Cristina Sciannamblo

Huawei, nuovi investimenti in Europa

La telco cinese ha annunciato il finanziamento di un polo di ricerca e sviluppo in Finlandia. Un laboratorio per sviluppare tecnologie software per i dispositivi mobile. Intanto, nuove accusa dall'UE in fatto di dumping

Roma - 70 milioni infusi nel settore Ricerca e Sviluppo per creare un centro impegnato nello sviluppo e nella progettazione di nuove tecnologie per dispositivi mobile in Finlandia: è l'ultimo investimento annunciato dal colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei.

Secondo le informazioni trasmesse dal comunicato ufficiale, i 70 milioni di euro investiti nel centro di ricerca di Helsinki copriranno un periodo di cinque anni e interesseranno una forza lavoro che dovrebbe superare le cento unità.

I primi progetti affrontati riguarderanno lo sviluppo di tecnologie software per smartphone, tablet e device avanzati, con l'obiettivo di ottimizzare l'esperienza dell'utente rispetto a sistemi operativi come Android e Windows Phone 8. "Crediamo che la chiave per costruire il nostro brand sia offrire ai consumatori una user experience affidabile e differenziata - spiega Kenneth Fredriksen, vicepresidente di Huawei per il Centro, Nord ed Est Europa - e che l'ambiente aperto e innovativo della Finlandia sia il posto ideale per rafforzare le nostre competenze di Ricerca e Sviluppo sugli apparecchi tecnologici, creando opportunità sia per Huawei sia per l'industria delle telecomunicazioni finlandese".
Secondo gli osservatori si potrebbe trattare di uno sforzo che l'azienda cinese ha deciso di sostenere anche per fugare definitivamente i dubbi relativi all'affidabilità della telco cinese in seguito ai chiari sospetti avanzati dagli Stati Uniti.

Ma le notizie che giungono dall'Europa non sono tutte positive se si considera che la Commissione Europea ha accusato Huawei e Zte di competere in maniera scorretta sul mercato comunitario, danneggiando le imprese europee tramite dumping. Secondo l'indagine condotta dall'organo comunitario, le due aziende riceverebbero finanziamenti dal governo cinese che danno loro un vantaggio competitivo sul mercato delle attrezzature per le reti mobile. Una condotta che, a ben vedere, è stata denunciata anche in passato.

Cristina Sciannamblo
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