massimo mantellini

Contrappunti/ La Rete non è acqua

di M. Mantellini - L'effetto commodity non è (ancora) una realtà per Internet. Quello che cala semmai è il prezzo dei gadget per accedervi. In attesa di capire il destino della banda larga

Contrappunti/ La Rete non è acquaRoma - Fra le molte cose non chiare oggi c'è anche la risposta a questa domanda: "Cosa sta diventando una commodity nel mondo della rete oggi?". La voce Wikipedia della parola "commodity" (che non è il solito inglesismo snob ma un termine di difficile traduzione senza un preciso corrispettivo in italiano) ci aiuta intanto a capire di cosa stiamo parlando. Forse le parole giuste per definirla sono qualcosa di "ottenibile comodamente, pratico".

L'elenco delle merci diventate commodity sul mercato è lungo e vario e va dall'argento alla pancetta di maiale, ma da qualche anno a questa parte, in molti, non casualmente hanno aggiunto alla lista, con un riflesso condizionato che spesso ha fatto in modo che una simile idea abbia poi avuto un riscontro molto ampio, anche l'accesso alla rete Internet. Piano piano - abbiamo sentito ripetere spesso - l'accesso alla Rete diventerà talmente ampio ed impalpabile da trasformarsi in una commodity ed il suo valore, come avviene per i beni di largo consumo quali l'acqua, tenderà a ridursi molto.

In realtà non molto di tutto questo si è fino ad oggi verificato. Per esempio se consideriamo i prezzi dell'accesso a Internet, l'ampia variabilità dei contesti e la grande differenziazione imposta dalla crescita degli accessi in mobilità, dovremmo dedurne che l'idea marxista del servizio che diventa commodity ancora non si è compiutamente realizzata.
Mentre tutto questo accade (o meglio non accade) è interessante notare come invece calino e di molto, spesso con discontinuità improvvise, i prezzi di molte parti di hardware che con la rete hanno vicinanze strette. Google e Samsung, nel corso della scorsa settimana, hanno presentato il nuovo Chromebook, uno strano ibrido fra un netbook, un ultrabook e chissà cos'altro (in pratica la rappresentazione concreta più vicina dell'idea originale che Larry Ellison immaginava quindici anni fa di un "terminale per Internet"), la cui versione base costerà in USA 249 dollari.

Stesso destino hanno avuto i tablet i quali, nati nella raffinata e costosa ideazione di Steve Jobs, hanno prima fisiologicamente ridotto il loro prezzo nella varie imitazioni più o meno griffate e poi hanno subito il colpo secco ed improvviso di Amazon che, forte del proprio modello economico ibrido fra hardware e contenuti, ha di fatto trascinato il prezzo dei tablet da 7 pollici al di sotto del muro dei 200 dollari. E come nessun tablet di quelle dimensioni potrà oggi essere venduto a prezzi molto differenti (farà ovviamente eccezione iPad mini in presentazione questa settimana, ma anch'esso in fasce di prezzo non troppo distanti) così gli ebook reader hanno visto di colpo ridursi il proprio prezzo, ancora una volta in relazione alla perturbazione autoritaria sul mercato imposta da Kindle. Improvvisamente, come per magia, ogni lettore a inchiostro elettronico disponibile sul mercato ha ridotto il proprio prezzo di circa il 50 per cento.

Stiamo quindi assistendo ad una trasformazione dell'hardware per Internet in commodity? Pagheremo sempre meno il "ferro" e sempre di più i contenuti che ne vicarieranno il valore? Difficile dirlo: di sicuro al momento il mercato della connettività sembra avere un valore più stabile rispetto a quello dei terminali che la sfruttano. Se poi aggiungiamo che talvolta i provider si affacciano anche nel mercato ancora acerbo ma già molto presidiato del cloud computing, non è difficile capire come i soggetti che gestiranno la trasformazione di Internet in acqua (una delle metafore alchemiche più longeve e poetiche fra le tante che abbiamo ascoltato negli anni), possiamo comprendere come tutto sia in fondo appena cominciato. Nemmeno è chiaro chi saranno i principali soggetti in campo.

In pochi anni così tante cose della nostra vita sono state travolte e cambiate dall'accesso alla Rete, altre le seguiranno nel breve periodo. Non sappiamo esattamente quali siano e non è chiaro nemmeno se davvero Internet diventerà come l'acqua, se verrà salvaguardata come un set di diritti dell'umanità o si trasformerà nel nostro peggior incubo autoritario.

Massimo Mantellini
Manteblog

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13 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La Rete non è acqua
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  • l'idea marxista del servizio che diventa commodity ???

    eh???
    di grazia, qualcun* (magari lo stesso estensore dell'articolo) mi può spiegare da quale dove salterebbe questa "idea marxista"???
    non+autenticato
  • banda larga. Non ho trovato dove è stato esposto il pensiero a riguardo del destino ... bah ... forse sarà che è tardi ...

    Comunque i terminali sono oggetti di fine anni 70 inizio anni 80, ormai obsoleti e anacronistici, buoni solo per il museo. Il prezzo massimo per questi oggetti vintage è massimo di 50 euri.
    non+autenticato
  • Bah... commodity?
    A me sembra "comodità"... sarebbe meglio che gli inglesi (o americani) usassero il latino, visto che del resto la lingua inglese in gran parte usa termini latini... almeno così le cose sarebbero chiare per tutti.
    La rete non è acqua... certo, anche la benzina non è acqua, o l'elettricità tanto meno. Ma staccare corrente e finire la benzina darebbe molti problemi a questo tipo di economia, piuttosto grossi, anche se solo 150 anni fa la mancanza di queste cose non era proprio un problema.
  • - Scritto da: ninjaverde
    > Bah... commodity?
    > A me sembra "comodità"... sarebbe meglio che gli
    > inglesi (o americani) usassero il latino, visto
    > che del resto la lingua inglese in gran parte usa
    > termini latini... almeno così le cose sarebbero
    > chiare per
    > tutti.

    Commodity e' chiarissimo.
    Se questo concetto nella nostra lingua neolatina non esiste, ben venga l'adozione del termine angolofone.

    > La rete non è acqua... certo, anche la benzina
    > non è acqua, o l'elettricità tanto meno. Ma
    > staccare corrente e finire la benzina darebbe
    > molti problemi a questo tipo di economia,
    > piuttosto grossi, anche se solo 150 anni fa la
    > mancanza di queste cose non era proprio un
    > problema.

    C'erano ancora i venditori di ghiaccio porta a porta.
  • > Commodity e' chiarissimo.
    > Se questo concetto nella nostra lingua neolatina
    > non esiste, ben venga l'adozione del termine
    > angolofone.

    Ma purtroppo la lingua anglofona continua ad essere povera di termini, poi si adatta con frasi di esempi per esplicare significati. Per il nome di persone devono fare lo spelling altrimenti non sanno come scriverle. I grandi scrittori anche di madre lingua anglofona scrivono in francese o
    in lingue europee poichè sono più ricche di vocaboli e di sfumature letterarie. L'informatica è piena di termini latini o derivati dal latino, spesso tali e quali, ma vengono pronunciati all'inglese.
    Quasi non si capiscono tra inglesi del regno unito con l'inglese degli USA
    Devo continuare?
    E poi perchè commodity dovrebbe essere un termine speciale? Questo non lo capisco, semplicemente: comodo. La tecnologia dà "comodità" dov'è il problema di questo termine? Newbie, inesperto
  • - Scritto da: ninjaverde
    > > Commodity e' chiarissimo.
    > > Se questo concetto nella nostra lingua
    > neolatina
    > > non esiste, ben venga l'adozione del termine
    > > angolofone.
    >
    > Ma purtroppo la lingua anglofona continua ad
    > essere povera di termini, poi si adatta con frasi
    > di esempi per esplicare significati. Per il nome
    > di persone devono fare lo spelling altrimenti non
    > sanno come scriverle. I grandi scrittori anche di
    > madre lingua anglofona scrivono in francese
    > o
    > in lingue europee poichè sono più ricche di
    > vocaboli e di sfumature letterarie. L'informatica
    > è piena di termini latini o derivati dal latino,
    > spesso tali e quali, ma vengono pronunciati
    > all'inglese.
    > Quasi non si capiscono tra inglesi del regno
    > unito con l'inglese degli
    > USA
    > Devo continuare?
    > E poi perchè commodity dovrebbe essere un termine
    > speciale? Questo non lo capisco, semplicemente:
    > comodo. La tecnologia dà "comodità" dov'è il
    > problema di questo termine?
    > Newbie, inesperto

    E' un false friend.
    Comodo si dice comfortable.
    E comodita' si dice comfort.

    Commodity non c'entra nulla con comodita', e' un servizio, e spesso e' anche obbligatorio per legge, che se non c'e' l'acqua o il gas in una casa, non ti danno l'abitabilita'.
    Altro che comodita'.
  • > E' un false friend.
    > Comodo si dice comfortable.
    > E comodita' si dice comfort.
    >

    traduco: confortabile
    Va meglio?

    > Commodity non c'entra nulla con comodita', e' un
    > servizio, e spesso e' anche obbligatorio per
    > legge, che se non c'e' l'acqua o il gas in una
    > casa, non ti danno
    > l'abitabilita'.
    > Altro che comodita'.

    Ecco allora hai azzeccato il problema, che non è nella lingua italiana ma è il limite della lingua inglese. Ficoso
    E comunque confort, confortabile, comodità sono sinonimi.
    Ossia dicono pressochè la stessa cosa.
    Oppure commodity che poi magari si pronuncia cammadity è più specifico?
    Vuol forse dire "indispensabile?" oppure comodo ma quasi indispensabile?
    Gli inglesi lo capiscono cosi? Oppure confortante? Conforta chi? i disperati? Rotola dal ridere
    ...mistero della fede.Angioletto

    Il fatto è che l'acqua è indispensabile, l'elettricità no, sebbene oggi abbia molta importanza per il vivere civile.
    Quindi la rete non è commodity o come cavolo la vogliono chiamare, ma è utile per il bene comune, o più specificatamente socialmente utile.
    socially useful: non potrebbe essere un termine migliore? Newbie, inesperto
  • - Scritto da: ninjaverde
    > E comunque confort, confortabile, comodità sono
    > sinonimi.
    > Ossia dicono pressochè la stessa cosa.
    > Oppure commodity che poi magari si pronuncia
    > cammadity è più
    > specifico?

    E' piu' specifico e non ha nulla a che vedere con la comodita' nel senso piu' ovvio.

    > Vuol forse dire "indispensabile?" oppure comodo
    > ma quasi indispensabile?

    Ma neanche... e' un servizio.
    Un servizio utile, a disposizione di tutti.
    Una infrastruttura se vogliamo...

    > Gli inglesi lo capiscono cosi? Oppure
    > confortante? Conforta chi? i disperati?
    > Rotola dal ridere
    > ...mistero della fede.Angioletto

    Ma non conforta nessuno.
    Il fatto che la parola abbia la stessa radice di un'altra che da noi ha un altro significato non vuol dire nulla.

    > Il fatto è che l'acqua è indispensabile,
    > l'elettricità no, sebbene oggi abbia molta
    > importanza per il vivere civile.

    La commodity non e' l'acqua in se, ma il fatto che la tubatura te la porta fino in casa.

    > Quindi la rete non è commodity o come cavolo la
    > vogliono chiamare, ma è utile per il bene comune,
    > o più specificatamente socialmente
    > utile.
    > socially useful: non potrebbe essere un termine
    > migliore?
    > Newbie, inesperto

    Qui ci vuole un inglese madrelingua.
  • > Qui ci vuole un inglese madrelingua.

    Sì un pò come dire: acqua fritta! Rotola dal ridere
  • - Scritto da: ninjaverde
    > > Qui ci vuole un inglese madrelingua.
    >
    > Sì un pò come dire: acqua fritta! Rotola dal ridere

    Aggungo brevemente sul "mistero" di questa parola...
    Ho aperto il dizionario tecnico e quindi:
    "commodity" si può tradurre benissimo come "oggetto di prima necessità, d'uso giornaliero".... come il water, dai molteplici significati...ma una cosa è certa: c'entra l'acqua...Cylon
    Si può discutere se di prima o seconda necessità... ma rende bene l'idea poichè si potrebbe anche tradurre come merce, derrate (probabilmente riferibili al cibo)....
    Molto "precisa" questa lingua... Perplesso (si fa per dire).
  • - Scritto da: prova123
    > Comunque i terminali sono oggetti di fine anni 70
    > inizio anni 80, ormai obsoleti e anacronistici,
    > buoni solo per il museo.

    no no no... ti sbagli!
    oggi i terminali sono invece il massimo dell'innovazione tecnologica, per nulla obsoleti, anzi sempre più pieni di nuove bellissime sorprese! si chiamano netbook, tablet, iCosi ecc. ecc.

    e, a differenza del passato, questi sono terminali "intelligenti", tanto intelligenti da essere in grado di condizionarti e controllarti, nel corpo e nella mente, in ogni istante dalla tua vita!

    > Il prezzo massimo per
    > questi oggetti vintage è massimo di 50
    > euri.

    naaaaaaaaa... un VERO terminale intelligente oggi non costa meno di 500 euro... altrimenti è robetta vecchia per sfigati...
    Occhiolino
    non+autenticato
  • neanche l'acqua è acqua in Italia..
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > neanche l'acqua è acqua in Italia..
    No, c'è l'acqua Vera e poi quella Finta! Rotola dal ridere
    Ma siamo sempre sullo stesso tema fondamentale: l'innovazione ai "big" del sistema (paese) non piace.Indiavolato
    ...