Cristina Sciannamblo

Color, la triste fine di un'app

Un ex-dipendente fa causa al CEO e all'azienda per mobbing. Citando il fallimento della startup e la vendita degli asset a Apple. Nessuna conferma da parte delle aziende

Roma - Il percorso di Color, l'applicazione fotografica geolocalizzata lanciata due anni fa, sembra essere giunto al termine. Di recente sono circolate indiscrezioni circa la sua presunta acquisizione da parte di Apple, immediatamente negate dagli sviluppatori. Ora, un ulteriore tassello si aggiunge alle voci di vendita: Adam Witherspoon, ex dipendente dei Color Labs, ha denunciato il boss Bill Nguyen, affermando di essere stato vittima di "un clima estremamente ostile, pericoloso e malsano" che prevedeva episodi di minacce e intimidazioni ai lavoratori. Tutto mentre Color veniva venduta ad Apple.

Il procedimento messo in piedi confermerebbe il fallimento della startup da 41 milioni di dollari di investimenti e la sua acquisizione da parte di Apple. Nel corso della sua testimonianza, Witherspoon sostiene che Nguyen era dedito al regolare sfruttamento dei suoi dipendenti, trattamento che era accompagnato da umiliazioni; Witherspoon ha inoltre denunciato le minacce che sarebbero arrivate a suo figlio da parte del controverso founder dei Color Labs.

Quanto alle relazioni con Apple, nessuna delle due aziende ha comunicato l'operazione di mercato nonostante essa venga citata nelle carte della denuncia. Witherspoon ha spiegato che l'acquisizione da parte di Cupertino sarebbe stata finalizzata il mese corso per la cifra di 7 milioni di dollari (circa 5,5 milioni di euro).
Una prova della versione sostenuta dall'ex dipendente sarebbe rappresentata da un messaggio che compare sull'homepage del sito di Color, col quale si avvisano gli utenti che l'app non sarà più disponibile a partire dal 31 dicembre 2012.

Cristina Sciannamblo
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