Mauro Vecchio

Google Books, digitalizzazione legittima?

Mountain View chiede al giudice newyorchese di far ricadere le attività di scansione nell'ambito del fair use. Gli autori statunitensi non potrebbero agire tutti insieme

Roma - Nuovo capitolo nella saga legale che vede opposti i vertici di Authors Guild al colosso Google e al suo ambizioso progetto di digitalizzazione del sapere umano. I legali di Mountain View si sono rivolti nuovamente al giudice di New York che si sta occupando del caso per ottenere l'inserimento delle sue attività di scansione nell'ambito legislativo del fair use, l'uso legittimo delle opere tutelate dal diritto d'autore.

L'azienda californiana ha dunque impugnato una recente sentenza di un tribunale newyorchese, che ha respinto le richieste degli autori statunitensi nella collaborazione instaurata dalla stessa BigG con alcuni tra i principali atenei a stelle e strisce. I responsabili di HathiTrust - organizzazione gestita dalla University of Michigan - offrirebbero l'accesso ai volumi digitalizzati solo a determinate condizioni, tra cui l'autorizzazione da parte degli aventi diritto.

In sostanza, il tribunale della Grande Mela aveva sottolineato come l'utilizzo delle opere in formato elettronico rientrerebbe pienamente nel concetto di fair use, nell'ambito della ricerca, dell'insegnamento o comunque della revisione critica - non a scopi commerciali - di un'opera. Secondo Google, la digitalizzazione di un'intera opera non provocherebbe alcun danno al mercato, aggiungendo "qualcosa di nuovo" ai libri già esistenti in formato cartaceo.
In aggiunta, gli avvocati di Mountain View vorrebbero l'annullamento dello status di class action avviato dagli autori statunitensi. Agendo come associazione - dunque nell'interesse di tutti gli autori - Authors Guild andrebbe ad ignorare tutti quegli scrittori che sono pienamente favorevoli alle attività di digitalizzazione delle loro opere, ansiosi di ricevere ulteriori forme di promozione e distribuzione online.

Secondo una ricerca commissionata dalla stessa Google, il 58 per cento degli autori statunitensi è favorevole alle pratiche di scansione per la realizzazione delle versioni digitali delle proprie opere. Purché vengano offerte agli utenti solo delle brevi anteprime del libro, come già assicurato in aula dal gigante californiano. Ad agosto, Authors Guild aveva chiesto 2 miliardi di dollari come forma di risarcimento.

Mauro Vecchio
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