Cristina Sciannamblo

Pew, il mondo sui social network

21 paesi al centro dell'ultimo studio che analizza le abitudini degli utenti rispetto ai social media. Le chiamate vocali rimangono l'attività più diffusa tra cellulari e smartphone, mentre persiste il gap anagrafico ed educativo

Roma - Qual è la popolarità raggiunta dai social network? A questa domanda cerca di rispondere l'ultima ricerca del Pew Global Attitudes Project, che pubblica i risultati di un'analisi multidimensionale che mette in luce il raggio di diffusione dei social media, i mezzi di connessione più utilizzati, gli argomenti di discussione, le fasce anagrafiche maggiormente dedite alla navigazione sulle piattaforme social e molto altro.

La ricerca ha interessato 26mila consumatori di 21 nazioni osservate nel periodo di tempo compreso tra il 17 marzo e il 20 aprile 2012. Diverse le evidenze rilevate: il 67 per cento del campione intervistato dichiara di utilizzare siti come Facebook, Twitter e simili per condividere opinioni su musica e cinema. Significative anche le comunità di discussione che si formano attorno a temi relativi allo sport e alla politica mentre i discorsi legati agli argomenti religiosi presentano una diffusione minore.

Interessanti anche le informazioni ricavate dall'uso dei device: la diffusione di telefoni cellulari e smartphone ha quasi raggiunto tutti gli angoli del pianeta e copre funzioni diverse, dalla digitazione di messaggi alla realizzazione di fotografie. La maggior parte degli utenti di smartphone ha dichiarato di visitare siti di social networking, di cercare annunci di lavoro e leggere informazioni relative alla politica per mezzo del proprio telefono. Il Pakistan e l'India sono i due paesi in cui si registra la minore penetrazione di telefoni mobile, pari al circa 50 per cento: un numero abbastanza basso se si considera che la media globale raggiunge l'87 per cento.
Sebbene, inoltre, il 54 per cento degli intervistati dichiari di servirsi dei dispositivi portatili per scattare foto e girare video, le chiamate vocali rimangono l'attività più comune effettuata attraverso il proprio telefono, un'evidenza rilevata presso il 98 per cento degli utenti intervistati e che può essere spiegata dal fatto che gli smartphone sono apparecchi relativamente recenti in molte delle aree considerate dallo studio rispetto a paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito che dimostrano di aver superato il 50 per cento.

Quanto alla navigazione su Internet attraverso gli smartphone, è abitudine del 26 per cento del campione: osservando 12 paesi presi in considerazione del Pew, almeno 6 su 10 utenti frequentano i social network attraverso il proprio smartphone. Interessante notare come nei paese arabi come l'Egitto e la Tunisia oltre 6 utenti su 10 utilizzano i social media per condividere notizie di politica rispetto al 34 per cento registrato negli altri paesi.

Relativamente alla variabile anagrafica, ciascun paese osservato ha mostrato dati variabili nella frequentazione dei social network rispetto al criterio anagrafico. In 17 paesi sui 21 presi in considerazione esiste un gap di 50 punti e oltre tra i soggetti di età inferiore ai 30 anni e quelli di età superiore ai 50. Un distacco che è particolarmente evidente in Italia, Polonia, Regno Unito e Grecia, paesi in cui vi sono almeno 70 punti percentuali di differenza tra le due categorie anagrafiche menzionate. Una variazione che, peraltro, si registra considerando indicatori relativi all'educazione, con differenze significative tra chi possiede una laurea e chi non la possiede, evidenti in 15 paesi su 18.

Cristina Sciannamblo
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