Cristina Sciannamblo

Indicizzazione a pagamento, il dibattito dilaga

Fioccano le voci pro e contro la battaglia di Google contro la bozza di legge tedesca sulle indicizzazioni a pagamento. Se Mozilla e gli esperti di copyright teutonici supportano BigG, aumentano, di contro, i paesi che chiedono nuove leggi

Roma - Se il parlamento tedesco sembra non essere ancora giunto a una decisione definitiva circa il progetto di legge che intende costringere Google e gli altri aggregatori a pagare per pubblicare titoli e anteprime delle news, il dibattito all'esterno dei palazzi istituzionali si alimenta di nuovi interventi da ambo le parti.

La battaglia di Google contro un provvedimento ritenuto e sconveniente riceve nuova linfa dal supporto di Mozilla, che ha espresso chiaramente la propria posizione circa la linea politica sulla regolamentazione delle indicizzazioni online in discussione presso il Bundestag.

Denelle Dixon-Thayer, consulente di Mozilla, dichiara sulla pagina ufficiale del blog che "adottare simili regole potrebbe produrre conseguenze negative per gli utenti e per il Web". Secondo Dixon-Thayer, la legge potrebbe indurre gli aggregatori a rimuovere del tutto i contenuti editoriali dai propri indici, rendendo molto più complicato l'individuazione delle notizie. Imporre restrizioni al flusso di informazioni, siano essi di tipo commerciale, politico o anche legale, continua la rappresentante di Mozilla, restringerebbe i reali benefici che il Web ha da offrire.
Si tratta, a ben vedere, di un pericolo reale, perlomeno stando alle ultime sortite pubbliche di Google in terra francese a proposito della medesima vicenda: se la proposta di legge francese che vorrebbe obbligare i motori di ricerca a pagare per i contenuti pubblicati dovesse essere approvata, dice BigG, l'azienda minaccia di eliminare i siti francesi di notizie dai propri risultati di ricerca.

Una linea improntata all'attacco, quella di Google, che riceve l'appoggio di Igor Barabash, esperto di copyright con base a Monaco per Pinsent Masons, lo studio legale fondatore di Out-Law.com. Barabash definisce "molto intelligente" la campagna di Google lanciata in Germania per sensibilizzare gli utenti sui potenziali pericoli insiti nel provvedimento in discussione. Barabash ha inoltre pubblicizzato il sostegno a Mountain View da parte del Max-Planck-Institute for Intellectual Property and Unfair Competition Law, quello che viene definito "il più grande e probabilmente più importante istituto di ricerca per l'area della scienza legale relativa alla proprietà intellettuale".

Non mancano tuttavia nuove adesioni all'iniziativa degli editori europei volta a stabilire una forma di remunerazione per l'indicizzazione dei contenuti online. Anche le associazioni di Portogallo e Svizzera hanno infatti assunto un impegno comune nei confronti dei rispettivi governi ai quali si chiede l'approvazione delle proposte legislative circa il "riequilibrio del Web" e, contestualmente, l'attivazione di una campagna di informazione che tenga aggiornati i cittadini.

Uno sprone per i rappresentati politici arriva anche dalla Federazione italiana editori giornali, che ha invitato il governo guidato da Mario Monti a "prendere posizione varando una legge di tutela dei contenuti online analoga a quella della carta stampata". Invito che, tuttavia, è stato per il momento accantonato dai principali partiti politici che sostengono l'attuale esecutivo.

Cristina Sciannamblo
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35 Commenti alla Notizia Indicizzazione a pagamento, il dibattito dilaga
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  • A tutti gli editori tedeschi con su scritto:
    "Ti fa schifo se ti indicizziamo? se sei favorevole al nostro servizio gratuito attendiamo una lettera di conferma sennò smetteremo di indirizzarti"

    (in questo caso si scavalca il robots.txt)
    poi queste eventuali lettere le manderei per conoscenza al parlamento..
    non+autenticato
  • robots.txt è a disposizione di chiunque intenda usarlo, quindi se qualche giornale volesse sparire dagli indici di Google potrebbe già farlo.

    Il problema è diverso: la singola testata sa benissimo che se "scomparisse" da Google non farebbe altro che regalare agli altri i suoi lettori (tranne forse gli affezionati), e tanti saluti.
    Allora, visto che come sempre il problema sta in "chi paga", vorrebbero prendere due piccioni con una fava, ma si romperanno le corna.
    non+autenticato
  • come sampre google e mozilla vanno a braccetto e come sempre hanno ragione entrambe.
  • Personalmente, ritengo che google (mozilla e gli altri) abbiano perfettamente ragione.
    Se fossi nei vertici dirigenziali di google (e, si badi bene, "gugl" mi sta leggermente sui cosiddetti per il suo monopolismo), farei un bel "ban" di tutti i domini .de o comunque di origine tedesca, con una bella pagina: "se volete essere indicizzati, pagate me, e mooolto caro!".

    Come ho detto, non sono affatto pro google, ma quando ha ragione, lo debbo (purtroppo) ammettere.

    Se tutti si mettono a chiedere soldi a chi, in fondo fa un loro grandissimo favore portando "click", spariranno tutti gli indici di ricerca, e "chi ha troppo voluto, pianga del suo egoismo".
    non+autenticato
  • > Se fossi nei vertici dirigenziali di google [...]
    > farei un bel "ban" di tutti i domini .de o comunque
    > di origine tedesca, con una bella pagina: "se volete
    > essere indicizzati, pagate me, e mooolto caro!".

    Secondo te, Google di che cosa vive? Di pubblicità!
    Se Google non puo' rubare i contenuti a altri, tutti smetteranno di usare Google. Tutti smetteranno di usare Google perché Google non troverà più un tubo. A che serve un servizio di indicializzazione se l'indice è vuoto? A niente!!
    E' per questo che Google non farà mai quello che hai detto e continuerà (finché puo') a vivere come un parassita grazie ai contenuti fatti/generati da altri.

    Pagare Google per essere indicializzato? E' Google che deve pagare te! Infatti è solo grazie ai tuoi contenuti e ai contenuti di tutti gli altri se Google puo' offrire un servizio di indicializzazione (riempito di banner da cui trae profitto). Senza lo sfruttamento del lavoro altrui, Google nemmeno esisterebbe.
    non+autenticato
  • > Secondo te, Google di che cosa vive? Di
    > pubblicità!
    > Se Google non puo' rubare i contenuti a altri,

    Rubare? Gli altri hanno messo i contenuti online volontariamente. Google non li ha costretti a farlo, nè li ha presi con la forza.


    > tutti smetteranno di usare Google. Tutti
    > smetteranno di usare Google perché Google non
    > troverà più un tubo. A che serve un servizio di
    > indicializzazione se l'indice è vuoto? A
    > niente!!

    E a che serve un giornale se nessuno lo legge? Ancora a meno!

    > E' per questo che Google non farà mai quello che
    > hai detto e continuerà (finché puo') a vivere
    > come un parassita grazie ai contenuti
    > fatti/generati da
    > altri.

    I parassiti sono quelli che vanno a chiedere soldi a google... per cosa? Per permettergli di visitare i loro siti? Se i loro siti sono pubblici, non possono mettersi a cavillare su chi può vederli e chi no.

    >
    > Pagare Google per essere indicializzato? E'
    > Google che deve pagare te! Infatti è solo grazie
    > ai tuoi contenuti e ai contenuti di tutti gli
    > altri se Google puo' offrire un servizio di
    > indicializzazione (riempito di banner da cui trae
    > profitto).

    Se i contenuti sono stati pubblicati, sono diventati pubblici. Google fa solo bene a sfruttarli. Se a te non fa piacere, non pubblicare i tuoi contenuti, nessuno ti costringe. Il web esiste da quasi 20 anni, non è più una tecnologia nuova: chi non ha ancora capito come funziona, evidentemente è un ritardato (non riesco a trovare un altro termine per definire chi, dopo aver usato una tecnologia per 20 anni, ancora non ha capito come si usa), e non si può star dietro ai suoi comodi.


    > Senza lo sfruttamento del lavoro
    > altrui, Google nemmeno
    > esisterebbe.

    Lo stesso vale per qualsiasi azienda, perchè nessuno parte da zero.
    non+autenticato
  • > Rubare? Gli altri hanno messo i contenuti online
    > volontariamente. Google non li ha costretti a
    > farlo, nè li ha presi con la
    > forza.

    Google non è un lettore umano, ma un bot. I contenuti sono pubblici per gli umani. Se Google vuole "parsarli" con un bot, che lo faccia chiedendo il permesso e pagando per lo sfruttamento dei dati e delle informazioni estratte.

    > E a che serve un giornale se nessuno lo legge?
    > Ancora a
    > meno!

    A che serve un aggregatore o un indice se è vuoto? A niente!
    E se trovi l'aggregatore vuoto allora che fai? Digiti repubblica.it, corriere.it, ilfattoquotidiano.it oppure per i tedeschi spiegel.de o bild.de per il gossip.
    Quindi anche senza Google i giornali verranno letti lo stesso! Questa è la differenza. Il giornale o la rivista online, ad esempio una specializzata come punto-informatico, puo' vivere benissimo anche senza che ci sia un aggregatore esterno. Infatti molti siti da cui Google copia esistevano prima della nascita di Google News, e questi siti esisterebbero anche oggi senza Google.
    Mentre l'aggregatore di Google non potrebbe esistere senza andare a parassitare i siti altrui. E' chiara la relazione di dipendenza. Chi dipende da chi? Google dipende dagli altri, perchè è lui che copia (prendere gratis senza dare niente in cambio ~= rubare).

    Poi il tuo discorso che un aggregatore porti più visitatori a un sito, è tutto da dimostrare. L'unica cosa che è sicura è la relazione di dipendenza che ti ho detto, e che anche senza aggregatori esterni i siti web che vengono aggreagati sarebbero visitati/letti lo stesso.

    > I parassiti sono quelli che vanno a chiedere
    > soldi a google... per cosa? Per permettergli di
    > visitare i loro siti? Se i loro siti sono
    > pubblici, non possono mettersi a cavillare su chi
    > può vederli e chi
    > no.

    I bot che copiano e ripubblicano i contenuti fanno qualcosa di diverso da un umano che va sul sito a vedere (le immagini/i banner) e leggere le pagine.

    > Se i contenuti sono stati pubblicati, sono
    > diventati pubblici. Google fa solo bene a
    > sfruttarli. Se a te non fa piacere, non
    > pubblicare i tuoi contenuti, nessuno ti
    > costringe. Il web esiste da quasi 20 anni, non è
    > più una tecnologia nuova: chi non ha ancora

    Infatti i siti web erano visitati anche quando gli aggregatori in genere neppure esistevano!
    Google sfrutta i contenuti e basta, è inutile, è un parassita. Dico allora che Google fa bene a sfruttare questi contenuti così come fanno bene gli imprenditori a sfruttare i lavoratori-schiavi.
    Dare a Cesare ciò che è di Cesare! Se Google vuole sfruttare qualcosa, si sbaglia. Lo sfruttamento è sbagliato. Che Google paghi per il lavoro altrui che sfrutta gratuitamente a proprio vantaggio e a scopo di lucro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ABC
    > > Rubare? Gli altri hanno messo i contenuti
    > online
    > > volontariamente. Google non li ha costretti a
    > > farlo, nè li ha presi con la
    > > forza.
    >
    > Google non è un lettore umano, ma un bot. I
    (blabla)
    un troll mediocre, ma evidentemente grafomane.

    ABC, se ti sei destato adesso, dopo 25 anni di sonno, non e' colpa nostra.

    Archie e' del 1987, e ancora non c'era l'http, ma gia' veniva ritenuto importante fare indexing.
    Altavista (il piu importante, non so se il primo) web search engine (1995) e' stato creato dalla DEC. Ossia dal padre (assieme a POCHI altri) dell'informatica moderna.

    L'indexing robotico e' SEMPRE stato considerato utile e proficuo (e di certo l'indexer certo NON pagava i proprietari degli host oggetto dell'indexing per farlo)... e di certo non viene meno ora la sua esigenza, con qualche miliardo di utenti che cercano informazioni.

    Di piu', la gente fa carte false per risultare ai primi posti dei siti di indexing. Altro che farsi pagare! ma tu questo lo sai, ovviamente, perche' sei un troll. Anche se mediocre.
    non+autenticato
  • > Google non è un lettore umano, ma un bot. I
    > contenuti sono pubblici per gli umani.

    Dove sta scritto questo?

    Se vuoi che il tuo sito sia pubblico solo per gli umani, devi specificarlo: e per farlo c'è un modo semplicissimo: il file robots.txt, che serve proprio a dire ai bot quali parti del sito possono essere indicizzate e quali no.

    E le istruzioni di Google lo spiegano chiaramente:
    http://support.google.com/webmasters/bin/answer.py...

    Chi è troppo pigro per leggere le istruzioni, o troppo stupido per comprenderle, non dovrebbe aprire un sito e poi piagnucolare che non funziona come vorrebbe.

    > Se Google
    > vuole "parsarli" con un bot, che lo faccia
    > chiedendo il permesso

    Lo fa: prima di analizzare un sito controlla il file robots.txt corrispondente. Se non lo metti (e quindi non rispondi quando google ti chiede il permesso)... chi tace acconsente.

    > e pagando per lo
    > sfruttamento dei dati e delle informazioni
    > estratte.

    Assolutamente no. Pagare per cosa? Se non vuoi metterle a disposizione gratis, non metterle a disposizione e basta. Possiamo fare a meno di te.



    > E se trovi l'aggregatore vuoto allora che fai?
    > Digiti repubblica.it, corriere.it,
    > ilfattoquotidiano.it

    Se sono questi i giornali che leggi, si spiega la tua ignoranza di come funziona il web.

    Ti consiglio di aggiornarti... non siamo nel 1992, siamo nel 2012.



    > Mentre l'aggregatore di Google non potrebbe
    > esistere senza andare a parassitare i siti
    > altrui. E' chiara la relazione di dipendenza. Chi
    > dipende da chi? Google dipende dagli altri,
    > perchè è lui che copia (prendere gratis senza
    > dare niente in cambio ~=
    > rubare).

    No: rubare significa sottrarre. Le pagine sono ancora lì, nessuno le ha rubate.

    >
    > Poi il tuo discorso che un aggregatore porti più
    > visitatori a un sito, è tutto da dimostrare.

    Col cavolo: esistono un mucchio di strumenti che ti segnalano da quale link è arrivato un visitatore. Ti basta installarne uno e vedere da dove sono arrivati i visitatori, per capire quanti arrivano dagli aggregatori.

    > L'unica cosa che è sicura è la relazione di
    > dipendenza che ti ho detto, e che anche senza
    > aggregatori esterni i siti web che vengono
    > aggreagati sarebbero visitati/letti lo
    > stesso.

    L'unica cosa sicura è che tu parli senza avere la minima nozione tecnica.



    > I bot che copiano e ripubblicano i contenuti
    > fanno qualcosa di diverso da un umano che va sul
    > sito a vedere (le immagini/i banner) e leggere le
    > pagine.

    No, fanno la stessa cosa: leggono e riferiscono ad altri.



    > Infatti i siti web erano visitati anche quando
    > gli aggregatori in genere neppure
    > esistevano!

    No: sono usciti prima i motori di ricerca, poi hanno cominciato a prendere piede le testate giornalistiche sul web (prima c'erano dei bollettini di informazioni che però non derivavano dai giornali cartacei... ed era meglio: non c'erano idioti che sapevano tutto della carta stampata, ma nulla del formato elettronico e pretendevano di adeguarlo alle loro abitudini)

    > Google sfrutta i contenuti e basta, è inutile, è
    > un parassita.

    Google offre molti più servizi di quanti ne offrano i giornali.

    > Dico allora che Google fa bene a
    > sfruttare questi contenuti così come fanno bene
    > gli imprenditori a sfruttare i
    > lavoratori-schiavi.

    Lo schiavo è costretto a lavorare contro la sua volontà. I produttori di contenuti no. Non vi piace Google? Smettete di produrre... e vedremo se veramente eravate così indispensabili o no.

    > Dare a Cesare ciò che è di Cesare! Se Google
    > vuole sfruttare qualcosa, si sbaglia. Lo
    > sfruttamento è sbagliato.

    In questo caso è giusto e sacrosanto. Google non ha costretto nessuno ad andare online. Se non ti va, resta sulla carta.

    > Che Google paghi per il
    > lavoro altrui che sfrutta gratuitamente a proprio
    > vantaggio e a scopo di
    > lucro.

    No: niente pagamento. Chi non è d'accordo, ha solo da non fornire i contenuti.
    non+autenticato
  • E' una specie di ricatto. Con i robots.txt puoi bloccare le pagine che non vuoi che un motore di ricerca indicializzi. Questo blocco si ripercuote su tutto il motore di ricerca. Supponi che con il robots.txt dici a Google di bloccare "/news" questo significa che le news scompaiono al 100%. Sia dall'aggragatore che dal motore di ricerca.

    > Chi
    > > dipende da chi? Google dipende dagli altri,
    > > perchè è lui che copia (prendere gratis senza
    > > dare niente in cambio ~=
    > > rubare).
    >
    > No: rubare significa sottrarre. Le pagine sono
    > ancora lì, nessuno le ha
    > rubate.

    Invece ti sbagli.
    Se tu scrivi un libro, supponi che ci metti un anno e mezzo a finirlo. Poi inizi a venderlo.
    Arrivo io, ti copio il testo magari scansionando il tuo libro così non faccio nemmeno la fatica di trascriverlo. Poi distribuisco le copie gratuitamente o a un basso prezzo. In quest'ultimo caso ci guadagnerei perfino sopra!
    Comunque sia, in entrambi i casi, si tratta di furto. E' vero che a te il libro rimane e la gente puo' scegliere se vedere/comprare il mio (la copia) o il tuo (l'originale). Pero' tu hai investito soldi e tempo (un anno e mezzo) per produrre il tuo libro, mentre io l'ho solo "copiato" e quindi non ho investito niente: tempo zero e fatica nulla.
    Io posso fare un prezzo basso perché non mi è costato nulla produrre il libro, ma mi costa solo ri-produrlo. Nessuno comprerà il tuo libro che costerà di più perché dovrai rifarti anche dei costi di produzione (l'anno e mezzo di lavoro) oltre ai costi di ri-produzione (la stampa).
    Quindi: "rubare significa sottrarre. Le pagine sono ancora lì, nessuno le ha rubate" è falso. Rubare IL LAVORO fatto da un altro significa prendere gratutitamente ciò che gli altri hanno prodotto.
    Il concetto che dai tu di rubare è il classico concetto che da chiunque non abbia mai prodotto niente di suo e quindi se ne frega; ma la realtà è diversa. Sei abituato a prendere senza dare niente, quindi non lo capisci; ma se facessi anche tu qualcosa che poi ti viene presa e che gli altri usano (magari facendo guadagnare con il tuo lavoro qualcun altro al tuo posto) senza darti niente in cambio allora cambieresti idea.

    Un aggregatore non crea assolutamente nuovo traffico, perchè senza l'aggregatore gli stessi utenti verrebbero sul tuo sito per altre vie (o altrimenti rimangono a bocca asciutta e non leggono il tuo articolo... quindi se vogliono leggere qualcosa hanno poco altro da fare). Alla fine dei conti ai siti web un aggregatore fa PERDERE almeno metà dei guadagni dai banner. L'utente arriva direttamente alla notizia dall'aggregatore, senza passare per l'homepage del sito web. Quindi l'utente arriva alla notizia senza prima vedere i banner nell'homepage o nella pagina (qualsiasi essa sia) dove si trova il link all'articolo finale.
    Per l'utente non cambia niente, si becca i banner dall'aggregatore come Google News. (Inoltre Google è come il grande fratello, ti traccia ovunque puo' e registra anche i click che fai sui link esterni verso gli articoli di qualsiasi sito sia.)
    Anche questo è un modo per approfittarsi del lavoro altrui, cioè rubare.
    Un motore di ricerca, a differenza di un aggregatore, richiede all'utente di cercare quello che gli interessa. E un motore di ricerca non fa il lavoro dell'homepage di un sito che raggruppa insieme e lista automaticamente tutti gli articoli simili appena pubblicati per ogni argomento o per ogni categoria di argomento.

    Quindi i robots.txt non sono una soluzione ma solo un ricatto che Google propone tentando così di giustificare il suo comportamento sicuramente SBAGLIATO.
    non+autenticato
  • Di solito nell'aggregatore si mette una parte della notizia con il famoso link "leggi tutto", per il resto ci sono i diritti d'autore a difendere il resto..
    non+autenticato
  • - Scritto da: ABC

    > > No: rubare significa sottrarre. Le pagine
    > sono
    > > ancora lì, nessuno le ha
    > > rubate.
    >
    > Invece ti sbagli.
    > Se tu scrivi un libro, supponi che ci metti un
    > anno e mezzo a finirlo. Poi inizi a
    > venderlo.

    Vendi che cosa?
    Il manoscritto originale autografo o delle semplici copie che posso farmi pure io con scanner e stampante?

    > Arrivo io, ti copio il testo magari scansionando
    > il tuo libro così non faccio nemmeno la fatica di
    > trascriverlo.

    Ecco.

    > Poi distribuisco le copie
    > gratuitamente o a un basso prezzo.

    Benissimo.

    > In
    > quest'ultimo caso ci guadagnerei perfino
    > sopra!

    In quest'ultimo caso saresti un imbroglione: far pagare alla gente cose che costerebbe di meno farsi da se'.

    > Comunque sia, in entrambi i casi, si tratta di
    > furto.

    Ma neanche un po'.
    Quale sarebbe la refurtiva?

    > E' vero che a te il libro rimane e la
    > gente puo' scegliere se vedere/comprare il mio
    > (la copia) o il tuo (l'originale).

    Vedi che non e' furto?
    Furto e' quando tu entri in una libreria, sottrai un libro ed esci senza pagare.

    > Pero' tu hai
    > investito soldi e tempo (un anno e mezzo) per
    > produrre il tuo libro, mentre io l'ho solo
    > "copiato" e quindi non ho investito niente: tempo
    > zero e fatica
    > nulla.

    Chi glielo ha chiesto a lui di perdere soldi e tempo per scrivere un libro?
    Potrebbe venire a casa mia e perdere un anno e mezzo per dipingerla tutta.
    Ma siccome nessuno glielo ha chiesto, poi non puo' mica pretendere di essere pagato.

    > Io posso fare un prezzo basso perché non mi è
    > costato nulla produrre il libro, ma mi costa solo
    > ri-produrlo.

    Potrebbe farlo anche lui il prezzo basso. Chi glielo vieta?

    > Nessuno comprerà il tuo libro che
    > costerà di più perché dovrai rifarti anche dei
    > costi di produzione (l'anno e mezzo di lavoro)
    > oltre ai costi di ri-produzione (la
    > stampa).

    Mi pare che libri di due secoli fa, nonostante siano gia' disponibili in formato digitale e chiunque li puo' scaricare e stampare in proprio, vendano ancora.
    Quindi basta questo a smontare il tuo castello di carte.
    Chi vuole il libro cartaceo lo compra comunque.

    > Quindi: "rubare significa sottrarre. Le pagine
    > sono ancora lì, nessuno le ha rubate" è falso.

    Non hai dimostrato proprio niente.

    > Rubare IL LAVORO fatto da un altro significa
    > prendere gratutitamente ciò che gli altri hanno
    > prodotto.

    Si, se sottrai un oggetto prodotto da altri.
    No, se ti limiti a copiarlo.

    > Il concetto che dai tu di rubare è il classico
    > concetto che da chiunque non abbia mai prodotto
    > niente di suo e quindi se ne frega;

    Io produco software.

    > ma la realtà
    > è diversa. Sei abituato a prendere senza dare
    > niente, quindi non lo capisci; ma se facessi
    > anche tu qualcosa che poi ti viene presa e che
    > gli altri usano (magari facendo guadagnare con il
    > tuo lavoro qualcun altro al tuo posto) senza
    > darti niente in cambio allora cambieresti
    > idea.

    Ecco. Io produco software.
    Quelli che mi commissionano del software lo pagano e poi e' tutto loro.
    Quello che faccio senza che mi sia commissionato lo trovi su sourceforge.net e te lo puoi scaricare e usare come ti pare.

    > Un aggregatore non crea assolutamente nuovo
    > traffico, perchè senza l'aggregatore gli stessi
    > utenti verrebbero sul tuo sito per altre vie (o
    > altrimenti rimangono a bocca asciutta e non
    > leggono il tuo articolo... quindi se vogliono
    > leggere qualcosa hanno poco altro da fare).

    Facile dimostrare se e' vero.
    Scrivi nel robot.txt che non vuoi essere indicizzato che tanto gli utenti vengono da te lo stesso e vediamo.

    > Alla
    > fine dei conti ai siti web un aggregatore fa
    > PERDERE almeno metà dei guadagni dai banner.

    Quel "meta'" lo hai calcolato tirando i dadi oppure facendo testa o croce?

    > L'utente arriva direttamente alla notizia
    > dall'aggregatore, senza passare per l'homepage
    > del sito web. Quindi l'utente arriva alla notizia
    > senza prima vedere i banner nell'homepage o nella
    > pagina (qualsiasi essa sia) dove si trova il link
    > all'articolo
    > finale.

    Ma di quali banner pubblicitari vai cianciando?
    Trovami un solo sito di news che ha banner pubblicitari.
    Saranno anni che non ne vedo uno.

    > Per l'utente non cambia niente, si becca i banner
    > dall'aggregatore come Google News.

    Quali banner?

    > (Inoltre
    > Google è come il grande fratello, ti traccia
    > ovunque puo' e registra anche i click che fai sui
    > link esterni verso gli articoli di qualsiasi sito
    > sia.)

    Google traccia te. A me non mi traccia.

    > Anche questo è un modo per approfittarsi del
    > lavoro altrui, cioè rubare.

    Comincio a credere che tu sia uno che non ha mai lavorato un giorno in vita sua per continuare ad usare il verbo rubare a sproposito.

    > Un motore di ricerca, a differenza di un
    > aggregatore, richiede all'utente di cercare
    > quello che gli interessa. E un motore di ricerca
    > non fa il lavoro dell'homepage di un sito che
    > raggruppa insieme e lista automaticamente tutti
    > gli articoli simili appena pubblicati per ogni
    > argomento o per ogni categoria di
    > argomento.

    Ma a me non frega di veder l'home page, che spesso e' disorganizzata o mette in evidenza cose di cui non mi puo' fregar di meno.

    > Quindi i robots.txt non sono una soluzione ma
    > solo un ricatto che Google propone tentando così
    > di giustificare il suo comportamento sicuramente
    > SBAGLIATO.

    Allora visto che parli di ricatto hai due strade da percorrere:
    1) fai concorrenza a google.
    2) cambi mestiere.

    Nessuno ti obbliga a lavorare in rete.
    Quelli come te, non li vogliamo.
  • > > Comunque sia, in entrambi i casi, si tratta
    > di
    > > furto.
    >
    > Ma neanche un po'.
    > Quale sarebbe la refurtiva?

    Hai mai sentito dire la frase "mi ha rubato l'idea!" ?
    "rubare" si applica anche a cose astratte come le idee. E si applica anche a cose non-astratte come testi, articoli, musica (composizioni, spartiti, parole) che sono cioè leggibili (o comunque percettibili tramite uno dei sensi) da parte di altri.
    La refurtiva si chiama proprietà intellettuale. A volte non la si puo' nemmeno toccare con mano, ma esiste e ci vuole une cervello che funziona per crearla.

    > > E' vero che a te il libro rimane e la
    > > gente puo' scegliere se vedere/comprare il
    > mio
    > > (la copia) o il tuo (l'originale).
    >
    > Vedi che non e' furto?
    > Furto e' quando tu entri in una libreria,
    > sottrai un libro ed esci
    > senza
    > pagare.

    No, ti sbagli di grosso.
    Quando mai per rubare qualcosa bisogna fisicamente spostare un oggetto? Rubare è un concetto in sé, valido anche in astratto. Il derubato è chi è stato vittima di un furto. Se ti rubano un libro e uno esce senza pagare, il ladro ti ha derubato e tu sei il derubato. Se il ladro ti restituisce il libro, lui rimane il ladro che ha rubato e tu rimani il derubato; anche se il libro lo hai di nuovo in mano tu (e quindi lo puoi vendere come se nulla fosse successo). Alla fine il ladro non ti ha sottratto niente, perchè tu la tua proprietà ce l'hai ancora, eppure lui ha rubato (lui ha commesso un furto anche se il libro è nelle tue mani. Tu puoi andare in giro e senza mentire dire "lui è un ladro, lui ruba!").
    Il secondo step dell'esempio è facile: nel momento in cui qualcuno si scarica da internet un libro (pirata) e lo va a leggere commette un furto. Se avesse dovuto pagare, magari non l'avrebbe mai preso/comprato/letto il libro in questione. Ma non è un processo alle intenzioni: nel momento in cui - invece - prende e legge il libro senza pagare ha commesso il furto. Perché in questo preciso instante (e solo in questo preciso instante) si commette il reato e la copia scaricata gratuitamente diventa un acquisto mancato.

    La proprietà non è solo la carta (che vale poco o nulla in sé) ma anche e soprattutto la proprietà (intellettuale) rappresentata tramite il testo che è a sua volta rappresentato su quella carta con l'inchiostro.

    Rubare non è sottrarre il libro senza aver pagato. Rubare è leggere il libro senza aver pagato!

    Quando si compra il libro, si diventa proprietari della carta; ma si ottiene solo il permesso di leggere il libro. Il testo non diventa tuo. Quindi non puoi ri-pubblicarlo online o farci quello che ti pare. Altrimenti, anziché costarti 12 Euro il libro, ti costava 2.000.000 di Euro la proprietà del contenuto.

    Libro stampato o libro digitalizzato, non cambia nulla.

    > > Pero' tu hai
    > > investito soldi e tempo (un anno e mezzo) per
    > > produrre il tuo libro, mentre io l'ho solo
    > > "copiato" e quindi non ho investito niente:
    > tempo
    > > zero e fatica
    > > nulla.
    >
    > Chi glielo ha chiesto a lui di perdere soldi e
    > tempo per scrivere un
    > libro?
    > Potrebbe venire a casa mia e perdere un anno e
    > mezzo per dipingerla
    > tutta.
    > Ma siccome nessuno glielo ha chiesto, poi non
    > puo' mica pretendere di essere
    > pagato.

    Certo, il muro di casa tua è tuo. Quel tipo non ha nemmeno il diritto di dipingerlo se non ti chiede il permesso.

    Il testo di un articolo (o di un libro) pero' non è mai tuo. E se non lo paghi non ti è permesso nemmeno di vederlo.

    > > Io posso fare un prezzo basso perché non mi è
    > > costato nulla produrre il libro, ma mi costa
    > solo
    > > ri-produrlo.
    >
    > Potrebbe farlo anche lui il prezzo basso. Chi
    > glielo
    > vieta?

    Tu spendi 20000 Euro per fare un prodotto (letterario, musicale, video, film) e ti costa 2000 Euro distribuirlo online, poi arriva qualcuno che te lo copia e anche lui spende 2000 Euro per distribuirlo online. Pero' nel primo caso tu devi racimolare almeno 22000 Euro per andare in pari, nel secondo caso bastano 2000 Euro.
    Quindi per non andare in perdita tu che sei l'autore originale devi fare un prezzo piu' alto. Questo è ciò che ti vieta di fare i prezzi bassi di chi si è limitato a copiare. Logico no?

    Altrimenti se vuoi fare dei prezzi bassi devi spalmare il costo in anni e anni o su milioni e milioni di acquirenti e a questo punto puoi vendere a 0.01 Centesimi il prodotto. Dubito che qualcuno ti farà credito se gli proponi questa idea. Nel caso succedesse, dopo 600 anni vai in pari, ma nel frattempo sei vissuto sotto un ponte.

    > Ma di quali banner pubblicitari vai cianciando?
    > Trovami un solo sito di news che ha banner
    > pubblicitari.
    > Saranno anni che non ne vedo uno.
    >
    > > Per l'utente non cambia niente, si becca i
    > banner
    > > dall'aggregatore come Google News.
    >
    > Quali banner?

    Allora, il discorso di bloccare i banner con AdBlock è un'altra cosa. Lo so' che vuoi arrivare qui, ma è tutto un altro discorso. E' una scelta personale dell'utente che decide di non scaricare o di non renderizzare sul suo schermo alcune cose. E' una scelta legittima e certe volte necessaria quando i banner diventano invasivi o una seccatura, ed è su di te scegliere quando lo sono oppure no. Così come quando c'è la "fine primo tempo" di un film, puoi andare in bagno e non sei costretto a vedere i 5 o 10 minuti di pubblicità. Col registratore puoi fare il fast forward se vuoi saltare le pubblicità.

    >
    > Google traccia te. A me non mi traccia.

    Con te tutto è possibile, ma solo se tu usi il protocollo TCP/IP senza la parte "IP"... o nella realtà solo se navighi su Google sempre e solo tramite Tor (o altro proxy generico condiviso da molti utenti). Dubito.


    Comunque, se tu decidi di pubblicare un libro o un software gratuitamente mettendolo a disposizione su sourceforge e dando tu stesso il permesso agli altri di farne ciò che vogliono del tuo prodotto, va benissimo. In questo caso la tua volontà sarà fatta, ecco: segui la volontà degli altri quando vogliono essere pagati ogni qualvolta tu acceda ai risultati del loro lavoro.
    non+autenticato
  • > Quando mai per rubare qualcosa bisogna
    > fisicamente spostare un oggetto?

    Sempre.

    > Rubare è un
    > concetto in sé, valido anche in astratto. Il
    > derubato è chi è stato vittima di un furto. Se ti
    > rubano un libro e uno esce senza pagare, il ladro
    > ti ha derubato e tu sei il derubato.

    Il ladro ha spostato fisicamente il libro.

    > nel momento in cui - invece - prende e legge il
    > libro senza pagare ha commesso il furto.

    Leggere senza permesso non è furto. Altrimenti io ti mando un testo per email, poi nello stesso istante in cui apri la posta di denuncio per furto.


    > Rubare non è sottrarre il libro senza aver
    > pagato. Rubare è leggere il libro senza aver
    > pagato!

    Allora, nella lingua italiana, questo significa rubare:

    http://www.treccani.it/vocabolario/rubare/

    Portare via (...) qualcosa che appartiene ad altri.
    rubare (un’idea, un’invenzione o un’immagine, un’espressione di altri), farla passare per propria e utilizzarla come propria


    Come vedi, il semplice caso di fruire dell'opera di un altro senza sottrargliela non è contemplato. Quindi, o stai mentendo, o semplicemente non sai l'italiano.

    >
    > Quando si compra il libro, si diventa proprietari
    > della carta; ma si ottiene solo il permesso di
    > leggere il libro.

    Da quando in qua occorre un permesso per leggere un libro?

    > Il testo non diventa tuo.

    Ecco, appunto. Perciò neanche i soldi devono diventare dell'autore. Tu non mi dai nulla, quindi perchè mai io dovrei darti qualcosa?


    > Tu spendi 20000 Euro per fare un prodotto
    > (letterario, musicale, video, film) e ti costa
    > 2000 Euro distribuirlo online, poi arriva
    > qualcuno che te lo copia e anche lui spende 2000
    > Euro per distribuirlo online. Pero' nel primo
    > caso tu devi racimolare almeno 22000 Euro per
    > andare in pari, nel secondo caso bastano 2000
    > Euro.
    > Quindi per non andare in perdita tu che sei
    > l'autore originale devi fare un prezzo piu' alto.

    Appunto: allora vendi a quel prezzo.

    > Questo è ciò che ti vieta di fare i prezzi bassi
    > di chi si è limitato a copiare. Logico
    > no?
    >
    > Altrimenti se vuoi fare dei prezzi bassi devi
    > spalmare il costo in anni e anni o su milioni e
    > milioni di acquirenti e a questo punto puoi
    > vendere a 0.01 Centesimi il prodotto.


    Allora non farlo. Vendi a uno solo, e fatti pagare il giusto.

    > Allora, il discorso di bloccare i banner con
    > AdBlock è un'altra cosa. Lo so' che vuoi arrivare
    > qui, ma è tutto un altro discorso.

    Non so cosa faccia panda rossa, ma io non ho AdBlock nè simili. Su Google news non vedo nessun banner comunque.
    non+autenticato
  • Personalmente, ritengo che google (mozilla e gli altri) abbiano perfettamente ragione.
    Se fossi nei vertici dirigenziali di google (e, si badi bene, "gugl" mi sta leggermente sui cosiddetti per il suo monopolismo), farei un bel "ban" di tutti i domini .de o comunque di origine tedesca, con una bella pagina: "se volete essere indicizzati, pagate me, e mooolto caro!".

    Come ho detto, non sono affatto pro google, ma quando ha ragione, lo debbo (purtroppo) ammettere.

    Se tutti si mettono a chiedere soldi a chi, in fondo fa un loro grandissimo favore portando "click", spariranno tutti gli indici di ricerca, e "chi ha troppo voluto, pianga del suo egoismo".
    non+autenticato
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