Mauro Vecchio

Facebook, trimestrale in salsa mobile

Il gigante blu allontana lo spauracchio dei mancati guadagni nella pubblicità in mobilità. A dare qualche pensiero è piuttosto il social gaming in contrazione

Roma - "Voglio sfatare questo mito, che Facebook non riesca a trarre profitti dal mercato mobile. E siamo solo all'inizio". Parola del CEO Mark Zuckerberg, durante la telefonata con gli analisti di Wall Street per commentare gli ultimi risultati trimestrali della sua corazzata social. Il 14 per cento dei profitti nel settore pubblicitario proviene dagli utenti che ogni giorno accedono a Facebook da smartphone e tablet.

Alla fine dello scorso settembre l'azienda di Menlo Park ha registrato 604 milioni di utenti attivi in mobilità - cifra mensile - un incremento del 61 per cento rispetto allo stesso periodo nell'anno 2011. Un fatturato di circa 150 milioni di dollari nell'area advertising, appunto il 14 per cento del totale di 1,09 miliardi dell'intera raccolta pubblicitaria, il 36 per cento in più dalla fine del settembre 2011.

La piattaforma californiana è a tutti gli effetti un organismo che vive di introiti pubblicitari, dal momento che l'86 per cento del totale del fatturato proviene dal settore advertising (destkop e mobile). Nell'ultima performance finanziaria, Facebook ha fatturato complessivamente 1,2 miliardi di dollari, un incremento del 32 per cento rispetto ai 954 milioni alla fine del terzo trimestre dell'anno precedente.
Un risultato che ha superato di pochissimo le attese degli analisti a Wall Street. Il valore borsistico di Facebook ha chiuso a quota 19,42 dollari ad azione, praticamente la metà del prezzo circolato a maggio dopo la sua Initial Public Offering (IPO). Aumentati invece i costi operativi - maggiorati del 64 per cento rispetto allo stesso periodo nel 2011 - per una cifra complessiva di 885 milioni di dollari.

Da una parte, il lancio di feature come Gifts e Offers svela il tentativo di gettarsi nella mischia del commercio elettronico, come a slegarsi dal fondamentale vincolo della pubblicità. Allo stesso tempo, Facebook nutre grandissime aspettative dalla piattaforma Exchange, che permetterà ai vari inserzionisti di confezionare campagne mirate in base alle abitudini di navigazione di milioni di utenti in blu.

Ma l'azienda di Mark Zuckerberg dovrà fronteggiare il problema social gaming, un'area di guadagno che non ha soddisfatto il CEO. I profitti derivanti dai pagamenti di Zynga sono crollati del 20 per cento rispetto allo scorso anno. Il contributo complessivo dell'azienda di Austin è passato dal 12 per cento del 2011 ad un più modesto 7 per cento al settembre di quest'anno.

Una situazione drammatica per uno degli alleati più forti di Facebook, che ha annunciato difficoltà per 90 milioni di dollari all'inizio di questo mese. Il CEO Mark Pincus ha ora varato un giro di licenziamenti per 100 impiegati negli uffici del quartier generale texano, oltre che un'ondata di revisione dei costi nelle operazioni di data hosting e advertising. Mentre il social network californiano si gode il suo miliardo di utenti attivi al mese.

Mauro Vecchio
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