Cristina Sciannamblo

PETA, i Pokemon e la cattività videoludica

L'associazione a difesa degli animali lancia la parodia dell'ultimo videogame giapponese, accusato di veicolare messaggi dannosi per la vita degli animali. Nella versione animalista, Pikachu combatte per la liberazione

Roma - "Support Team Plasma", "Free Pikachu", "Occupy Unova": non sono le parole d'ordine di una inedita community di cosplayer, bensì il mantra della nuova battaglia del gruppo animalista PETA contro i Pokemon, accusati di promuovere la crudeltà sugli animali a mezzo videogame.

In occasione del lancio dell'ultima versione del gioco giapponese di culto Black 2 and White 2, l'associazione a difesa degli animali ha pensato bene di proporre la propria parodia - Pokemon Black and Blue - accompagnata da uno slogan che incita alla rivolta: "Liberiamoli tutti". La versione animalista del videogame presenta come protagonista principale Pikachu nelle vesti di combattente contro gli allenatori, per la liberazione dalle torture e dalla prigionia.

Nella pagina creata appositamente da PETA si legge che "proprio come gli animali nel mondo reale, i Pokemon sono trattai come oggetti insensibili e utilizzati per soddisfare il bisogno di intrattenimento degli umani e come soggetti negli esperimenti". Il modo in cui gli animaletti immaginari sono infilati nei pokeball - sostengono gli animalisti - è simile a come i circhi incatenano gli elefanti dentro i vagoni ferroviari per poi costringerli a compiere performance confuse e spesso dolorose apprese a suon di scosse elettriche e bastonate.
I giocatori che volessero aderire alla causa pro-Pokemon, dunque, possono dilettarsi con la versione animalista del game, in una battaglia contro gli allenatori carcerieri, attraverso tattiche che vanno dagli abbracci di gruppo alle proteste, passando per il temutissimo thundershock.

Non è la prima volta che PETA si scaglia contro l'universo del videogame per sottolineare i messaggi di sfruttamento e crudeltà sugli animali presenti anche nelle avventure dei personaggi virtuali più famosi. Proprio un anno fa, il bersaglio dell'organizzazione animalista è stato Super Mario 3D Land, accusato di promuovere, seppur indirettamente, la caccia dei procioni.

Cristina Sciannamblo
Notizie collegate
14 Commenti alla Notizia PETA, i Pokemon e la cattività videoludica
Ordina
  • Ho giocato per anni a tutte le serie pokemon...ho guardato dragonball fino a saperlo a memoria... ho giocato a tutti i videogiochi piu violenti immaginabili, da grand theft auto a zombie etc...ho iniziato tutto questo da quando avevo 6-7 anni, ora ne ho 21. ho 4 gatti a cui voglio bene come figli, sono un grande amante degli animali e della natura e torturerei a morte qualunque vivisezionista o chiunque fa combattere gli animali. Non bevo, non fumo, sono tranquillo e non ho mai avuto una rissa in vita mia.
    Io apprezzo l'obbiettivo della peta, ma esagerano veramente troppo e cominciano a rendersi ridicoli. I videogiochi non scatenano la violenza, ne trasformano in serial killer, sfatiamo questo mito, un bambino è perfettamente in grado di distinguere la finzione dalla realtà.
    Ciò che cambia il carattere di un ragazzino sono la famiglia, la scuola e altri traumi REALI, oltre che alla malattie mentali. Abusi, maltrattamenti, bullismo, malattie mentali sono ciò che rovinano una persona, non certo i videogiochi.
    non+autenticato
  • La peta dimostra chiaramente che le loro ideologie sono solo fanatismi deliranti.

    Un conto è trattare bene gli animali d'affezione (cani, gatti, criceti...), ma le idee della peta (di trattare tutti gli animali allo stesso modo) sono assolutamente assurde.
    non+autenticato
  • Fantasmae pensate che secondo una legenda esiste una serie di giochi chiamata call of duty dove addirittura non si spara a delle papere ma a delle persone!!11!!1!
    apparte che in super mario 3d land non sono procioni ma tanuki, personaggi folkloristici giapponesi, sono pure ignoranti
    non+autenticato
  • Ma sai alla PeTA quanto glie ne frega delle persone? Volevano liberare due scimme che soffrivano di AIDS proclamando che non gli importava delle conseguenze alla popolazione •_•
    non+autenticato
  • Non sono un fan dei pokemon o chissà cosa, però ho giocato alle prime versioni.
    Io ho solo visto che più andavano avanti con le versioni, e più i pokemon venivano trattati meglio (fiocchi, parruchieri, felicità...).
    Io la vedo come prendere un cane randagio e addomesticarlo. Se è aggressivo bisogna incatenarlo per catturarlo. Poi se ne prende cura con amore. Anche l'anime parla di legami di amicizia tra allenatori e pokemon, e quelli che non rispettano questo legame sono quelli che perdono.
    Esattamente come il MOIGE, si sono solo fermati all'apparenza per ottenere notorietà e ottenere l'appoggio da zittelle e perbenisti che non sanno cos'è pokemon.
  • Magari dentro le Poké Ball si nascondono suite extralusso con tanto di umano che dipinge le unghie agli animaletti Rotola dal ridere

    Proprio vero, il male sta negli occhi di chi guarda.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)