TIA, morte per soffocamento

Il progettone che avrebbe garantito ai cybercop statunitensi un accesso senza precedenti alle informazioni di chiunque, viene bocciato dal Congresso. Si torna a respirare

Washington (USA) - Poche cose come il Total Information Awaraness, poi ribattezzato Terrorism Information Awareness, hanno suscitato tante preoccupazioni e polemiche per la libertà dei cittadini statunitensi. Il TIA, infatti, era un progetto pensato per far parlare tra loro database spionistici, militari, amministrativi e commerciali al fine di poter tirar fuori un'informazione il più possibile dettagliata e completa su pressoché chiunque.

Una legge di spesa approvata nelle scorse ore dalla Camera dei Rappresentanti di Washington ha di fatto tolto ogni finanziamento al TIA decretando in questo modo l'impossibilità per la creatura dell'ammiraglio John Pointdexter di muovere anche solo i primi passi. Va detto che lo stesso Pointdexter, a capo dell'Information Awaraness Office del Pentagono, si è dimesso il mese scorso.

Il TIA, in realtà, ha preoccupato molti anche al di fuori degli Stati Uniti, come è successo a Roma, proprio per l'incredibile estensione e profondità dei dati a cui avrebbe potuto aver accesso il Pentagono. Il senatore americano Ron Wyden, un democratico che fu tra i primi a schierarsi contro il TIA, dopo il voto della Camera ha dichiarato che "questo progetto avrebbe rappresentato il più invasivo e ampio sistema di sorveglianza nella storia degli Stati Uniti. Ma ora le sue luci vengono spente".
Va detto che la legge di spesa approvata alla Camera deve ancora passare l'esame del Senato ma a tutti appare scontata l'approvazione del progetto con la conferma del ritiro dei fondi destinati al TIA. Un successo per i sostenitori dei diritti civili e delle libertà digitali, che su questo tema sono riusciti a sollevare l'attenzione dei media statunitensi, cosa tutt'altro che facile quando si parla di privacy, sicurezza e terrorismo.
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