Cristina Sciannamblo

Julian Assange e il partito di Wikileaks

Il founder di Wikileaks comunica di voler correre per la carica di senatore in Australia. E di aver disposto la formazione di un partito politico legato a Wikileaks. Ma gli ostacoli diplomatici e burocratici da superare non sono pochi

Roma - Sebbene il mondo di Julian Assange sia diventato inevitabilmente circoscritto al piccolo spazio garantito dall'ambasciata dell'Ecuador nel Regno Unito, il fondatore di Wikileaks dimostra di avere progetti ambiziosi per il suo futuro. Intervistato dal quotidiano australiano The Age, il responsabile dei leak che hanno scosso la diplomazia mondiale ha espresso la volontà di candidarsi alle elezioni per il Senato australiano previste per il prossimo anno.

Nei piani di Assange rientrerebbe anche la formazione di un partito politico legato a Wikileaks, convinto che un numero considerevole di personalità australiane sarebbero disposte a candidarsi data l'ammirazione espressa nei confronti della sua attività. Non è ancora chiaro quale sia lo stato che dovrebbe rappresentare in Senato, ma Assange ha spiegato di incontrare i requisiti per candidarsi sia nel Nuovo Galles del Sud sia nello stato di Victoria.

Alla costituzione del partito starebbe pensando il padre biologico di Assange, John Shipton, il quale avrebbe anche provveduto a redigere lo statuto del movimento politico e a sottoporlo alla usuale revisione legale. Secondo le norme previste dalla Commissione Elettorale Australiana, sono necessarie almeno 500 firme da parte di iscritti alle liste elettorali.
Secondo gli osservatori, sebbene la fase di costituzione del partito non dovrebbe incontrare grossi ostacoli, ben più complicato sarebbe il processo che dovrebbe portare alla nomina di Assange nelle liste elettorali australiane. Una serie di ragioni di tipo amministrativo impedirebbero l'iscrizione nei registri elettorali anche se, stando alle regole dettate dal Commonwealth Electoral Act, è sufficiente possedere i requisiti per essere inseriti nelle liste affinché si possa essere eletti.

Tuttavia, la sezione 44 della Costituzione australiana squalifica qualsiasi persona che "è sotto riconoscimento di fedeltà, obbedienza o adesione a un potere straniero, oppure è un soggetto o un cittadino o un titolare di diritti o privilegi di un soggetto o di un cittadino di una potere straniero". Se l'asilo politico garantito dall'ambasciata dell'Ecuador dovesse ricadere in questa definizione, vi sarebbe l'impossibilità per Assange di rientrare in Australia, e lo stato australiano potrebbe constatare l'ineleggibilità come senatore e, dunque, l'impossibilità della candidatura.

Cristina Sciannamblo
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4 Commenti alla Notizia Julian Assange e il partito di Wikileaks
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  • Non è che lo fa per ottenere l'immunità da deputato e potersene uscire dall'ambasciata dalla porta principale e con due dita alzate? Sarebbe una bella mossaA bocca aperta
    Funz
    12989
  • - Scritto da: Funz
    > Non è che lo fa per ottenere l'immunità da
    > deputato e potersene uscire dall'ambasciata dalla
    > porta principale e con due dita alzate? Sarebbe
    > una bella mossa
    >A bocca aperta

    Enzo Tortora all'epoca lo fece:

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/r...

    Orribile la battuta di Giulio Andreotti, all'epoca Ministro degli esteri, in una rubrica che teneva su un settimanale: "Un tempo si evadeva con la lima, oggi si evade con la scheda elettorale". Avrebbero dovuto condannarlo per quello, non per l'omicidio Pecorelli o per le collusioni con la mafia. Arrabbiato

    Tortora era però un parlamentare (europeo) da processare in Italia e detenuto in Italia. Julian Assange diventerebbe, nel caso, un Senatore australiano di cui la Svezia ha richiesto l'estradizione, e temporaneamente detenuto in Gran Bretagna. Difficile far valere l'immunità con questi incroci di competenze nazionali.
    non+autenticato
  • l'australia dovrebbe imparare.. da noi.

    In italia non abbiamo problemi a eleggere condannati, prescritti, indagati.
    Ne abbiamo or ora un centinaio.Con la lingua fuori)

    E cmq NON mi pare che ci sia scritto "e' squalificata qualsiasi persona che sia osteggiata da un Paese straniero (che e' stato sputtanato dalla persona medesima in quanto lanciava bombe a casaccio) e da questo ora tenuta in ostaggio"
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > l'australia dovrebbe imparare.. da noi.
    >
    > In italia non abbiamo problemi a eleggere
    > condannati, prescritti, indagati.
    >
    > Ne abbiamo or ora un centinaio.Con la lingua fuori)


    Le stime variano a seconda delle fonti: questa è del Fatto Quotidiano (ma Francesco Rutelli non ci sta):

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/30/cento-p.../

    E questa di un sito gestito da volenterosi, non sempre affidabili, va detto, che ne conta ben 116:

    http://www.stopcensura.com/2010/08/ecco-la-lista-d...





    > E cmq NON mi pare che ci sia scritto "e'
    > squalificata qualsiasi persona che sia osteggiata
    > da un Paese straniero (che e' stato sputtanato
    > dalla persona medesima in quanto lanciava bombe a
    > casaccio) e da questo ora tenuta in
    > ostaggio"

    Mi lascia un po' perplesso che ci si possa candidare al Senato senza la necessità di depositare personalmente una firma, una fototessera, un atto di nascita, all'ufficio competente; senza passarci nemmeno. Penserà a tutto il padre, ma sarà sufficiente?
    non+autenticato