Mauro Vecchio

UK, discografici contro pirati

L'industria musicale britannica contro sei membri del Pirate Party, accusati di aver implementato un servizio proxy per aggirare i blocchi imposti alla Baia

Roma - ╚ ormai guerra aperta tra i rappresentanti della British Phonographic Industry (BPI) e i vertici della divisione britannica del Partito Pirata. Le grandi etichette sono pronte a denunciare sei membri del Pirate Party, compreso il leader del movimento Loz Kaye. La fazione politica è accusata di aver facilitato l'aggiramento dei blocchi imposti dalla High Court di Londra a The Pirate Bay.

In quello che l'esperto Cory Doctorow ha definito "un attacco senza precedenti alla democrazia nel Regno Unito", l'industria musicale vuole ottenere l'immediata rimozione di un servizio proxy messo a disposizione dal Pirate Party per accedere alla Baia più famosa del file sharing. Loz Kaye aveva già risposto picche ai vertici di BPI, non intenzionato a rimuovere il proxy per tutelare i diritti fondamentali degli utenti.

A capo della divisione comunicazione di BPI, Adam Liversage ha parlato di una denuncia inevitabile, dal momento che il Pirate Party non vuole proprio rassegnarsi e collaborare con la giustizia del copyright.
In un comunicato di risposta, Loz Kaye teme per le sue finanze personali dopo la citazione di BPI: "Sono una persona ordinaria e non sono certo ricco. ╚ ovvio che la citazione presso l'Alta Corte mi rovinerebbe". (M.V.)
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2 Commenti alla Notizia UK, discografici contro pirati
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  • ...e dove sarebbe la notizia?Occhiolino
    vabbeh, adesso torno su a leggere l'articoloCon la lingua fuori
    Funz
    12995
  • ...inutilmente di fermare ciò che non possono fermare resteranno solo coi tizzoni dell'inferno che avranno creato.
    E bruceranno insieme al resto.

    Intanto costruisco la mia rete, là ci trovo quel che mi occorre e senza major che rompono i cabbasisi.
    Guardacaso, morto il decreto Pisanu, anche in Italia le reti private stanno crescendo velocemente. Finirà che avremo una situazione di una "rete" controllatissima (per modo di dire) e selvaggiamente colonizzata da multinazionali, governi e idioti (chiamateli come volete, per me chi non si prende la briga di leggere il manuale di ciò che utilizza e pretende di essere lui quello più intelligente E' un idiota auto-dichiarato) e un sottobosco di reti collegate in modi fantasiosi, impossibili da controllare se non con una forte impegno economico da parte dei soggetti che decidono di imporre il loro controllo.
    Ovviamente il successo ultimo spetterà a chi riuscirà a trarre profitto (anche economico) da questo nuovo scenario, non certo a chi spenderà risorse per mantenere lo status quo.

    GT