Cristina Sciannamblo

Google Shopping, il divorzio cinese

Google chiude il servizio di proposte commerciali in Cina. Una decisione motivata da un'insoddisfazione economica, legata anche alla scarsa popolaritÓ locale del colosso di Mountain View

Roma - A giudicare dalle ultime decisioni e dalle ripetute tensioni col governo di Pechino, sembra che Google sia intenzionata ad allontanarsi dalla Cina. L'ultimo annuncio di Mountain View riguarda la cessazione del servizio Shopping in Cina.

Il sito di proposte commerciali gestito da BigG risulta essere ancora attivo nonostante sia stata confermata la sua chiusura. "Al fine di ottimizzare le risorse - si legge sul blog ufficiale - abbiamo deciso di chiudere il nostro servizio di ricerca sullo shopping in Cina. L'intento originario di un simile servizio era di creare un ponte tra consumatori, rivenditori e commercianti. Un servizio che, tuttavia, non ha soddisfatto le nostre aspettative".

Le motivazioni addotte dai vertici di BigG rispondono dunque a esigenze economiche, che, comunque, non possono essere scollegate dalle oggettive difficoltà di operare all'interno di un paese che impone notevoli restrizioni. Solo un mese fa tutti i servizi di Google in Cina hanno subito un rallentamento sensibile durato un giorno a causa del Congresso Nazionale dei Partito Comunista in corso.
Le analisi dei dirigenti di Google sembrano essere confermate da Mark Natkin, direttore dell'agenzia di consulenza con sede a Pechino, Marbridge Consulting, secondo il quale sono molti gli utenti nel paese che dichiarano di avere poca familiarità con Google Shopping, mentre altri che confessano di non essere al corrente della sua esistenza. (C.S.)
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1 Commenti alla Notizia Google Shopping, il divorzio cinese
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  • La Cina è un accrocchio di stati ed etnie, tenuti insieme con la forza da migliaia di anni, con alterne vicende, e non può rinunciare ad essere una tirannia, pena la dissoluzione (che, io penso, prima o poi avverrà).
    Sebbene sia decisamente contrario alla tirannia, non possso fare a meno di essere contento del fatto che un monopolista ubiquitario come è diventato Google non possa estendersi in tutto il pianeta.
    In questi tempi di gravi sbilanciamenti di potere (per la prima volta nella storia parliamo di potere mondiale economico, e quindi politico, delle aziende), è meglio che rimangano sacche indipendenti, per quanto retrive, come per esempio la Russia e la Cina, a contrastare l'appiattimento globale.
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