Luca Annunziata

Intel, viaggio nella Fab24

Una giornata passata tra apparecchiature da milioni di dollari e progetti di ricerca che coinvolgono centinaia di poli tecnologici in tutta Europa. Fa eccezione l'Italia: un'occasione perduta per il Belpaese

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Intel, viaggio nella Fab24Leixlip - Ci sono voluti 7,5 miliardi di dollari per dare alla sede irlandese di Intel l'aspetto che ha oggi: quello di un moderno campus anglosassone con un cuore ipertecnologico allo stato dell'arte. E altri milioni e milioni vengono ancora investiti ogni anno per consentire al polo di Leixlip di tenere il passo con la concorrenza e le altre Fab di Intel sparse per il mondo: Santa Clara ha creduto nell'Irlanda per quasi 24 anni e continuerà a farlo, assicurano i manager. E le ricadute dell'investimento sono distribuite in tutta Europa, con centri di ricerca e poli universitari coinvolti nello sviluppo di nuovi processi e tecnologie: eccezion fatta per l'Italia.

L'ingresso visitatori della Fab24 di IntelPasseggiare per i (blindatissimi, anche per andare alla toilette occorre essere scortati dal personale) corridoi della Fab24 di Intel lascia a un cittadino del Belpaese l'amaro in bocca. A due ore d'aereo e meno di 2mila chilometri di distanza accade quanto di più avanzato e avveniristico si possa immaginare nel mondo dei semiconduttori e dell'informatica: 4mila dipendenti (sono oltre 18mila considerando l'indotto) lavorano allo sviluppo, design e realizzazione dei microprocessori che fanno muovere gli apparecchi elettronici di tutto il pianeta, all'interno di una filiera che integra tutto o quasi il percorso che il silicio compie dall'estrazione alla sua forma finale in foggia di CPU, memoria flash e più in generale circuito integrato. Intel sta continuando a investire per ammodernare e allargare il suo stabilimento: la Fab10 originaria è stata pensionata ma i suoi locali sono ancora lì, perfettamente manutenuti, la Fab14 è in standby pronta a essere riattivata in caso di bisogna (ed è anche stata collegata alla Fab24 per possibili future esigenze), e la Fab24 è stata raddoppiata dalla gemella Fab24-2.

Un procedimento affascinante, nel quale Intel investe milioni di dollari anche per coinvolgere l'istruzione irlandese (alla ricerca di ingegneri e tecnici super-specializzati da impiegare nella sua Fab: occorre un PhD per maneggiare le apparecchiature che sfornano microprocessori) e decine di centri di ricerca pubblici e privati sparsi in tutta Europa. Un "circolo virtuoso" che coinvolge positivamente l'economia locale, con altre aziende della Silicon Valley che arrivano a tenere compagnia al chipmaker di Santa Clara e finanziano a loro volta la manifattura e la ricerca del Vecchio Continente.
Un cartello in mostra in uno dei corridoi della Fab24"L'Europa è interessata a conservare il tipo di manifattura che produce Intel? - si domanda un po' polemicamente Eamonn Sinnott, vicepresidente del gruppo e responsabile per la filiale irlandese - Negli ultimi 10 anni qualcuno ha preso l'abitudine di parlare della manifattura come qualcosa del passato: ma lavorare in una fabbrica, una come questa, non è un lavoro di scarsa importanza, ci vuole personale intelligente e preparato per affrontare sfide e difficoltà di un mercato mondiale con una domanda crescente". In questo senso, continua Sinnott, il modello irlandese è interessante: buona istruzione, tasse contenute e popolazione madrelingua inglese. "Tasse, talento, stabilità politica e tecnologia (tax, talent, trust record, technology, ndr): le quattro t vincenti del modello irlandese", conclude.

Questa miscela di ingredienti ha consentito a Intel di portare in un paesino a 25 minuti di automobile da Dublino (il modernissimo aeroporto locale si raggiunge in 20 minuti se non c'è traffico) lo stato dell'arte della sua tecnologia e della sua ricerca: a Leixlip arrivano i wafer di silicio "grezzo" e dopo un mese escono migliaia di microprocessori che in alcuni casi sono stati completamente progettati e realizzati proprio in Irlanda. Si tratta di prodotti realizzati con processi fino a 22nm (ma entro il 2013 è già previsto il passaggio della filiera a 14nm in tutte le Fab sparse in tre continenti: Nordamerica, Europa e Asia), anche se i prodotti lavorati a Leixlip sono realizzati generalmente a 65nm, e con tutti gli ultimi ritrovati tecnologici disponibili: Leonard Hobbs, a capo della ricerca di Intel Irlanda, descrive minuziosamente le conquiste tecniche che un moderno processore Core di terza generazione incorpora (strained silicon, high-k metal gate, tri-gate) che a suo dire lo rendono il più avanzato disponibile in commercio.

La facciata e il parcheggio di uno dei palazzi della Fab24

E la ricerca non si arresta: all'orizzonte c'è già il passaggio a 10nm nel 2015, e il salto successivo saranno i 5nm nel 2019. Una sfida non da poco, considerato che ormai da tempo si è superata la dimensione minima del transitor lavorato rispetto alla lunghezza d'onda della luce utilizzata per portare a compimento i processi litografici, che infondono nel silicio la logica che trasforma sabbia in una macchina in grado di svolgere milioni di calcoli al secondo. In Europa ci sono promettenti sviluppi per la tecnologia EUV, che consente anche di lavorare il wafer nel vuoto per aumentare il fattore di miniaturizzazione, e poi ci sono tutte le applicazioni della fotonica, del grafene, dei nanotubi di carbonio che attendono di passare dai laboratori (anche in questo caso laboratori del Vecchio Continente: basti pensare che i padri del grafene sono di stanza all'Università di Manchester) alla catena di produzione entro qualche anno.
103 Commenti alla Notizia Intel, viaggio nella Fab24
Ordina
  • ..vedere come si parli solamente di quello che manca in Italia, e mai una volta venga nominata una realtà di successo come Stmicroelectronics. In tutti i vari iCosi e Androidi ci sono dispositivi che vengono ideati e fabbricati tra Italia, Francia, Malta.... Si proprio così, vi è parte della produzione in Italia.

    Avete presente i Mems? Ecco ST è leader mondiale, ma qui si parla solo di Intel, di TI...

    Saluti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nemesis

    > ..vedere come si parli solamente di quello che
    > manca in Italia, e mai una volta venga nominata
    > una realtà di successo come Stmicroelectronics.

    A me però risulta che la sede direttiva è a Plan-les-Ouates, Svizzera, e che le quote parte sono equamente ripartite fra un ministero italiano e uno francese, oltre che all'azionariato diffuso. Poi, certo, la produzione prevalente è in Italia.
    non+autenticato
  • Ti confermo che gli uffici corporate sono in Svizzera, ma questo per motivi fiscali... Il Design, il Testing e la Produzione sono invece ripartiti tra sedi milanesi, Catania, Kirkop (Malta) e sedi Francesi... Oltre ad altri plant asiatici..

    La società è per meta' italiana e per metà francese: la parte italiana è partecipata di CdP e Finmeccanica.

    Cmq ripeto: è un vero peccato che una realtà d'eccellenza simile non ha lo spazio che si meriterebbe, almeno su questi magazine online che parlano di tecnologia.
    non+autenticato
  • Mi chiedo solo quanto punto informatico stia guadagnando da queste continui pseudo articoli pubblicitari che state pubblicando. Questo articolo ad esempio sembra tratto dirattamente dalle brochure commerciali dell'azienda...
    Qualche giorno fa c'era la notizia di Intel che sta investendo sui processori Atom per ambito server con prestazioni eccezionali (6 watt di consumo contro i 5 watt dei processori ARM dimenticando che per i chip arm nel loro consumo includono anche i consumi delle periferiche quali scheda di rete e memoria come indicato in http://www.zdnet.com/the-low-power-struggle-intel-.../) si parla inoltre di "analisti" che prevedono un vantaggio di intel di un anno nello sviluppo dei processori rispetto ad ARM per il semplice fatto di avere già pronta una versione a 64 bit del proprio processore, come se questa fosse una specifica fondamentale per la realizzazione di architetture micro-server dotate di non più di qualche centinaio di Mbyte di RAM.
    non+autenticato
  • altrove intel dice che oltre 7nm non si puo' andare, qui riportano che si andra al 5nm. Si decidessero
    non+autenticato
  • "Altrove" è IBM a dire che non si può andare oltre i 7 nm. Diverse aziende, differenti prospettive tecnologiche. Vista la quasi sovrumana capacità di Intel di essere sempre fedele a se stessa (la "legge di Moore" è molto più di un postulato mezzo tecnologico, mezzo ottimistico) io propenderei per fidarmi più di Intel che di IBM....
  • - Scritto da: Alfonso Maruccia
    > "Altrove" è IBM a dire che non si può andare
    > oltre i 7 nm. Diverse aziende, differenti
    > prospettive tecnologiche. Vista la quasi
    > sovrumana capacità di Intel di essere sempre
    > fedele a se stessa (la "legge di Moore" è molto
    > più di un postulato mezzo tecnologico, mezzo
    > ottimistico) io propenderei per fidarmi più di
    > Intel che di
    > IBM....
    Non è che tra 7 e 5 nm ci sia tutta sta differenza ne pratica ne teorica!
    Occhiolino
    Dal punto di vista teorico la differenza è comunque ininfluente ..
    Vorrei ricordare che in un nanometro cubo ci fai stare 10x10x10 atomi... (teoricamente) in pratica una struttura in blocchetti 10x10x10 rischia (anzi è certo) di avere proprietà fisico-chimiche piuttosto "imprevedibili" o se si preferisce comportamenti fisico/chimici molto differenti dal materiale "normale" con la sua struttura solida "normale"...
    Il limite pratico (dovrei fare dei conti e riprendere il vecchio manuale dell'universià) per il silicio dipende dalla sua struttura cristallina che non può essere "amorfa" (nel caso dei semiconduttori) ... onestamente non so se si tratti di 7 o 5 come "numero magico" del silicio... di sicuro posso dire che la differenza tra i due è totalmente irrilevante!
    A meno di non trovare un modo di dimostrare che heisemberg fosse un imbecille!
    Io ho poca fiducia che ciò sia semplice che lo dica IBM o che lo dica Intel forse conviene fare pace con la fisica e la chimica/fisica e capire che sia IBM che Intel stanno in pratica dicendo la stessa cosa!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > altrove intel dice che oltre 7nm non si puo'
    > andare, qui riportano che si andra al 5nm. Si
    > decidessero

    non col silicio...
    non+autenticato
  • ok, pecco di aver troppo semplificato: il sottinteso di Intel è che per arrivare ai 5nm dovranno entrare in gioco tecnologie come la nanofotonica e il grafene - è un sottinteso che loro chiariscono solo in separata sede, ma dando per scontato che la maturazione di queste tecnologie proceda con passo spedito (e al momento pare non ci sia motivo di dubitarne) e probabilmente lo fanno alla luce di quanto hanno già visto nei propri lab ma che non hanno ancora annunciato
  • Sei certo che ci arrivino?
    Non è a escludere che a un certo punto, nell'ambito dei semiconduttori, si arrivi a una "maturità" che potrebbe durare anche a lungo.
    Se guardiamo i progressi che ci sono stati nel motore a scoppio, ad esempio, ma anche nel motore a reazione, gli ultimi quarant'anni non hanno portato grosse novità tecnologiche... un'auto media, un motore a reazione, hanno un rapporto prestazioni/consumi che non è così diverso da quello che potevano avere negli anni '70... il motore a scoppio e il motore a reazione "classici" sono arrivati più o meno ai limiti fisici. Ora si guarda all'ibrido o all'elettrico, in ambito automobilistico.
    Così sono davvero certo alla Intel su dove possano arrivare il "vecchio" microprocessore, la "vecchia" tecnologia CMOS?
    non+autenticato
  • stiamo parlando di tecnologie che già oggi lavorano a livello molecolare o atomico, per il futuro stiamo parlando di fogli di spessore bidimensionale (1 solo atomo): se il carbonio arriverà nelle catene di montaggio per davvero assieme alla nanofotonica, 5nm non sono irrealizzabili
  • Come al solito, la conclusione è che in Italia occorre investire qualche fantastiliardo in ricerca, se vogliamo vedere una bandierina Intel anche sul nostro territorio. E' un discorso che ogni tanto salta fuori, ma a me suona fallace. Cioè, se lo stato deve investire miliardi e miliardi, per poi contribuire con altri soldi alla creazione di questi poli industriali, con leggi speciali che permettano detassazione pesante se non addirittura extraterritorialità (non sono sicuro che in Italia sarebbe legale obbligare i dipendenti a farsi accompagnare al bagno dalla sicurezza), alla fine cosa ci si guadagna, al di là della bandierina di cui sopra?
    Se la ricerca in Italia zoppica, secondo me dovrebbero essere i privati ad investire, mica lo stato! Un privato investe e alla fine, hopefully, raccoglie i frutti del suo investimento, come avviene nei tipici paesi di riferimento. Lo stato, invece, investe sempre a fondo perso, e ho il forte sospetto che ad ottenere gli ambiti posti di ricercatore ci finiscano spesso i soliti raccomandati al posto degli elementi più validi.
    Mi piacerebbe trovare un sito ufficiale che riportasse i dati statali per investimento e R.O.I. in brevetti. Sarei assolutamente felice di scoprire che mi sbaglio di grosso e che gli investimenti fatti finora in ricerca siano superati dai ricavi che ne sono derivati. Mi ha messo la pulce nell'orecchio un vecchio articolo di Repubblica che sosteneva che investendo, mi pare, quattro miliardi, avremmo poi ottenuto ricavi per una cifra molto superiore dopo qualche anno; solo che invece di usare il rapporto investimenti/guadagni sui dati concreti, facevano ragionamenti arzigogolati e completamente teorici su quanto rendano alle aziende i migliori ricercatori in USA (dove neanche il lavoro di ricercatore è garantito a vita). Secondo me, un discorso impostato su queste basi puzza lontano un chilometro.
    Izio01
    4255
  • Un'azienda come Intel investe in ricerca perché ha un obiettivo concreto: nel caso specifico rispettare la "legge di Moore" che si è autoimposta. Non è uno scherzo raddoppiare i transistor ogni 18 mesi come hanno fatto loro negli ultimi 30 anni.
    Dal punto di vista della tecnologia costruttiva Intel è incredibile, non c'è niente dire (avrei 'qualcosina' da ridire sulla qualità dell'architettura x86, ma ormai sono così legati a quella che neanche loro riescono più a liberarsene: vedi fallimento di Itanium).

    Ma fare ricerca statale fine a se stessa senza un obiettivo specifico non porta a niente.
    L'unica cosa a cui sono interessati i ricercatori, in quel caso, è fare qualche pubblicazione per fare carriera e poter andare ai congressi internazionali (che guarda caso sono sempre fatti in posti strafighi). Vedi inutilità come l'LHC e il laboratorio del Gran Sasso. Alla fine a che servono?
    A niente, solo a farsi pippe mentali su subparticelle atomiche di cui nessuno, tranne loro, hanno idea di cosa siano, ma che soprattutto non hanno alcuno sbocco pratico.

    Gli esempi più eclatanti di ricerca finalizzata a qualcosa, che ha avuto ricadute importantissime, per me sono i progetti Manhattan e il progetto Apollo. Entrambi progetti con uno scopo iper-specifico (fare la bomba il primo, andare sulla Luna il secondo), teoricamente FORSE possibili ma estremamente difficili da realizzare, senza limiti di budget ma con limiti temporali estremamente stretti (solo 3 anni per la bomba e solo 7 per la missione Apollo).

    Le ricadute di quegli sforzi tecnologici e di ricerca hanno fatto grande l'America e ancora campa di rendita su quello.

    Ma dare finanziamenti a pioggia (stile Obama oggi con lo 'stimulus') senza porsi degli obiettivi concreti in tempi ben definiti, significa solo buttare soldi.
  • - Scritto da: MacGeek
    > Vedi inutilità
    > come l'LHC e il laboratorio del Gran Sasso. Alla
    > fine a che servono?
    >

    Spero tu stia scherzando..
    I ricercatori per poter costruire l'LHC, quindi prima di andare in esercizio, hanno inventato l'HTML, la Risonanza Magnetica, l'ecocolor Doppler, nuovi sistemi di sensori magnetici, elettromeccanici, laser e ottici, gli schermi OLED.

    Poi ci sono le scoperte effettuate dall'acceleratore stesso, ricordo che grazie ai precedenti acceleratori è stata scoperta la fisica quantistica, che oggi ci permette per esempio di utilizzare una memoria flash come dalle pennette usb, passando per le schedine sd fino agli ultimi SSD. E Le nuove scoperte che faranno ci permetteranno di scoprire quelle nozioni che ci mancano per rendere realizzabili i computer quantistici, si potrà scoprire come sfruttare nuove fonti di energia sub-nucleare come quella dei quanti (che essendo sub nucleare non prescinde dal tipo di elemento che si usa) o saperne di piu su quella nucleare a fusione.
    Oggi con la fisica quantistica e delle particelle siamo ai livelli della fisica del basso medio-evo. Non abbiamo scoperto nulla e gli acceleratori sono l'unica cosa che ci permette di conoscere di più. Newton nel 1666 Scoprì la forza di gravità, chissà quanti allora gli davano del pazzo o degenerato quando lo vedevano lanciare una mela dal tetto di un palazzo. Nel 1903 viene inventato l'aereo, nel 1957 il satellite. Tra scoperta e invenzione possono passare come vedi più di 200 anni.
    E le scoperte scientifica che ci permetterà uno strumento come l'LHC, porteranno a migliaia di invenzioni nel futuro, come ho già detto prima, alcune le ha portate prima ancora di essere costruito, alcune delle quali non possiamo neanche immaginarle. Newton non si poteva immaginare che grazie alla sua scoperta della forza gravitazionale un giorno avremmo potuto volare fra continenti o nello spazio.
    non+autenticato
  • Ma Newton a per la sua scoperta è bastata una mela.
    Non un giocattolo da 10 miliardi di €.

    Per quanto riguarda le altre invenzioni da te citate o sono ormai di un tempo remoto, o sono state frutto del caso (l'HTML, reso popolare dal browser Mosaic, altrimenti sarebbe morto al CERN) o probabilmente non sono state fatte al CERN.

    L'LHC è stato fatto così grande sopratutto per 'scoprire' il bosone di Higgs. Ora che l'hanno (per così dire) scoperto ci cambia qualcosa? Io direi di no. Potevano impegnare quelle risorse in qualcosa di più concreto, a mio avviso.
  • No.
    L'Lhc è stato realizzato per verificare, analizzare e studiare, la nascita di particelle o forze sconosciute all'uomo, facendo scontrare alla velocità della luce miliardi di particelle con una energia cinetica mai vista prima (10 volte il precedente acceleratore più potente). Il Bosone di Higgs è una delle tante particelle che ci sono da scoprire e l'unica della quale era prevista la sua esistenza solo in teoria ma non era mai stata scoperta.
    Tutto quello che ci permetterà di scoprire è in gran parte sconosciuto
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio
    > No.
    > L'Lhc è stato realizzato per verificare,
    > analizzare e studiare, la nascita di particelle o
    > forze sconosciute all'uomo, facendo scontrare
    > alla velocità della luce miliardi di particelle
    > con una energia cinetica mai vista prima (10
    > volte il precedente acceleratore più potente). Il
    > Bosone di Higgs è una delle tante particelle che
    > ci sono da scoprire e l'unica della quale era
    > prevista la sua esistenza solo in teoria ma non
    > era mai stata scoperta.

    Ma è stato fatto così grande per avere l'energia necessaria per scoprire il bosone di Higgs secondo le teorie del modello standard. Le altre cose le facevano anche gli acceleratori precedenti.
  • in realta no, questo è quello che dicono i media, tanto innamorati de sto bosone. Il bosone è stato trovato intorno ai 125GeV, energia raggiungibile da tutti gli acceleratori degli ultimi 40'anni. l'LHC a pieno regime (forse 2014) arriverà a 14TeV oltre 100 volte l'energia necessaria per trovare il bosone di Higgs. Ed è già previsto un ampliamento per il 2019 che porterà l'energia massima delle collisioni oltre i 30TeV
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio
    > in realta no, questo è quello che dicono i media,
    > tanto innamorati de sto bosone. Il bosone è stato
    > trovato intorno ai 125GeV, energia raggiungibile
    > da tutti gli acceleratori degli ultimi 40'anni.
    > l'LHC a pieno regime (forse 2014) arriverà a
    > 14TeV oltre 100 volte l'energia necessaria per
    > trovare il bosone di Higgs. Ed è già previsto un
    > ampliamento per il 2019 che porterà l'energia
    > massima delle collisioni oltre i
    > 30TeV

    E come mai allora non l'hanno trovato prima?
    Poi la mia fonte non sono i 'media' ma il bellissimo RAP di AlpineKatCon la lingua fuori
  • Non so risponderti, forse con più energia ci sono piu scontri e quindi ci vuole meno tempo per trovarlo
    non+autenticato
  • - Scritto da: MacGeek
    > Ma Newton a per la sua scoperta è bastata una
    > mela.
    >
    > Non un giocattolo da 10 miliardi di €.
    >
    > Per quanto riguarda le altre invenzioni da te
    > citate o sono ormai di un tempo remoto, o sono
    > state frutto del caso (l'HTML, reso popolare dal
    > browser Mosaic, altrimenti sarebbe morto al CERN)
    > o probabilmente non sono state fatte al
    > CERN.
    >
    > L'LHC è stato fatto così grande sopratutto per
    > 'scoprire' il bosone di Higgs. Ora che l'hanno
    > (per così dire) scoperto ci cambia qualcosa? Io
    > direi di no. Potevano impegnare quelle risorse in
    > qualcosa di più concreto, a mio
    > avviso.


    P.E.T. ti dice niente?
    un altro che ritiene "inutile" la fisica fondamentale...
    non ho parole
    non+autenticato
  • - Scritto da: max
    > - Scritto da: MacGeek
    > > Ma Newton a per la sua scoperta è bastata una
    > > mela.
    > >
    > > Non un giocattolo da 10 miliardi di €.
    > >
    > > Per quanto riguarda le altre invenzioni da te
    > > citate o sono ormai di un tempo remoto, o
    > sono
    > > state frutto del caso (l'HTML, reso popolare
    > dal
    > > browser Mosaic, altrimenti sarebbe morto al
    > CERN)
    > > o probabilmente non sono state fatte al
    > > CERN.
    > >
    > > L'LHC è stato fatto così grande sopratutto
    > per
    > > 'scoprire' il bosone di Higgs. Ora che
    > l'hanno
    > > (per così dire) scoperto ci cambia qualcosa?
    > Io
    > > direi di no. Potevano impegnare quelle
    > risorse
    > in
    > > qualcosa di più concreto, a mio
    > > avviso.
    >
    >
    > P.E.T. ti dice niente?
    > un altro che ritiene "inutile" la fisica
    > fondamentale...
    >
    > non ho parole
    Lascialo blaterare, a lui basta un icoso nuovo all'annoA bocca aperta
    non+autenticato
  • Gli italiani vivono nel passato ormai morto in cui artisti, umanisti, tecnici e scienziati erano riconosciuti nel mondo ed esportavano civiltà.
    Ora siamo un branco di idioti, presi in giro, consenzienti, da una classe politica su misura, a cui basta poco per riciclarsi; ricordiamoci che la miopia di tutti i nostri politici ed economisti ha permesso a banche ed immobiliaristi di portarci nella situazione in cui siamo.
    Non sono tanto schifato da quanto ci è accaduto, quanto dalla reazione insulsa del popolo, ormai ridotto a belare qualche carità e un poco di lavoro, invece di ribaltare il vecchiume della nostra gerontocrazia.
    Per il resto quoto MacGeek.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Supper
    > Gli italiani vivono nel passato ormai morto
    > in cui artisti, umanisti, tecnici e scienziati
    > erano riconosciuti nel mondo ed esportavano
    > civiltà.
    > Ora siamo un branco di idioti, presi in
    > giro, consenzienti, da una classe politica
    > su misura, a cui basta poco per riciclarsi;
    > ricordiamoci che la miopia di tutti i nostri
    > politici ed economisti ha permesso a banche
    > ed immobiliaristi di portarci nella situazione
    > in cui siamo.
    > Non sono tanto schifato da quanto ci è accaduto,
    > quanto dalla reazione insulsa del popolo, ormai
    > ridotto a belare qualche carità e un poco di
    > lavoro, invece di ribaltare il vecchiume della
    > nostra gerontocrazia.

    Starsene a belare la propria opinione in un forum non rientra sempre nel "belare qualche carita'" ? E' quello che stai facendo.

    > Per il resto quoto MacGeek.
    krane
    22544
  • Si vede che lui non ha bisogno di quelle cose.
    Aleb
    429
  • - Scritto da: Supper
    > Gli italiani vivono nel passato ormai morto in
    > cui artisti, umanisti, tecnici e scienziati erano
    > riconosciuti nel mondo ed esportavano
    > civiltà.
    > Ora siamo un branco di idioti, presi in giro,
    > consenzienti, da una classe politica su misura, a
    > cui basta poco per riciclarsi; ricordiamoci che
    > la miopia di tutti i nostri politici ed
    > economisti ha permesso a banche ed immobiliaristi
    > di portarci nella situazione in cui
    > siamo.
    > Non sono tanto schifato da quanto ci è accaduto,
    > quanto dalla reazione insulsa del popolo, ormai
    > ridotto a belare qualche carità e un poco di
    > lavoro, invece di ribaltare il vecchiume della
    > nostra
    > gerontocrazia.
    > Per il resto quoto MacGeek.

    Discorsi come il tuo portano ad accettare tutte le imposizioni che vengono da fuori. Se ti convinci che non vali nulla, accetti tutto da chi ritieni valga più di te.
    E' così che la Francia di Vichy si lasciò invadere dai nazisti senza combattere: "meglio loro che i comunisti che abbiamo in casa", dicevano.
    Studiate la storia.
    non+autenticato
  • Se ti
    > convinci che non vali nulla, accetti tutto da chi
    > ritieni valga più di
    > te.

    In Italia c'è una diffusione patologica della stupidità, ma ciò non significa che anch'io sia stupido. Per questo è molto probabile che in futuro lasci il paese.
    Aleb
    429
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