far girare materiale illegale. Di fatto SBC, sostiene la RIAA, trae un profitto diretto dalle attività illegali dei propri utenti.
Nulla di nuovo sotto il sole, dunque, se non fosse che SBC si è impuntata sulla questione in un momento complicato. A Washington, infatti, una commissione del Congresso ha iniziato a mettere sotto esame l'uso che la RIAA ha fin qui fatto dello strumento della "subpoena", nome tecnico di un documento ufficiale di richiesta che ha forza di legge e che le major possono spedire ai provider per chiedere loro i nomi di utenti che ritengono implicati in attività illegali. Non tutti al Congresso sono convinti che l'uso di queste subpoena sia conforme a quanto previsto dalla legge, in particolare dal DMCA (Digital Millennium Copyright Act), e non ne è convinta nemmeno una Corte d'appello federale che nelle scorse ore si è posta la stessa domanda, analizzando la posizione di Verizon.

Verizon, che in passato le ha tentate tutte per evitare di consegnare alla RIAA i nomi dei propri utenti, sostiene che gli strumenti come le subpoena previsti dal DMCA riguardano esclusivamente fattispecie di utenti che pubblicano su web materiali sospetti o illegali. L'avvento del peer-to-peer nel 1998, anno di entrata in vigore del DMCA, non era dunque previsto e va da sé che la legge non consentirebbe alcuna "intrusione" come quella operata dalla RIAA. Una tesi naturalmente rigettata dagli avvocati delle major.

Come si vede, però, la questione si va ingarbugliando. Solo qualche settimana fa i vertici della RIAA sembravano estremamente fiduciosi di ricavare migliaia di nomi da denunciare, e hanno effettivamente denunciato 261 persone, mentre oggi invece si trovano con un paniere difficile da gestire. Da un lato ci sono clamorose gaffe sul piano delle public relations, come le denunce ad una 12enne, dall'altro ci sono le dispute legali con i provider che, come si vede, si fanno aspre. Senza contare le crescenti ire dei consumatori.

Il tutto è condito da sondaggi che indicano come gli studenti americani, in particolare quelli universitari, continuino a scaricare dal P2P materiali illegali senza farsi grandi problemi in merito. Novità di questi giorni, poi, è che al Congresso si fanno largo idee come quella del senatore Sam Brownback, autore di una proposta di legge che vuole schermare i provider dalle subpoena in questione, autorizzandole soltanto quando gli utenti siano "indagati" per attività commesse su Web, e non sul P2P. Inoltre, momenti "a rischio" per la RIAA potrebbero rivelarsi le audizioni previste per il 30 settembre presso la Sottocommissione permanente sulle Attività investigative del Congresso, che indagherà sul diritto alla privacy degli utenti e sugli effetti della tecnologia sulle operazioni delle forze dell'ordine, audizioni alle quali parteciperanno provider e major.

A fronte di quanto sta accadendo, dunque, in tanti iniziano a porsi una domanda alla quale oggi è difficile rispondere. Se l'assalto della RIAA fosse fermato sul piano giuridico, se i suoi avvocati davvero non potessero trascinare in tribunale gli utenti "sospettati" di attività illegali, cosa ne sarebbe della RIAA stessa che in questa crociata ha investito tutto, in primis la propria credibilità? E cosa ne sarebbe dell'industria di settore se la più importante iniziativa legale contro la pirateria su internet si rivelasse un fallimento?

Alberigo Massucci
84 Commenti alla Notizia E se la RIAA venisse fermata?
Ordina
  • Non sono convinto che la RIAA verrà mai condannata, anche se sarebbe giusto che ciò accadesse.

    Per quel che mi riguarda ho smesso di acquistare CD e altro quando ho capito quali sono (secondo me) i reali obbiettivi da perseguire.
    Far tornare il mondo della discografia ad un lavoro come un altro, uno che decide di fare l'idraulico non diventa necessariamente ricco ma comunque è benestante, così deve essere per quelli che lavorano nel mondo dello spettacolo, perchè non è giusto destinare tali risorse a persone che ci intattengono ma di cui possiamo fare a meno.
    Quindi bisogna ottenere:

    Niente più band o cantanti miliardari
    Niente più discografici miliardari
    CD a meno di 8 euro
    Libertà di fare musica senza dover chiedere stupidi permessi
    Registro gratuito per le opere musicali
    Grande ridimensionamento del cosidetto "successo" con eliminazione della ritorno economico, in pratica canto xchè è un lavoro, xchè mi piace, e xchè rende famoso non xchè mi rende ricco.

    Pentawa
  • ... capisco che si voglia dimostrare la priopria tesi ma qui con i condizionali si fa un trattato!
    l fatto che il DMCA si applichi sul web escludendo il p2p sta a significare che si accetterebbe di creare una zona franca dove tutto è permesso (se nulla si può vietare...). Pare chiaro che non è una soluzione praticabile perchè verrebbe a includere violazioni della legge altrettanto gravi e ben più allarmati sul piano sociale (pedopornografia soprattutto ma anche scambio di informazioni a fini terroristici, etc.).
    Quanto alle ire dei conumatori poi occorrerebbe stabilire QUALI consumatori sono chiamati in causa: se parliamo di consumatori di cd-r, pc, bande larghe che utilizzano quasti strumenti per appropriarsi di film e musica allora va bene. Ma il consumatore di musica se compra il proprio cd è ben lontano dall'infuriarsi perchè lo scambio in rete viene monitorato e perseguito ove illegale... tra l'altro nell'articolo si evita accuratamente di dare notizia del fatto che i soggetti dei quali viene richiesta l'identità sono degli "heavy uploaders" ovvero condividono in rete oltre 600 files al giorno (e pare evidente che siamo ben oltre la semplice marachella).
    Finiamo con le pubbliche relazioni, sarò esplicito: a qualcuno di voi importa qualcosa di non fare brutta figura con la famiglia e gli amici di uno che vi sta rubando la macchina? No, lo chiamerste ladro comunque e cerchereste comunque di bloccarlo e farvi restituire o pagare il maltolto... quindi...
    Per concludere, per fare i giornalisti non guasterebbe offrire le notizie in maniera più oggettiva, sennò si diventa comici...

    Avv. Piero LaScure

    non+autenticato
  • l'esempio sull'auto (proprietà fisica) è stato infinite volte dimostrato come non pertinente alle proprietà intellettuali.



    chi "ruba" sono i clienti riaa.


    concorderà con me nel dire che se il furto lo commette una persona, questo è un problema da studiare a livello microscopico, nel dettaglio di chi ha rubato, perché ecc ecc

    mentre se i furti vengono complessivamente commessi da una percentuale davvero grossa, ci si trova dinnanzi ad un problema macroscopico e sociale.

    lungi da me giustificare chi scarica (ognuno ha le proprie ragioni), ma le decine di milioni di utenti p2p non sono "il ladro di macchine".



  • - Scritto da: Anonimo
    > ... capisco che si voglia dimostrare la
    > priopria tesi ma qui con i condizionali si
    > fa un trattato!
    [cut]
    > Per concludere, per fare i giornalisti non
    > guasterebbe offrire le notizie in maniera
    > più oggettiva, sennò si diventa comici...
    >
    > Avv. Piero LaScure
    >
    Caro sig. avvocatoMiFirmoConNomeECognome, vorrei ricordarle un punto saliente:
    Esiste un autorità costituita per indagare sui reati (polizia), distinta dall'autorità adibita a valutare le prove di tali reati ed a commissionare le pene (giudici).
    Nel caso specifico della RIAA un privato si è arrogato il diritto di fare indagini personali, violando la privacy dei cittadini durante le sue indagini.
    Di norma queto diritto possono arrogarselo solo le forze dell'ordine, ed anche in questo caso devono sottostare a regole e regolamenti durante dette indagini. Dal mio punto di vista la RIIA ha commesso un reato di gran lunga più grave delle persone su cui ha indagato.
    Se passa la sua linea di condotta diventerà lecito per un privato scavalcare la privacy di un altro privato in nome di un proprio intesesse leso.

    Non so se sono riuscito ad argomentare a dovere le mie idee, ma faccio il programmatore, non l'avvocato. Tuttavia non capisco come ad un uomo che si occupa di legge possano sfuggire i principi basilari di una democrazia.

  • - Scritto da: Anonimo
    > ... capisco che si voglia dimostrare la
    > priopria tesi ma qui con i condizionali si
    > fa un trattato!
    > l fatto che il DMCA si applichi sul web
    > escludendo il p2p sta a significare che si
    > accetterebbe di creare una zona franca dove
    > tutto è permesso (se nulla si può
    > vietare...).

    Si, e' cosi che deve (o dovrebbe) essere.
    Anche sul web, per quello che mi riguarda.
    E che i genitori tornino a fare i genitori,
    e la polizia torni alle proprie mansioni.

    > Pare chiaro che non è una
    > soluzione praticabile perchè verrebbe a
    > includere violazioni della legge altrettanto
    > gravi e ben più allarmati sul piano sociale

    allarmante per chi ?
    E si mandano un piccione viaggiatore, cosa fai ?
    Mandi in giro i carabineri con le doppiette da caccia ?

    > (pedopornografia soprattutto ma anche
    > scambio di informazioni a fini terroristici,
    > etc.).

    O sei Berlusconi o sei Bush, ti ho scoperto !!!
    Sorride

    > Quanto alle ire dei conumatori poi
    > occorrerebbe stabilire QUALI consumatori
    > sono chiamati in causa: se parliamo di
    > consumatori di cd-r, pc, bande larghe che
    > utilizzano quasti strumenti per appropriarsi
    > di film e musica allora va bene.

    va bene cosa ? va tutto malissimo

    > Ma il
    > consumatore di musica se compra il proprio
    > cd è ben lontano dall'infuriarsi perchè lo
    > scambio in rete viene monitorato e
    > perseguito ove illegale...

    'ove illegale' e' la parola giusta, non e' illegale dappertutto.

    > tra l'altro
    > nell'articolo si evita accuratamente di dare
    > notizia del fatto che i soggetti dei quali
    > viene richiesta l'identità sono degli "heavy
    > uploaders" ovvero condividono in rete oltre
    > 600 files al giorno (e pare evidente che
    > siamo ben oltre la semplice marachella).

    Terroristi sono, altro che balle Sorride
    Ma ti rendi conto della gravita' che comporano le tue affermazioni nei confronti delle liberta' individuali e fondamentali ?
    Il tuo e' un attacco, inciti al liberticidio.

    > Finiamo con le pubbliche relazioni, sarò
    > esplicito: a qualcuno di voi importa
    > qualcosa di non fare brutta figura con la
    > famiglia e gli amici di uno che vi sta
    > rubando la macchina? No, lo chiamerste ladro
    > comunque e cerchereste comunque di bloccarlo
    > e farvi restituire o pagare il maltolto...
    > quindi...
    > Per concludere, per fare i giornalisti non
    > guasterebbe offrire le notizie in maniera
    > più oggettiva, sennò si diventa comici...
    >

    comici o .... complici ?

    > Avv. Piero LaScure
    >


    brrr....che cavolo di nick ti sei scelto ?
    Ciao



    non+autenticato
  • Vediamo di analizzare l'articolo....

    Roma - Scoscesa e scomoda appare la via scelta dalle major della Recording Industry Association of America (RIAA) per perseguire legalmente gli utenti dei sistemi peer-to-peer che condividono e scaricano musica tra di loro. Dopo Verizon, anche SBC ha deciso di puntare al cuore dell'iniziativa RIAA, negando a quest'ultima i nomi di 300 dei propri utenti.

    Primo stralcio.
    Nessun condizionale utilizzato.
    Nessuna opinione personale dell'autore.
    Si tratta infatti della descrizione di uno stato di fatto: se c'è chi ostacola quanto la RIAA vuol fare, appare ovvio che la sua "strada" sia scoscesa e scomoda.

    SBC non è un pesce piccolo. Si tratta del più importante provider americano di connettività broad band su tecnologie xDSL con circa 3 milioni di utenti. Non solo, è anche la seconda compagnia telefonica del Midwest e del sudovest degli Stati Uniti. La sua posizione è nettissima: "Ci opporremo ad ogni singola richiesta di nomi che ci proviene da loro (la RIAA, ndr.) fino a quando qualcuno non ci dimostrerà che la nostra posizione è contraria alla legge".

    Secondo stralcio.
    Nessun condizionale utilizzato.
    Nessuna opinione personale dell'autore.
    Si tratta nuovamente della descrizione di uno stato di fatto. Il provider è il provider. La sua posizione è la sua posizione.

    I legali della RIAA hanno già iniziato a sparare a zero contro SBC, sostenendo che l'azienda nei suoi spot per l'ADSL invita i propri utenti a "scaricare musica a piacimento" e che, in realtà, tutto quello che sta facendo è tentare di proteggere i tanti che sfrutterebbero la connettività broad band per far girare materiale illegale. Di fatto SBC, sostiene la RIAA, trae un profitto diretto dalle attività illegali dei propri utenti.

    Terzo stralcio.
    Un condizionale utilizzato.
    Nessuna opinione personale dell'autore.
    Si tratta infatti della tesi sostenuta dalla RIAA, nè più nè meno.

    Nulla di nuovo sotto il sole, dunque, se non fosse che SBC si è impuntata sulla questione in un momento complicato. A Washington, infatti, una commissione del Congresso ha iniziato a mettere sotto esame l'uso che la RIAA ha fin qui fatto dello strumento della "subpoena", nome tecnico di un documento ufficiale di richiesta che ha forza di legge e che le major possono spedire ai provider per chiedere loro i nomi di utenti che ritengono implicati in attività illegali. Non tutti al Congresso sono convinti che l'uso di queste subpoena sia conforme a quanto previsto dalla legge, in particolare dal DMCA (Digital Millennium Copyright Act), e non ne è convinta nemmeno una Corte d'appello federale che nelle scorse ore si è posta la stessa domanda, analizzando la posizione di Verizon.

    Quarto stralcio.
    Nessun condizionale utilizzato.
    Nessuna opinione personale dell'autore.
    Si tratta nuovamente di un dato di fatto, non è certo idea personale dell'autore che "non tutti al Congresso etc etc" e che "non ne è convinta nemmeno una Corte d'appello federale".


    Verizon, che in passato le ha tentate tutte per evitare di consegnare alla RIAA i nomi dei propri utenti, sostiene che gli strumenti come le subpoena previsti dal DMCA riguardano esclusivamente fattispecie di utenti che pubblicano su web materiali sospetti o illegali. L'avvento del peer-to-peer nel 1998, anno di entrata in vigore del DMCA, non era dunque previsto e va da sé che la legge non consentirebbe alcuna "intrusione" come quella operata dalla RIAA. Una tesi naturalmente rigettata dagli avvocati delle major.

    Quinto stralcio.
    Un condizionale utilizzato.
    Nessuna opinione personale dell'autore.
    Infatti si tratta della tesi sostenuta da Verizon, non di uno strano delirio post-marijuana dell'articolista.

    Come si vede, però, la questione si va ingarbugliando. Solo qualche settimana fa i vertici della RIAA sembravano estremamente fiduciosi di ricavare migliaia di nomi da denunciare, e hanno effettivamente denunciato 261 persone, mentre oggi invece si trovano con un paniere difficile da gestire. Da un lato ci sono clamorose gaffe sul piano delle public relations, come le denunce ad una 12enne, dall'altro ci sono le dispute legali con i provider che, come si vede, si fanno aspre. Senza contare le crescenti ire dei consumatori.

    non+autenticato
  • Sesto stralcio.
    Nessun condizionale utilizzato.
    Nessuna idea personale dell'autore.
    E' un dato di fatto che la RIAA fosse sicura di quel che faceva.
    E' un dato di fatto che abbia denunciato 200 e rotte persone.
    E' un dato di fatto che tra le denunce ci fosse una 12enne.
    E' un dato di fatto che la sopracitata denuncia abbia fatto scalpore e che non abbia giovato all'immagine della RIAA
    E' un dato di fatto che i provider stiano cercando di ostacolare la RIAA
    E' un dato di fatto che i consumatori siano vagamente imbufaliti per le denunce e per i prezzi esorbitanti della musica.


    Il tutto è condito da sondaggi che indicano come gli studenti americani, in particolare quelli universitari, continuino a scaricare dal P2P materiali illegali senza farsi grandi problemi in merito.


    Settimo stralcio.
    Nessun condizionale utilizzato.
    Nessuna opinione personale dell'autore.
    Si parla di sondaggi no?Sorride

    Novità di questi giorni, poi, è che al Congresso si fanno largo idee come quella del senatore Sam Brownback, autore di una proposta di legge che vuole schermare i provider dalle subpoena in questione, autorizzandole soltanto quando gli utenti siano "indagati" per attività commesse su Web, e non sul P2P.

    Ottavo stralcio.
    Nessun condizionale utilizzato.
    Nessuna idea personale dell'autore.
    O forse si pensa che stia cercando di mettere in bocca a Mr Brownback parole non sue?Sorride

    Inoltre, momenti "a rischio" per la RIAA potrebbero rivelarsi le audizioni previste per il 30 settembre presso la Sottocommissione permanente sulle Attività investigative del Congresso, che indagherà sul diritto alla privacy degli utenti e sugli effetti della tecnologia sulle operazioni delle forze dell'ordine, audizioni alle quali parteciperanno provider e major.

    Nono stralcio.
    Un condizionale utilizzato.
    Una piccola idea personale dell'autore.
    Sì perchè in effetti tali audizioni potrebbero anche lasciare tutto così com'è.
    E questo condizionale "rovinerebbe" l'oggettività dell'articolo? Ma come sarebbe stato possibile riportare notizia di tali audizioni senza far trapelare in alcun modo una lieve propensione per l'una o per l'altra parte?
    Detto così si accusa l'autore di voler difendere il p2p a tutti i costi.
    Ok, attendiamo fiduciosi di leggere una versione della stessa notizia scritta in modo tale da non far trapelare alcuna inclinazione nè verso un lato nè verso l'altro.

    A fronte di quanto sta accadendo, dunque, in tanti iniziano a porsi una domanda alla quale oggi è difficile rispondere. Se l'assalto della RIAA fosse fermato sul piano giuridico, se i suoi avvocati davvero non potessero trascinare in tribunale gli utenti "sospettati" di attività illegali, cosa ne sarebbe della RIAA stessa che in questa crociata ha investito tutto, in primis la propria credibilità? E cosa ne sarebbe dell'industria di settore se la più importante iniziativa legale contro la pirateria su internet si rivelasse un fallimento?

    Decimo ed ultimo stralcio.
    Due condizionali utilizzati.
    Nessuna opinione personale dell'autore.
    Nessuna perchè gli interrogativi posti probabilmente sono venuti in mente a tutte le persone che si interessano per qualechesia motivo a questo caso.
    O forse non è lecito riportare questi dubbi (peraltro a mio avviso del tutto non tendenziosi)?

    Capisco che l'argomento a molti possa essere venuto a nausea, in effetti se ne parla molto spesso.
    Personalmente continuo a seguire la vicenda (solo qui su PI) perchè trovo divertente leggere le opinioni e perchè trovo esilaranti gli scambi di post tra i sostenitori delle due correnti.
    Non fatico comunque a comprendere che a qualcuno la cosa possa essere venuta a nausea.
    Tuttavia, non ritengo che un fastidio del genere possa giustificare il tacciare di soggettività un articolista che, IMHO, ha scritto un articolo tranquillo ed imparziale.
    Certo, si potrebbe sindacare sull'uso di una parola piuttosto che di un'altra, ma allora dovremmo abolire i giornalisti in toto, in quanto QUALUNQUE parola della lingua italiana può essere tendenziosa, e l'imparzialità TOTALE in quel senso intesa NON esiste nè mai esisterà.

    Ho scritto abbastanza, torno in letargoSorride

    Esimio Avvocato, i miei DispettiA bocca aperta
    non+autenticato


  • non ho capito, me lo riassumeresti in 3 righe ?

    Ciao
    non sono l'autore del post originale
    non+autenticato
  • Detto in breve senza "dimostrazioni":
    l'articolo, a mio avviso, è perfettamente oggettivo e se uno non è d'accordo non mi pare cmq il caso di "spalar letame" su chi l'ha scritto accusandolo di essere troppo faziosoSorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Detto in breve senza "dimostrazioni":
    > l'articolo, a mio avviso, è perfettamente
    > oggettivo e se uno non è d'accordo non mi
    > pare cmq il caso di "spalar letame" su chi
    > l'ha scritto accusandolo di essere troppo
    > faziosoSorride

    Concordo
    Ciao
    non+autenticato

  • > l fatto che il DMCA si applichi sul web
    > escludendo il p2p sta a significare che si
    > accetterebbe di creare una zona franca dove
    > tutto è permesso (se nulla si può
    > vietare...).

    Concordo. Ma e' una tesi sostenuta da avvocati specializzati e riportata da Alberigo. Puo' non piacere, ovvio.


    >Pare chiaro che non è una
    > soluzione praticabile

    Esiste una legge, il DMCA. Il punto e': viene rispettata?
    Che sia opportuna o meno credo sia ora inutile discuterne.


    > Quanto alle ire dei conumatori poi
    > occorrerebbe stabilire QUALI consumatori

    Credo sia ben descritto no?


    >Ma il
    > consumatore di musica se compra il proprio
    > cd è ben lontano dall'infuriarsi perchè lo
    > scambio in rete viene monitorato e
    > perseguito ove illegale...

    Come dice lei stesso, questo non accade sempre. Non capisco comunque cosa questo abbia a che fare con il commento di Alberigo.


    > nell'articolo si evita accuratamente di dare
    > notizia del fatto che i soggetti dei quali
    > viene richiesta l'identità sono degli "heavy
    > uploaders" ovvero condividono in rete oltre
    > 600 files al giorno

    A parte che di questa cosa non si e' fatto che parlare su queste stesse pagine, per Verizon, o per SBC, che siano 6 o 6mila non fa alcuna differenza.


    > Finiamo con le pubbliche relazioni, sarò
    > esplicito: a qualcuno di voi importa
    > qualcosa di non fare brutta figura con la
    > famiglia e gli amici di uno che vi sta
    > rubando la macchina?

    Ah! Mi scuso, non avevo capito che tutto quello che precede questa affermazione (priva di senso) fossero pubbliche relazioni. Sinceramente da un legale mi sarei aspettato di piu'. Segnalero' comunque il suo post ad Alberigo.

    Saluti,

    Lamberto Assenti

    ps. si e' accorto che c'e' scritto "Commento" all'inizio dell'articolo?
    Lamb
    754
  • Il mio illustre collega dovrebbe riflettere sulle drammatiche vicende relative alla messa al bando delle bevande alcoliche negli Stati Uniti, il cosiddetto Proibizionismo. Tale legislazione, senza dubbio ispirata ai più alti principi morali, si risolse in un disastro totale. Le più spietate pratiche di polizia, e l'estrema severità con cui i tribunali tentarono di applicare il dettato legislativo, conseguirono l'unico risultato di dare alla luce la più potente struttura criminale che stato civile ricordi. E' buon senso giuridico rammmentare sempre che la legge deve seguire i costumi (mores), mentre il viceversa non si verifica se non in circostanze eccezionali. In un periodo di rapidissimi mutamenti tecnologici, economici e sociali quali quelli a cui stiamo assistendo, una delle principali doti richieste alla classe dirigente dovrebbe consistere in una illuminata saggezza, e soprattutto nella capacità di condividere l'ethos della gente che si pretende di governare. Nella vicenda in questione tutto ciò appare al sottoscritto come drammaticamente assente.
    Un lettore dei forum di Punto Informatico
    non+autenticato
  • A bocca aperta

    cazzo che bello!!! W l'america!!!!!


    yeeeeeeeeeeeeee!!!!


    MUSICA RAGAZZI!!!


    mi piacerebbe sapere se il DMCA influirà anche sull'EUCD e compagni.... anche in questo senso.
    non+autenticato
  • [..]
    A Washington, infatti, una commissione del Congresso ha iniziato a mettere sotto esame l'uso che la RIAA ha fin qui fatto dello strumento della "subpoena", nome tecnico di un documento ufficiale di richiesta che ha forza di legge e che le major possono spedire ai provider per chiedere loro i nomi di utenti che ritengono implicati in attività illegali. Non tutti al Congresso sono convinti che l'uso di queste subpoena sia conforme a quanto previsto dalla legge, in particolare dal DMCA (Digital Millennium Copyright Act), e non ne è convinta nemmeno una Corte d'appello federale che nelle scorse ore si è posta la stessa domanda, analizzando la posizione di Verizon.
    [..]

    Volevo chiedere.....dato che mi trovo in difficolta'....
    Se la Corte Suprema, il Congresso, o comunque un organo di Stato, dira' che la Riaa non ha alcun potere giuridico per farsi consegnare i nomi degli utenti, cosa accadra'?

    Cioe'..... i virus writer, vanno in galera perche' creano backdoor, distruggono file etc.etc... cosa succedera' alla Riaa? Verra' anch'essa messa tutta in galera ( recintando il palazzo ) in quanto ha "dichiaratamente" affermato di intrufolarsi nei pc degli utenti?

    Aiutatemi a capire!
    ryoga
    2003
  • credo, il diritto americano e' differente da quello italiano, che qualcuno debba prendere e denunciare il fatto. Esempio il pubblico ministero che a questo punto ritenute non valide le giustificazioni addotte dalla riaa (dmca) decide di denunciare la riaa per abuso di posizione (o qcosa di similare).
    Ovvio che ci credo poco, non lo vedo un pubblico ministero, per rampante che sia, a farsi carico di una denuncia di tale portata... c'e' anche da dire che in caso di vittoria a questo pm si spalancherebbero le porte di parecchie cose interessanti... politica in primis.

    Tornando al discorso di prima, qualcuno deve farne richiesta non e' una cosa automatica

    Critiche costruttive, consigli & co. sempre benvenuti
  • No io chiedevo :
    se per caso, un domani, la Riaa venisse bloccata dalle leggi (o dai giudici ) americani, ed un cittadino coinvolto ( uno dei denunciati ), denunciasse la Riaa per essersi intrufolata nel suo pc violando i suoi permessi ( io condivido, non ti do il permesso di vedere cio' che ho per scoprire i miei gusti musicali e per poi denunciarmi ), quest'ultima ( Riaa ) , non dovrebbe esser messa allo stesso livello di un virus writer ?
    ryoga
    2003
  • Dipende dal virus, in sostanza la RIAA non ha danneggiato il pc... potrebbe esserci un estremo di... vediamo:

    violazione privacy
    violazione domicilio privato (eh si, il pc e' come casa mia)
    ...se il mio nome e' stato reso pubblico e io ho perso il lavoro per causa loro....

    In teoria le cose da addurre al comportamento della RIAA (ricomincio a scrivere la maiuscole...) potrebbero essere le piu' diverse, ricordiamo che negli Stai Uniti d'America si vincono le cause perche' uno si e' scottato bevendo il caffe' "bollente" che aveva chiesto!!! Si potrebbe andare avanti con "stress psicologico" dello sharer, se magari e' stato costretto ad andare da uno psicologo per le preoccupazioni causate dalla RIAA? chi gliele paga le spese?

    Insomma tutto dipende da quante palle hai tu e quante gli avvocati a cui ti affideresti! Non dimentichiamo che la RIAA puo' permettersi di pagare 100$ a minuto per una schiera di avvocati per un bel po' di tempo senza risentirne...

    Credo sia tutto relativo a che "grado" di colpevolezza viene affibiato alla RIAA. La M$ ne e' uscita con una multarellaA bocca aperta

    Critiche costruttive consigli & co sempre benvenuti

  • - Scritto da: AndreaMilano
    > Dipende dal virus, in sostanza la RIAA non
    > ha danneggiato il pc... potrebbe esserci un
    > estremo di... vediamo:
    >
    > violazione privacy
    > violazione domicilio privato (eh si, il pc
    > e' come casa mia)

    Putroppo ci sono persone cui questo concetto ancora non e' chiaro.
    Vedi Carnivore, Echelon, la Telecom, e tutto quello che ancora non conosciamo.

    > ...se il mio nome e' stato reso pubblico e
    > io ho perso il lavoro per causa loro....
    >

    Questo sarebbe davvero grave

    > In teoria le cose da addurre al
    > comportamento della RIAA (ricomincio a
    > scrivere la maiuscole...) potrebbero essere
    > le piu' diverse, ricordiamo che negli Stai
    > Uniti d'America si vincono le cause perche'
    > uno si e' scottato bevendo il caffe'
    > "bollente" che aveva chiesto!!! Si potrebbe
    > andare avanti con "stress psicologico" dello
    > sharer, se magari e' stato costretto ad
    > andare da uno psicologo per le
    > preoccupazioni causate dalla RIAA? chi
    > gliele paga le spese?
    >

    la mutua ? Sorride

    > Insomma tutto dipende da quante palle hai tu
    > e quante gli avvocati a cui ti affideresti!
    > Non dimentichiamo che la RIAA puo'
    > permettersi di pagare 100$ a minuto per una
    > schiera di avvocati per un bel po' di tempo
    > senza risentirne...
    >

    Una cosa e' capire questo fatto, e qui mi sembra lo abbiamo capito tutti.
    Un' altra cosa e' accettarlo, e qui mi sembra che in pochi esprimano il proprio dissenso.
    Io non accetto una giustizia di questo tipo.

    > Credo sia tutto relativo a che "grado" di
    > colpevolezza viene affibiato alla RIAA. La
    > M$ ne e' uscita con una multarellaA bocca aperta
    >

    La M$ e Bill Gates sono la azienda e le persona piu' ricche del mondo, oggi.
    Non mi sembra che abbiano minimamente risentito della multarella (io lo chiamerei 'buffetto amichevole' piu' che multarella).
    Che punizione e' pagare 1 milione quando ne ho 45 nel portafoglio ?
    Significa che posso perpetrare lo stesso reato, o peggio, ancora almeno 44 volte. Sorride E se tutto va come e' ancdato fino ad oggi (1 milione di multa contro 45 di guadagno), alla fine il signore scoppiera' di salute Sorride

    > Critiche costruttive consigli & co sempre
    > benvenuti

    Ciao
    non+autenticato
  • infatti, percio' ho detto multarella!

    per la FSF a essere onesti ne ero allo oscuro, me miseroSorride

    AM

    PS: per l'apertura di Regina C. nn ci credo ancoraSorride negli usa come in italia abbiamo sovraffollamento carceri
  • Beh, direi di no, sei tu che dai il permesso tramite il tuo software di p2p di vedere il contenuto di determinate parti del tuo sistema. Inoltre non vedo nessun danno che la riaa compia andando a frugare nei file che stai condividendo.
    Il problema è che nessuno verrà mai a casa tua a rompere il cazzo se ti copi un cd che ti hanno prestato o se registri un film che danno in tv.. ma se lo fai sulla pubblica piazza la cosa cambia, non tanto perchè ti vedo e ci smeno dei guadagni con quello che mi rubi, bensì perchè il tuo esempio può scoraggiare chi rispetta la legge e incentivare ad eludere quest'ltima. In sostanza se una legge è sbagliata va cambiata, nn ignorata e basta. Tornando alla tua domanda parti dal principio di chiederti che danno ti ha fatto la Riaa per poter essere accusata? In fin dei conti la privacy per quanto io ritenga sia una manna avrebbe poco senso in una società in cui nessuno si comporta male e in cui nessuno commette reati.. ma la privacy c'è all'interno di una coppia che condivide tutto figuriamoci nell'intero mondo globalizzato.
    non+autenticato

  • - Scritto da: AndreaMilano
    > credo, il diritto americano e' differente da
    > quello italiano, che qualcuno debba
    > prendere e denunciare il fatto. Esempio il
    > pubblico ministero che a questo punto
    > ritenute non valide le giustificazioni
    > addotte dalla riaa (dmca) decide di
    > denunciare la riaa per abuso di posizione (o
    > qcosa di similare).

    Di denunce ne hanno fatte piu' di una (FSF in testa)

    > Ovvio che ci credo poco, non lo vedo un
    > pubblico ministero, per rampante che sia, a
    > farsi carico di una denuncia di tale
    > portata...

    Mica tanto ovvio. Non sono contento di pagare tasse per pagare magistrati che non hanno la forza di opporti alle corporation (RIIA o MS$ che sia)
    Non c'e' da essere rampnti, c'e' solo da essere onesti e fare il proprio lavoro fino in fondo.

    > c'e' anche da dire che in caso di
    > vittoria a questo pm si spalancherebbero le
    > porte di parecchie cose interessanti...
    > politica in primis.
    >

    Secondo me gli si spalancherebbero le porte di San Vittore e Regina Coeli, che e' un po' la sorte che aspetta alla Bocassini e colleghi, se non stanno piu' che attenti.

    > Tornando al discorso di prima, qualcuno deve
    > farne richiesta non e' una cosa automatica
    >

    Le denucie alla RIIAA vengono fatte da apposite organizzazioni, tipo FSF.

    > Critiche costruttive, consigli & co. sempre
    > benvenuti

    Ciao
    non+autenticato
  • Alla riaa non faranno assolutamente nulla.
    Se hai i soldi e il potere sei "intoccabile".
    (al massimo vieni sanzionato....)

    Se invece non hai un soldo, vieni sbattuto in galera
    e viene buttata la chiave.

    ormai la tendenza è chiara.

    non+autenticato

  • - Scritto da: ryoga
    > [..]
    > A Washington, infatti, una commissione del
    > Congresso ha iniziato a mettere sotto esame
    > l'uso che la RIAA ha fin qui fatto dello
    > strumento della "subpoena", nome tecnico di
    > un documento ufficiale di richiesta che ha
    > forza di legge e che le major possono
    > spedire ai provider per chiedere loro i nomi
    > di utenti che ritengono implicati in
    > attività illegali.

    Ne ha fatto un uso criminale, violando ripetutamente il concetto di Proprieta' Privata, con il silenzio assenso di gooverni sia di destra che di sinistra.
    Dopo che abbiamo accettato tutto questo (EUCD per esempio), piangere lacrime postume, e' inutile.

    > Non tutti al Congresso
    > sono convinti che l'uso di queste subpoena
    > sia conforme a quanto previsto dalla legge,
    > in particolare dal DMCA (Digital Millennium
    > Copyright Act), e non ne è convinta nemmeno
    > una Corte d'appello federale che nelle
    > scorse ore si è posta la stessa domanda,
    > analizzando la posizione di Verizon.
    > [..]
    >

    Se fosse previsto dalla legge, allora ci dovremmo sentire tutti autorizzati a entrare in casa altrui senza permesso, perche' sospetto che quello che ci sta dentro e' un criminale (ne ho le prove, ho un testimone, si chiama Igor Marini ..... Sorride )

    > Volevo chiedere.....dato che mi trovo in
    > difficolta'....
    > Se la Corte Suprema, il Congresso, o
    > comunque un organo di Stato, dira' che la
    > Riaa non ha alcun potere giuridico per farsi
    > consegnare i nomi degli utenti, cosa
    > accadra'?
    >

    Spero che i dirigenti che hanno causato tutto questo paghino salato e in prima persona: ma questo, nel mondo occidentale, purtoppo, non e' quasi mai successo.

    > Cioe'..... i virus writer, vanno in galera
    > perche' creano backdoor, distruggono file
    > etc.etc... cosa succedera' alla Riaa?

    Questa e' una affermazione falsa e tendenziosa:
    forse va in galera chi e' colto in fragranza di reato a distruggere files.
    Essere virus writer, di per se, non e' illecito.
    Anzi, IMHO, ogni amminstratore della sicurezza dei sistemi informatici, deve essere anche un buon virus writer, se no come puo' difendersi proattivamente (cioe' senza aspettare patch e aggiornamenti antivirus) ?

    > Verra'
    > anch'essa messa tutta in galera ( recintando
    > il palazzo ) in quanto ha "dichiaratamente"
    > affermato di intrufolarsi nei pc degli
    > utenti?
    >

    Sarebbe bello, ma in galera ci vanno solo i poveracci.

    > Aiutatemi a capire!

    E' semplice, ti faccio un esempio banale:
    1) Guarda la sfilza di reati (gravi) cui e' accusato il berlusca
    2) Guarda la posizione lavorativa attualmente ricoperta dal berlusca

    E' solo un esempio, avrei anche poturo usare nomi di sinistra......(w la par condicio)

    Adesso hai capito ?

    Ciao
    non+autenticato
  • Non hanno colpa gli utenti se si fanno leggi ingiuste e se i monopolisti trovano nella via legale il modo di intimidire non le persone, ma la liberta di pensiero delle persone.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non hanno colpa gli utenti se si fanno leggi
    > ingiuste e se i monopolisti trovano nella
    > via legale il modo di intimidire non le
    > persone, ma la liberta di pensiero delle
    > persone.

    Sono d'accordo. Che si fa ?
    non+autenticato
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