Mauro Vecchio

Twitter, beccato l'hashtag antisemita

Il tecnofringuello rimuove numerosi micropost in favore dell'Olocausto, evitando l'ingiunzione minacciata dalla comunitÓ ebraica in terra francese. Nel Regno Unito, sospeso un account omofobo

Roma - Da Parigi, nuovo caso di rimozione dei contenuti dalla gigantesca piattaforma di microblogging Twitter, dopo la proliferazione di cinguettii antisemiti raccolto sotto l'hashtag #unbonjuif, in italiano "un buon ebreo". In conference call con i responsabili californiani, la comunità ebraica in terra francese ha chiesto l'immediata sparizione di numerosi micropost sull'Olocausto e più in generale contenenti giochi di parole e battute di cattivo gusto.

Le istituzioni ebraiche con base a Parigi - supportate dagli attivisti locali di SOS Racisme - hanno dunque inviato un vibrante ultimatum ai vertici di Twitter, ipotizzando un ricorso alla legge francese che proibisce la discriminazione basata su principi religiosi e razziali. Evitando l'ingiunzione firmata da un giudice, i responsabili statunitensi hanno provveduto alla cancellazione dei micropost raccolti sotto l'hashtag #unbonjuif.

"Meglio educare che censurare, vergogna Twitter", ha cinguettato un utente aprendo il fuoco delle critiche. "Chi decide cosa è effettivamente antisemita e dunque illegale?", ha commentato un altro account. La piattaforma social ha prontamente ribadito le sue policy in materia di contenuti illeciti, che verranno sempre rimossi se considerati in violazione delle condizioni d'uso.
Twitter era già finita nel polverone delle polemiche dopo la cancellazione dell'account aperto dal gruppo neo-nazista Besseres Hannover, nel mirino di un'inchiesta nello stato tedesco della Bassa Sassonia. Il tecnofringuello aveva applicato per la prima volta la sua nuova policy sul blocco di determinati contenuti ritenuti illeciti in un determinato paese, lasciando l'account neo-nazista nel resto del globo digitale.

Nel Regno Unito, l'account @nickgriffinmep - Nick Griffin è l'attuale chairman del British National Party, oltre che membro del Parlamento Europeo - era stato sospeso per la pubblicazione di alcune dichiarazioni contro una coppia omosessuale. In particolare, Griffin aveva pubblicato l'indirizzo fisico dell'abitazione dei due, invocando una piccola manifestazione di protesta.

Lo stesso chairman di BNP si era scagliato contro Twitter, accusata di aver calpestato il diritto fondamentale della libera espressione. L'account @nickgriffinmep è tornato online senza l'indirizzo della coppia, la cui pubblicazione è espressamente vietata dalle policy in materia di dati personali. La sfida del servizio microblogging è ora infuocata, nel tentativo di bilanciare i diritti dei netizen e la tutela legislativa nei singoli paesi.

Mauro Vecchio
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