Email sparite, Clinton nei guai

Si aggrava la situazione per la Casa Bianca dopo la sparizione di tonnellate di posta elettronica. Il ministero della Giustizia ha deciso di investigare

Washington (USA) - Quanto sta accadendo nella capitale americana è sorprendente, perché da noi la Costituzione protegge le massime istituzioni da incursioni nei sistemi informativi e nei bilanci da parte delle autorità inquirenti. Invece proprio questo sta accadendo alla Casa Bianca dove, come segnalato su queste pagine, una quantità di email non sono state archiviate correttamente nel mainframe principale, al punto da renderne impossibile la consultazione.

La situazione, che la Casa Bianca ha minimizzato sostenendo un banale errore tecnico, è stata ripresa dai legali del ministero della Giustizia che vogliono accertarsi che non via sia stato dolo nel "far sparire" quelle email. In particolare, si ritiene che alcune email contengano informazioni essenziali su casi noti e centrali nella storia di questa presidenza americana, dal caso Lewinsky agli scandali sui finanziamenti elettorali.

Il ministero ha deciso di indagare perché c'è chi sostiene che, per mantenere segreto "l'errore tecnico" che veicolava le email in modo "non corretto", la Casa Bianca avrebbe minacciato duramente chi era al corrente della cosa. Naturalmente l'indagine pare destinata a ledere l'immagine di Al Gore, attuale vicepresidente in corsa per la presidenza.
Intanto la Casa Bianca ribadisce che i documenti sono stati perduti in modo "assolutamente casuale" e per "errore umano".
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