Mauro Vecchio

Lavoro ICT, sospetti alla casa d'aste

Il DoJ avvia una causa contro eBay, accusato di aver stretto accordi con la software house Intuit per tenere basso il livello dei salari e impedire il trasferimento dei dipendenti

Roma - La bomba legale innescata dai vertici del Dipartimento di Giustizia (DoJ) statunitense insieme al Procuratore Generale della California Kamala Harris. Il colosso delle aste online eBay è stato accusato di violazione delle leggi antitrust, avendo siglato un accordo con la software house Intuit per tenere artificiosamente basso il costo del lavoro nel vasto panorama ICT.

Secondo le accuse depositate presso un tribunale di San José, i responsabili di eBay e Intuit avrebbero ratificato in silenzio un patto di non assunzione dei reciproci impiegati, in modo da controllare il livello salariale togliendo ai lavoratori la possibilità di ottenere migliori contratti e benefit aziendali. Ingegneri software e tecnici specializzati non sarebbero così riusciti a spostarsi in cerca di un inquadramento più soddisfacente.

L'accordo tra le due società sarebbe rimasto valido dal 2006 al 2009, lo stesso periodo incluso nella class action contro Apple, Google e la stessa Intuit per la costituzione di un vero e proprio cartello del lavoro ICT. Proprio per questo, il DoJ aveva avviato un'indagine nella primavera del 2010, ora culminata in una denuncia formale contro eBay e Intuit per violazione delle leggi antitrust.
Portavoce della piattaforma fondata da Pierre Omidyar, Lara Wyss ha respinto ogni accusa, sottolineando come eBay offra una sana competizione nel mercato globale del lavoro specializzato. I metodi di valutazione del DoJ sarebbero "sbagliati", dal momento che la società di San José avrebbe sempre rispettato gli standard imposti dallo stesso Dipartimento statunitense per l'assunzione di impiegati.

Mauro Vecchio
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