Cristina Sciannamblo

USA, i federali sul caso HP-Autonomy

Il Dipartimento di Giustizia avvia un'indagine per accertare le denunce di frode fiscale del colosso di Palo Alto nei confronti dell'azienda acquisita. Ma l'ex-CEO di Autonomy respinge accuse e insinuazioni

Roma - Un caso di presunta frode fiscale finito ora sotto la lente del Dipartimento di Giustizia (DoJ) statunitense. Nel consueto report annuale, il colosso informatico Hewlett-Packard (HP) ha comunicato l'apertura di indagini ufficiali da parte dell'organo federale in relazione alle accuse che la stessa azienda di Palo Alto ha rivolto ai vertici della software house britannica Autonomy, la cui acquisizione ha prodotto un buco da 8,8 miliardi di dollari.

Il DoJ avrà dunque il compito di accertare la tesi sostenuta dalla dirigenza di HP, secondo cui l'azienda britannica avrebbe fornito informazioni fuorvianti durante le operazioni di acquisizione. Accuse che il fondatore di Autonomy, Mike Lynch, rispedisce al mittente, considerando false e prive di fondamento le ragioni dell'azienda statunitense.

Secondo Lynch, infatti, la software house avrebbe fornito dati corretti ai responsabili finanziari di Palo Alto dal giorno dell'acquisizione fino all'11 ottobre 2011, oltre ad aver superato tutte le revisioni contabili nel corso degli anni. (C.S.)
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