L'email divide gli uffici?

Un rapporto americano segnala che la maggioranza dei dipendenti non ritiene condannabile un moderato uso privato dell'email sul luogo di lavoro. Ma la distanza con i datori di lavoro cresce su questioni chiave

Web - Da tempo l'uso di internet e della posta elettronica è uno dei terreni di scontro tra datori di lavoro e dipendenti, soprattutto nella più informatizzata società del mondo, gli Stati Uniti. Proprio da lì, nei giorni scorsi, è arrivato uno studio della Society of Financial Service Professionals che mette in luce "i nodi della discordia".

Nel suo rapporto "Ethical Issues in the Employer-Employee Relationship", la Society sostiene che il 54 per cento dei dipendenti ritiene che un uso modesto della posta elettronica sul luogo di lavoro per fini personali non debba essere perseguito. Secondo il 44 per cento dei dipendenti, inoltre, il monitoraggio dell'email da parte del datore di lavoro, attività legale negli USA, è da condannare assolutamente.

Più vicine si trovano invece, le due categorie, su alcuni aspetti dell'utilizzo della posta elettronica. Quasi unanimemente, infatti, viene condannato chi usa l'email per molestare colleghi e colleghe. Con percentuali attorno al 90 per cento, inoltre, si condanna l'uso della posta elettronica per la distribuzione di immagini pornografiche. Una condanna, si afferma nel rapporto, sul piano dell'"etica del business".
Una parziale sorpresa, invece, arriva dal fatto che il 58 per cento dei dipendenti ritenga "non etica" la navigazione su internet a scopo personale sul luogo di lavoro.
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