Anche in Italia vietato il cybersquatting

A questo intende puntare il buon Passigli, impegnato nella costruzione di una serie di norme sui domini che, però, non sa che "forma" avranno. Decreto legge, Legge o che?

Firenze - Dice di pensare all'America quando pensa alla situazione dei domini, Stefano Passigli. Il sottosegretario all'Innovazione, che da tempo ha annunciato una nuova normativa sulla questione dei domini, ha spiegato che l'obiettivo è varare "una piattaforma europea in questa materia e per questo abbiamo già un possibile testo che porteremo a Lisbona il 10 e 11 aprile per proporlo agli altri paesi".

Ma quali sono i contenuti del testo? Passigli non è entrato nei dettagli, ha solo affermato che si tratta di "restituire alla rete la sua libertà, un modello che va definito nello strumento normativo e negli aspetti concreti". Passigli spera di risolvere anche il caos generato finora dall'errata o deficiente gestione dei domini .it: "Chi viene penalizzato da un uso illegittimo fatto da un terzo oggi deve andare al tribunale civile: noi faremo in modo che la situazione possa essere più automatica ma risolva anche situazioni che si sono già determinate".

Tra i "nodi" su cui Passigli ha affermato di essere impegnato c'è quello del cybersquatting all'americana: "sarà anche vietata la registrazione di nomi generici il cui fine sia solo quello della rivendita, del commercio dei domini". Secondo Passigli queste sono normative "che non tengono a bloccare la rete, a creare vincoli o ostacoli, ma a dare a tutti la possibilità di usufruire della rete".
Unico problema è che Passigli non ha idea quale forma sarà data a queste dichiarazioni di intenti. Disegno di legge? Decreto legge? "Deciderà il Consiglio dei Ministri", si è limitato a specificare.
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