Cristina Sciannamblo

Cyberwar, sponda nucleare contro Israele

Un gruppo di hacktivisti avrebbe sabotato i server dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica per chiedere un'inchiesta sulle attività nucleari di Israele. L'agenzia nega e sostiene si tratti di un episodio passato

Roma - Problemi di sicurezza per i server dell'International Atomic Energy Agency (IAEA): in Rete sono stati divulgati i contatti email di alcuni esperti che lavorano per l'Agenzia con sede a Vienna.

Il collettivo di hacktivisti, chiamato Parastoo, spiega che l'attacco informatico intende convincere IAEA a investigare sulle attività nucleari condotte da Israele presso il centro di ricerca Negev Nuclear situato nella città di Dimona: "Israele possiede un vero e proprio arsenale nucleare collegato a un corpo militare crescente mentre non risulta aver aderito ad alcun accordo internazionale nucleare, chimico e biochimico", affermano gli attivisti di Parastoo.

Il gruppo, probabilmente vicino all'Iran, ha pubblicato sul sito Pastebin tutti gli indirizzi email prelevati dai server dell'agenzia delle Nazioni Unite, nomi ai quali è stato chiesto di firmare una petizione per l'attivazione di un'inchiesta "aperta" sul reattore israeliano di Dimona, sospettato di produrre armi nucleari. Nel comunicato viene inoltre citato il worm internazionale Stuxnet, la cui paternità è stata attribuita al governo statunitense con l'intenzione di sabotare gli impianti nucleari iraniani.
Da parte sua, IAEA minimizza per bocca della propria portavoce Gill Tudor, la quale ha deplorato la pubblicazione di informazioni riservate rubate da vecchi server e ha dunque chiarito che proprio quei server sarebbero stati disattivati tempo addietro e che i tecnici avevano cercato di eliminare ogni vulnerabilità possibile già prima che fossero violati.

"Il team tecnico per la sicurezza di IAEA sta monitorando continuamente la situazione e sta facendo il possibile per assicurare la protezione delle informazioni", ha aggiunto Tudor.

Cristina Sciannamblo
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