Mauro Vecchio

Irlanda, la misteriosa scomparsa della Baia

Il provider UPC costretto a far fuori The Pirate Bay? Citata un'offensiva legale dei discografici. Poi un portavoce parla di un test sui network europei. Nessun blocco coatto

Roma - Un breve avviso a tutti gli utenti irlandesi del provider svizzero UPC, per quello che appare come l'ennesimo schiaffo assestato dall'industria dei contenuti alla Baia dei pirati. "The Pirate Bay è stata bloccata. Il sito che stai tentando di raggiungere è attualmente non disponibile. In seguito ad una richiesta di IRMA, i giudici irlandesi hanno obbligato UPC a bloccare tutti gli accessi al sito".

Vecchia conoscenza dell'ISP elvetico, la Irish Recorded Music Association (IRMA) aveva già chiesto l'implementazione del meccanismo noto come three strike, per scoraggiare i downloader recidivi sulla base dei principi della Dottrina Sarkozy. Una High Court di Dublino aveva però sottolineato come l'impianto legislativo irlandese non prevedesse misure estreme come il blocco dei siti o la disconnessione degli abbonati.

In contrasto con quella decisione - era il 2010 - i misteriosi giudici riportati nell'avviso di UPC avrebbero ordinato allo stesso provider di far saltare i ponti di connettività verso The Pirate Bay. In realtà, un portavoce dell'ISP svizzero ha poi parlato di una semplice "fase di testing dei network", dunque nessun blocco coatto della Baia.
"La posizione della divisione irlandese di UPC non è affatto cambiata - si legge in un comunicato - Nessuna autorità giudiziaria ci ha imposto il blocco di The Pirate Bay, e non ci sarà alcuna misura volontaria". Non è chiaro il motivo per cui IRMA e i giudici irlandesi siano stati citati nell'avviso diramato a cui volesse visitare la Baia.

Mauro Vecchio
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2 Commenti alla Notizia Irlanda, la misteriosa scomparsa della Baia
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  • La Baia e'perfettamente raggiungibile da chi e che sia, anche dall'interno della repubblica delle bandane..... detta 'italica' ; basta cercarsela bene; mettete per provare in google la seguente stringa e buona navigazione alla faccia loro:
    cod: tpb.pirateparty.org.uk
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    Il su detto sito NON contiene di suo nessun file coperto da copyright, ma e' solo un motore di ricerca! Leggete bene e non distorcete la realta'
    o le informazioni, non regge sta cosa, gentilmente.
  • Sinceramente, un provider svizzero che opera in irlanda e blocca un sito norvegese... a me da italiano, cosa me ne cale?

    La baia, piratebay o chiamatela come vi pare, e' gia' bloccata in Italia e non penso che il blocco abbia fatto la differenza.

    Gli scariconi, scaricano;
    Gli editori, rosicano;
    La SIAE continua a pagare i diritti a Romagna Mia & similia;
    Non cambia una ceppa...


    Videotechini, musicisti, fancazzisti, SCATENATEVI!!!!!
    Si aprono le danze dell'ovvio, cominciate pure con i vostri paragoni tra Irlanda e Italia... similitudini, epoinimi assonanti (!) e minchiate galattiche.
    Venghino signori, venghino, dopo la donna barbuta, il circo del copyright...
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    Modificato dall' autore il 26 ottobre 2012 13.27
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