IRMA: Internet non ucciderà i DVD

L'industria dei produttori di CD e DVD ha seccamente smentito un recente rapporto di Forrester Research in cui veniva pronosticata la morte dei media ottici a favore di servizi on-demand e Internet. I DVD sono più redditizi, dice l'IRMA

Princeton (USA) - "Non abbiate timore, i DVD sono qui... per restare". E' questo il messaggio lanciato al mercato dalla massima rappresentante dell'industria legata alla produzione e registrazione di media, la International Recording Media Association (IRMA), un'associazione che raggruppa molti dei colossi che nel mondo fabbricano e duplicano supporti di registrazione (cassette e dischi ottici).

Con un comunicato datato 17 settembre, ma reso pubblico solo in questi giorni, l'IRMA ha aspramente criticato lo studio pubblicato alcune settimane fa dalla società di indagini di mercato Forrester Research. Nel suo rapporto "From Discs to Downloads", citato da Punto Informatico in un recente articolo, Forrester ha profetizzato che entro pochi anni CD e DVD lasceranno il passo allo scambio e al commercio di contenuti via Internet. La società di analisi prevede infatti che già a partire dal 2008 la vendita legale di musica attraverso la Rete costituirà il 33% del mercato, mentre quella dei CD scenderà al 19% e i DVD, inclusi quelli video, rappresenteranno solo l'8% del mercato: a favorire la crisi dei DVD-Video, oltre ad Internet, interverrà anche la crescita della TV on-demand.

Niente di più falso, ha tuonato l'IRMA nel proprio rapporto. L'associazione sostiene infatti che Forrester avrebbe fornito numerose "conclusioni ingannevoli" partendo da alcune proposizioni sbagliate: fra queste, il ritenere che il download di singole tracce audio compresse si tradurrà direttamente nel diffuso download di film a lunghezza intera; il trascurare la delusione dell'industria per la lenta crescita del mercato dei film on-demand; ignorare il fatto che la maggior parte dei consumatori considera ancora i dischi rimovibili (CD e DVD) il modo più "conveniente e versatile per raccogliere sia i contenuti pre-registrati che quelli scaricati da Internet"; "non comprendere il concetto di segmentazione del mercato, dove varie tecnologie servono simultaneamente distinte richieste di mercato".
"Non riusciamo a capire come una società rispettabile possa diffondere un rapporto costruito su teorie equivoche e presupposti così facilmente smentiti", ha commentato Charles Van Horn, presidente dell'IRMA, riferendosi a Forrester.

Fornendo previsioni in contrasto con quelle riportate dalla nota società di analisi, IRMA ha poi affermato che l'attuale linea di tendenza "mostra con chiarezza la continua crescita del mercato dei player e dei supporti DVD", un trend che, secondo l'associazione, porterà la produzione annuale di dischi ottici dagli attuali 2,7 miliardi di unità prodotte globalmente ai 7 miliardi di unità previsti per il 2008. IRMA ha anche citato una proiezione della Adams Media Research in cui si prevede che entro lo stesso anno il 91% delle case statunitensi disporrà di un lettore DVD. Sempre secondo questi dati, nel 2003 in USA verranno prodotti 1 miliardo di DVD con un ritorno economico, per l'industria del copyright, pari a 10 miliardi di dollari.

Sottolineando quest'ultimo dato, IRMA ha spiegato che "per ogni transazione video-on-demand uno studio (cinematografico, N.d.R.) ricava una frazione delle entrate generate dalla vendita di DVD". In altre parole, vista dalla prospettiva del consumatore, la precisazione di IRMA suggerisce che tenere in vita i DVD-Video - in genere decisamente più cari dei film on-demand distribuiti legalmente via cavo, satellite o Internet - non conviene solo all'industria che li produce ma anche ai colossi di Hollywood.

IRMA ha concluso il proprio rapporto ribadendo come "il vigoroso mercato da 25 miliardi dell'home entertainment è guidato dai DVD, non dai download", e saranno i DVD, a suo dire, "il motore dello sviluppo nell'immediato futuro".
TAG: mercato
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