Cristina Sciannamblo

PlayStation Network, i giudici danno ragione a Sony

Una corte della California ha respinto la class action intentata dagli utenti in seguito ai danni subiti con l'attacco cracker del 2011. Secondo i giudici, Sony avrebbe agito seguendo le regole

Roma - Dopo circa un anno e mezzo dall'attacco cracker al PlayStation Network di Sony, è arrivata in questi giorni la decisione del giudice chiamato a esprimersi sulle accuse di negligenza lanciate dagli utenti nei confronti dell'azienda giapponese. Secondo la corte distrettuale del Southern California, la class action intentata nel giugno del 2011 sarebbe "ingiustificata" poiché l'azienda non avrebbe violato le leggi a protezione dei consumatori.

Secondo l'azione legale collettiva, Sony avrebbe "mancato di seguire i protocolli standard del settore per salvaguardare le informazioni personali e finanziarie dei propri clienti, creando, in questo modo, un danno prevedibile agli utenti ricorsi in giudizio". Nelle motivazioni della sentenza si sostiene che i ricorrenti abbiano fallito nel dimostrare chiaramente le eventuali perdite economiche prodotte dall'attacco informatico, appellandosi, dunque, alla sola accusa di negligenza nei confronti di Sony. Nessuno dei querelanti avrebbe sottoscritto l'abbonamento premium a PSN, ricevendo, dunque, un servizio gratuito da parte della piattaforma videoludica.

In merito alle accuse circa le false informazioni sul sistema di sicurezza che il network avrebbe fornito, il giudice ha chiarito che tutti gli utenti avevano deliberatamente sottoscritto le norme sulla privacy formulate da Sony, incluso "un chiaro avviso circa la mancanza di perfezione nella sicurezza", motivo sufficiente per stabilire che "nessun consumatore ragionevole avrebbe potuto sentirsi ingannato".
Anche l'accusa relativa alla conservazione dei dati è stata respinta dal momento che, sostiene la corte, i ricorrenti avrebbero ammesso chiaramente che il furto dei dati personali è stato il risultato di un attacco informatico al quale Sony si è dimostrata del tutto estranea. Gli avvocati hanno tempo fino al 9 novembre per riformulare le ragioni degli utenti, anche se, come notano gli osservatori, la sentenza della corte distrettuale ha sostanzialmente smontato le argomentazioni salienti dell'impianto accusatorio.

Cristina Sciannamblo
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7 Commenti alla Notizia PlayStation Network, i giudici danno ragione a Sony
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  • "Casualmente" i giudici in questione probabilmente guidano una Ferrari adesso. Fantasma
    non+autenticato
  • Comprendo il "i ricorrenti abbiano fallito nel dimostrare chiaramente le eventuali perdite economiche", ma la negligenza e cialtroneria c'e' stata.
    Almeno una piccola legnata a Sony ci stava bene.
    non+autenticato
  • Certo perchè loro hanno sempre torto a prescindere no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Certo perchè loro hanno sempre torto a
    > prescindere
    > no?
    no. solo in casi documentati, come questoSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Certo perchè loro hanno sempre torto a
    > prescindere
    > no?

    Non e' mica necessario il torto per tirare legnate.

    Ad ogni modo il cliente consumatore viene danneggiato e il fornitore di servizi la scampa.
    Se cominciamo cosi' oggi, dove c'e' ancora parte della gente che ha una coscienza civile, domani quando il controllo remoto avra' una maggior penetrazione sara' sempre peggio.

    La gentaglia al par di sony potra' conservare i dati sensibili dei propri clienti in chiaro, tanto basta scriverlo nel disclaimer, e non avranno alcuna responsabilita per ogni eventuale conseguenza o disservizio.

    Anzi, non dovranno neppure dimostrare il disservizio.
    Possono spegnere e buonanotte, tanto la sicurezza non era perfetta e lo hanno chiaramente detto prima.

    La soluzione e' una sola e sempre valida:
    BOICOTTARE SONY

    Clicca per vedere le dimensioni originali
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Certo perchè loro hanno sempre torto a
    > > prescindere no?

    > Non e' mica necessario il torto per tirare
    > legnate.

    > Ad ogni modo il cliente consumatore viene
    > danneggiato e il fornitore di servizi la
    > scampa.
    > Se cominciamo cosi' oggi, dove c'e' ancora parte
    > della gente che ha una coscienza civile, domani
    > quando il controllo remoto avra' una maggior
    > penetrazione sara' sempre
    > peggio.
    >
    > La gentaglia al par di sony potra' conservare i
    > dati sensibili dei propri clienti in chiaro,
    > tanto basta scriverlo nel disclaimer, e non
    > avranno alcuna responsabilita per ogni eventuale
    > conseguenza o
    > disservizio.
    >
    > Anzi, non dovranno neppure dimostrare il
    > disservizio.
    > Possono spegnere e buonanotte, tanto la sicurezza
    > non era perfetta e lo hanno chiaramente detto
    > prima.
    >
    > La soluzione e' una sola e sempre valida:
    > BOICOTTARE SONY
    >
    > [img]http://www.thebitbag.com/jb/wp-content/upload

    Io continuo a pensare che bisognerebbe farsi un bell'eula per il portafoglio che venga accettata atuomaticamente da chiunque a cui si dia del denaro, vorrei il parere del leguleo ma non ha sufficente fantasia per accettare il concetto di ipotesi.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane

    >
    > Io continuo a pensare che bisognerebbe farsi un
    > bell'eula per il portafoglio che venga accettata
    > atuomaticamente da chiunque a cui si dia del
    > denaro, vorrei il parere del leguleo ma non ha
    > sufficente fantasia per accettare il concetto di
    > ipotesi.

    Anche un bel DRM che consente a chi ha pagato di effettuare una cancellazione remota di quel denaro qualora il fornitore ne faccia un uso diverso da quello specificato nell'eula, non sarebbe male.